TOTTA e DYLAN

Collezionare Storia Postale = REATO?


Collezionare Storia Postale, detenerla o commercializzarla
è potenzialmente un reato?
Il contributo di un “danneggiato”

di Giovanni Valentinotti
Da ilpostalista.it del 22.02.2018

Sapete che oggi collezionare Storia Postale [1], detenerla o commercializzarla è potenzialmente un reato?

Purtroppo, non si tratta di una provocazione ma, per buona parte, di una realtà, provo allora a quantificare ed indicare le tipologie, perché il problema è relativo a tutte le lettere, i pieghi, le buste che presentano un indirizzo pubblico, più chiaramente quelle indirizzate ad un ENTE PUBBLICO o con FUNZIONI PUBBLICHE, ne sono escluse quelle prive di testo (ovvero le buste vuote e i semplici involucri, ma facendo attenzione a che non abbiano annotazioni).

Per meglio comprendere, presento un elenco delle collezioni più frequenti che potrebbero essere messe in discussione:

ANTICHI STATI:
Ducato di Modena: molte lettere affrancate sono indirizzate alle GIUSDICENZE.
Regno Lombardo Veneto: occorre fare attenzione a quelle indirizzate a TRIBUNALI e PRETURE e che sono molto presenti sia sul mercato che nelle collezioni.
Stato Pontificio: quasi tutte le lettere con tassa pagata dal destinatario, francobollo apposto al retro.
Toscana: quelle con tariffa 1 crazia.
Altre presenze anche in altri antichi stati.

PREFILATELIA:
Lettere del ‘600 e ‘700 con timbri a secco dei pedoni postali che sono dirette al 90% a funzioni pubbliche.
Periodo napoleonico, si stima che l’80% possano essere dirette a funzioni pubbliche.
Stati preunitari la presenza di lettere pubbliche è tra il 70% della Toscana e della Sicilia e l’80% dello Stato Pontificio.

REGNO:
Collettorie: il 90% provengono da lettere spedite e dirette ad Ente pubblico.
Numerali: tra il 60% e il 90% a seconda delle regioni.
Tondo riquadrati: si possono stimare in circa il 70%.
Regno V. E. III: circa il 30 % a seconda dei periodi.

RSI:
Circa il 60 % delle affrancature VERE e di pregio.

LUOGOTENENZA:
Circa il 70% tra pieghi e cartoline postali.

Sicuramente ho dimenticato qualche cosa ma, grosso modo, credo di non sbagliare se dico che questa “devastazione” può colpire 6 collezioni su 10.

Tutto questo parte da una affermazione e da successive azioni che hanno questo presupposto LE LETTERE PUBBLICHE SONO DEMANIALI, quindi non possono essere sul mercato, quindi il loro possesso è delittuoso, con conseguente denuncia del malcapitato per RICETTAZIONE. Ad oggi, per mia conoscenza, sono pendenti tra 8 e 10 procedimenti a carico, con relativi sequestri e con durata media degli stessi che va da 5 a 8 anni.

Tutto nasce dalla legge del 2004 sui beni culturali il cui estensore è stato maestro di imprecisione, ma che molte MENTI OTTUSE hanno utilizzato per creare il maggior danno possibile allo stesso settore che dicono invece di voler tutelare.

Per essere chiaro molti funzionari delle Soprintendenze delle varie Regioni operano con buon senso e con grande professionalità, così come la gran parte dei Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, poi però ci sono i Fenomeni, quelli che lo stesso Dott. Famiglietti, Direttore Generale degli Archivi di Stato, ha definito nelle riunioni preparatorie della circolare emanate il 7 ottobre2017 “TALEBANI”.

Cosa producono i Talebani:
l’uscita di migliaia e migliaia di pezzi dal Mercato regolare;
la vendita di questi materiali nelle aste specializzate oltre confine;
il trasferimento di operatori economici all’estero;
la mutilazione di massa di documenti che vengono PRIVATI DEL CONTENUTO;
la pesante riduzione di fatturato, quindi di reddito per chi opera regolarmente sul mercato, con attacco ai principi costituzionale della libertà d’impresa;
lo speco di denaro pubblico per cause che difficilmente produrranno condanne, ma che costano imponenti quantità di ore lavoro e per questo sarebbe utile far partire segnalazioni alla Corte dei Conti;
la privazione di tante ricerche e produzioni culturali legate agli studi condotti sulla storia e sulla storia postale.

Prima dell’estate un gruppo di “volenterosi”, denominato Gruppo di Modena, con il prezioso contributo del Sen. Carlo Giovanardi è riuscito a stabilire un rapporto con il dirigente generale del settore Dott. Gino Famiglietti, la cosa ha prodotto come risultato, la circolare emanata il 7 ottobre, la circolare rappresenta un passo avanti nella discussione se non altro perché introduce 4 elementi fondamentali:
gran parte delle carte pubbliche sono state oggetto di scarto d’archivio e quindi SDEMANIALIZZATE;
le soprintendenze sono interessate al recupero delle carte ritenute DI PARTICOLARE INTERESSE STORICO CULTURALE;
tale recupero deve avvenire attraverso l’istituto della RIVENDICA, ovvero che nessuno accusa nessuno di illecita detenzione;
la distinzione tra ATTI che devono essere oggetto di conservazione permanente, e CARTE che posso essere state scartate attraverso le procedure dei MASSIMARI.

Alcuni hanno giudicato che questo risultato sia poca cosa, altri invece che sia stato fatto un passo in avanti, io sono stato tra questi ultimi immaginando che poi ci sarebbero state molte altre azioni di PRESSIONE VERSO LA POLITICA E LE ISTITUZIONI per ottenere una chiarezza definitiva, invece… lascio a voi la risposta.

Francamente non riesco a capire cosa dobbiamo ulteriormente attendere: che si muova la politica autonomamente? Che passi la tempesta poi si vedrà? Ricordo a tutti che questa questione si trascina oramai da 7 anni !

Vorrei anche ricordare agli amici collezionisti e appassionati il danno economico prodotto da questa situazione sulla valutazione dei materiali presenti nelle varie raccolte.

Le ultime notizie dal fronte giudiziario sono abbastanza positive, il 7 febbraio è andata a sentenza la causa nei confronti di Susanna Darchini (mia moglie) con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” e “perché il fatto non costituisce reato”, ma ci sono voluti oltre 4 ANNI… subendo un danno economico, commerciale, d’immagine, emotivo, con un alto costo per la pubblica finanza, e tutto per... pezzi del valore di poche decine di euro.

Questa sentenza, quando sarà passata in giudicato, potrà essere un buon precedente ma, quello che è da evitare, è che si debba arrivare fino a questo punto, dobbiamo allora svolgere un’azione forte, coordinata e… ragionata: ricordarsi bene l’obiettivo, evitare allarmismi general generici, avere in testa una strategia, individuare correttamente gli interlocutori.

[1] Parte del collezionismo che si occupa prevalentemente della raccolta degli oggetti di corrispondenza del passato e attraverso di essi approfondisce le infinite branche della posta. La posta con le implicazioni di carattere tecnico organizzativo, politico e sociale ne puntualizza i regolamenti, e attraverso il confronto delle corrispondenze anche i metodi di trasporto, l'organizzazione, le tassazioni postali; inoltre, attraverso l'analisi degli scritti della corrispondenza, ne penetra i costumi, le situazioni, i problemi contingenti.

Collezionare francobolli ora è diventato un reato

Riportiamo volentieri l’articolo di Gabriele Bertocchi pubblicato su il Giornale.it, domenica 18 febbraio 2018.

Migliaia di lettere, documenti e francobolli sequestrati ai collezionisti. Nemmeno una circolare del Ministero dei beni culturali ferma i pm.


Collezioni francobolli? Stai attento perché per la giustizia italiana sei un potenziale delinquente. Non stiamo scherzando: secondo i magistrati - che stanno ordinando sequestri a tappeto - se il francobollo è o era incollato su una busta indirizzata a un ente pubblico potresti essere incriminato per i reati di ricettazione o di incauto acquisto.

I casi

Le interpretazioni dei magistrati si basano su una legge del 2004, che stabilisce che le missive o i documenti spediti a un ufficio pubblico dal 1840, che sia lo Stato o anche Regioni, enti territoriali, persone giuridiche private senza fini di lucro, enti ecclesiastici compresi gli Stati ed enti dell' Italia preunitaria, sono "beni culturali inalienabili", come scrive la Verità. Ovvero documentazione storiche che deve essere custodita negli archivi statali. E secondo i giuristi anche il fancobollo è da considerarsi tale.
Sulla base della legge e dell'interpretazione dei magistrati sono incriminati dalla Procura di Cosenza per ricettazione un collezionista di Sant' Agata d' Esaro e sua moglie: avevano ben 13.470 lettere, tutte finite sotto sequestro. Documenti aggiudicati all'asta e che comprendevano lettere indirizzate a preture e prefetture o a Benito Mussolini o addirittura a Vittorio Emanuele III e alla sua consorte, Elena di Savoia. Tutto è finito in mano alla Soprintendenza archivistica in attesa del processo.

Ma c'è di peggio. È il caso di Giovanni Valentinotti di Pesaro, manager in pensione e collezionista. A lui carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico hanno portato via oltre 12.000 pezzi. Tutto per colpa del web, luogo in cui offriva i sua carteggi di valore. Documenti emanati dai carabinieri pontifici di Bologna nel 1820, dal prefetto del dipartimento del Reno nel 1808 e dalla Commissione delle acque di Ferrara nel 1804. Carte che scottano secondo i pm e quindi da considerara "beni culturali, inalienabili e incommerciabili". Per i magistrati non conta nemmeno che Valentinotti abbia ottenuto i documenti pagandoli 2 milioni di lire alla discarica di Coriano di Rimini. Il Riesame ha dato ragione al collezionista ma la Procura di Pesaro ha nuovamente disposto il sequestro con la giustificazione "erano documenti destinati alla distruzione e venivano reimmessi illecitamente in circolazione". La colpa quindi è di chi compra non dell'ente che ha mancato ai suoi compiti, quindi alla distruzione della carte. Disavventura identica a quelle di un commerciante filatelico di Rivoli che dopo aver acquistato francobolli e lettere dalla Croce Rossa se gli è visti portare via.

Se acquisti materiali, se li vendi online o su internet vieni considerato un ricettatore o commetti il reato di incauto acquisto. "Lo Stato mette sotto processo cittadini il cui unico torto è essersi fidati dello Stato stesso che li invitava a comprare quelle lettere di cui si era disfatto attraverso gli spogli - ammette Carlo Giovanardi, senatore di Idea e presidente del circolo filatelico di Montecitorio a La Verità - stiamo parlando di centinaia di milioni di lettere la quasi totalità delle quali deriva dallo spoglio effettuato dalle amministrazioni pubbliche, sulla base di leggi che prevedevano che le tonnellate di materiale così scartato venisse consegnato alla Croce rossa, per essere mandato al macero o venduto ai collezionisti".

E pensare che le procure non badano nemmeno alla circolare emessa dal ministero dei Beni culturali in cui si fa un distinguo tra buste o lettere trafugate dagli archivi, con relativa denuncia di furto, e i milioni di pezzi detenuti legittimamente dai collezionisti. "A nulla sono valse le circolari del ministero - sottolinea Giovanardi -, mentre in zona Cesarini siamo riusciti a bloccare un disegno di legge sull' estensione di sanzioni penali in materia di reati contro il patrimonio culturale, che colpisce chiunque possiede beni culturali di cui non si precisa la natura".

E così la lotta dei pm prosegue. Rischiando di affondare un mercato da 120 milioni di fatturato l'anno.

Dubai Creek Tower

A Dubai, la città gioiello degli Emirati Arabi Uniti, sarà la sede ancora una volta del grattacielo più alto del mondo.
Il record, detenuto già dal Burj Khalifa e i suoi 829 metri dal 2009, andrà alla Dubai Creek Tower o più semplicemente chiamata The Tower.
La nuova opera sarà alta almeno 928 metri - 99 in più del Burj Khalifa - e verrà completata entro il 2020. I lavori della torre sono partiti nel 2006 e rientra in un progetto più grande chiamato “Dubai Creek Harbour” e che prevede la nascita di complessi residenziali, negozi e ristoranti in prossimità di quello che sarà il più grande porto turistico del Medio Oriente. Il costo della sola Dubai Creek Tower è di un miliardo di dollari.



Entro il 2020 la nuova torre del Dubai Creek Harbour sorgerà su progetto dell’architetto e ingegnere spagnolo, naturalizzato svizzero, Santiago Calatrava Valls (1951), vincitore del concorso internazionale di progettazione.


“The Tower”, si inserirà nello skyline di Dubai diventando il fulcro del Dubai Creek Harbour. Secondo le stime della Emaar Properties, una della più grandi aziende mondiali nel settore immobiliare, già proprietaria del famoso grattacielo del Burj Khalifa, il progetto di Santiago Calatrava diventerà una delle mete turistiche e residenziali più importanti al mondo in vista di EXPO Dubai 2020 dal tema “Connettere le menti, creare il futuro”.

70° Costituzione della Repubblica Italiana

Il Ministero dello Sviluppo Economico emetterà, il giorno 27 dicembre 2017, un francobollo celebrativo del 70° anniversario della promulgazione della Costituzione della Repubblica Italiana, del valore di € 0,95. Il francobollo è posto al centro di un foglietto in cui sono riprodotte la prima e l’ultima pagina della Costituzione Italiana, delimitate, in alto a destra e in basso a sinistra, rispettivamente dallo stemma della Repubblica Italiana e dal logo ufficiale delle celebrazioni del 70° anniversario della Costituzione Italiana.


La Costituzione della Repubblica Italiana, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre del 1947, venne firmata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola a Palazzo Giustiniani il 27 dicembre 1947. Il testo fu controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi e dal Presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini e sottoposto al visto del Guardasigilli Giuseppe Grassi.

Il Progetto di Costituzione era stato redatto dalla “Commissione per la Costituzione”, istituita il 15 luglio 1946 con l’incarico di “elaborare e proporre il Progetto di Costituzione”. Presieduta da Meuccio Ruini, composta di 75 membri scelti fra i componenti dell’Assemblea Costituente e organizzata in 3 sottocommissioni (la prima, “Diritti e doveri dei cittadini”, presieduta da Umberto Tupini; la seconda, “Ordinamento costituzionale dello Stato”, presieduta da Umberto Terracini; la terza, “Lineamenti economici e sociali”, presieduta da Gustavo Ghidini), la “Commissione dei 75” tenne 362 sedute e protrasse i suoi lavori sino al 31 gennaio 1948. La Commissione, all’avvio dei suoi lavori, espresse in modo esplicito l’esigenza di comunicare e trasmettere i contenuti complessi della Costituzione - principi fondamentali e architettura costituzionale dello Stato - con un linguaggio di larga accessibilità. “La Costituzione deve essere, più che è possibile, breve, semplice e chiara; tale che tutto il popolo la possa comprendere”, scrisse Meuccio Ruini.
Al Comitato di redazione (detto “Comitato dei 18”), formato dall’Ufficio di presidenza della Commissione dei 75 allargato ai rappresentanti di tutti i gruppi politici, fu affidato il compito di coordinare ed armonizzare il lavoro prodotto dalle tre sottocommissioni.
Il 6 febbraio 1947 Meuccio Ruini presentò alla Presidenza dell’Assemblea Costituente la “Relazione al progetto di Costituzione della Repubblica italiana” articolata in titoli - “Disposizioni generali”, “Diritti e Doveri dei Cittadini”, “Ordinamento della Repubblica” - che rappresentavano le partizioni del “Progetto di Costituzione”. Seguirono poi la discussione e l’approvazione in Aula.
L’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica conserva uno dei tre originali della Costituzione firmati da Enrico De Nicola. L’Archivio storico della Camera dei Deputati e l’Archivio centrale dello Stato conservano gli altri due originali.

La conservazione della Costituzione, documento fondante dell’Italia Repubblicana, riveste un forte valore simbolico.

La tutela di documenti che rappresentano una parte rilevante della storia del nostro Paese risponde all’esigenza di conoscenza espressa dalla società civile ed è indispensabile per custodire e tramandare la memoria collettiva del nostro passato.

I documenti costituiscono infatti la memoria di un Paese, sedimentano l’identità di una comunità che si riconosce e si integra attraverso la conoscenza della storia e delle storie che ne hanno segnato il passato.

Autobiografico



Da LA SETTIMANA ENIGMISTICA  n.4460 del 14.09.2017

Canti natalizi nei francobolli

I canti di Natale godono di grande popolarità. Quattro dei più famosi di questi gioielli musicali sono stati rivisitati dal grafico Boris Pilleri (Berna), come motivi dei 4 francobolli speciali di Natale che saranno emessi dalla Svizzera il 16 novembre 2017.


 “Astro del ciel” era originariamente una poesia di Natale scritta dal vicario parrocchiale Joseph Mohr (1792–1848) del paesino austriaco di Arnsdorf. Franz Xaver Gruber ha composto in seguito la bella e toccante melodia di accompagnamento. Oggi “Astro del ciel” è cantata in tutto il mondo in tantissime lingue.


 “Jingle Bells” è stato composto alla metà del XIX secolo dal compositore americano James Lord Pierpont. È cantato in tutto il mondo durante le festività natalizie, sebbene in realtà non si tratti di una canzone di Natale.


“We wish you a merry Christmas” è ormai impossibile oggi risalire all’autore. Si tratta di un canto di Natale tradizionale inglese del XVI secolo che, oltre al Natale, fa riferimento anche all’inizio del nuovo anno.


“Snow falls softly at night” i cui versi e forse anche la musica sono stati composti dal pastore evangelico Eduard Ebel (1839–1905). Questi potrebbe anche aver ripreso una vecchia melodia popolare; in ogni caso, l’ha considerata come una canzone per bambini.

NASA. A Human Adventure

Dal 27 settembre 2017 al 4 marzo 2018
Spazio Ventura XV - Via Giovanni Ventura, 15 - Milano

Mostra prodotta da John Nurminen Events in collaborazione con AVATAR.
Catalogo SKIRA.




Dal 27 settembre arriva per la prima volta in Italia, a Milano nello Spazio Ventura XV,  NASA. A Human Adventure, la grande mostra prodotta da John Nurminen Events in collaborazione con AVATAR: un viaggio di conquista e scoperta che si estende per 2500 metri quadrati, tra razzi, Shuttle, Rover spaziali, simulatori di antigravità, in un percorso didattico ed emozionante, scientifico e immersivo, che va dai primi lanci spaziali ai giorni nostri e che presenta circa 300 manufatti originali provenienti dai programmi spaziali USA e URSS, la maggior parte di essi in prestito dal Kansas Cosmosphere & Space Center e dallo Space & Rocket Center, molti dei quali sono stati nello spazio.

Attraverso 6 sezioni - Gantry entrance, Sognatori, La corsa allo Spazio, Pionieri, Resistenza e Innovazione -, i visitatori verranno catapultati in una delle storie più affascinanti e ambiziose dell’uomo, la scoperta dello spazio in un’esperienza immersiva che inizia fin dall’ingresso, quando dovranno attraversare una passerella, la stessa che gli astronauti della NASA percorrono prima di salire a bordo degli shuttle e la stessa sulla quale, nella notte del 7 dicembre 1972, camminarono tre astronauti dell’Apollo 17 per atterrare sulla Luna.

L’esposizione racconta la fantastica storia della National Aeronautics and Space Administration, per tutti la NASA, e le sue incredibili conquiste ottenute nei voli e nelle esplorazioni spaziali.

I visitatori potranno ammirare le splendide astronavi costruite dalla NASA e scoprire le storie delle persone che vi sono state a bordo o che le hanno progettate e costruite come per esempio un enorme modello in scala del gigantesco razzo lunare Saturn V o la replica fedele a grandezza naturale della pionieristica navicella Mercury e una della missione Gemini, costruita per viaggi di lunga durata. E ancora un modulo dell’Apollo che portò il primo essere umano sulla Luna e il rover lunare che servì agli astronauti per esplorarla. Non poteva mancare l’ormai iconico Space Shuttle, prima navicella riutilizzabile,  con una sezione che consentirà ai visitatori di vedere il ponte di volo - dove gli astronauti si trovano quando sono in orbita - e il ponte di mezzo dove invece mangiano, dormono e lavorano sugli esperimenti.

Una mostra affascinante e ricca di oggetti di ogni tipo che fanno immaginare l’esperienza spaziale in ogni suo aspetto.

Notizie tratte da: NEWS SPAZIO 26.09.2017

Juventus e nuovo logo

Il 1° luglio 2017 sarà ricordato come una data fondamentale, nella storia della Juventus. Il club cambia ufficialmente pelle, proiettandosi nel futuro con una nuova identità visiva, simbolo di un brand e di uno stile totalmente rinnovati.


Il nuovo logo, creato dalla Interbrand, rappresenta la Juventus in tutta la sua essenza, dalle strisce allo scudetto, e ovviamente la J: in altre parole i tre elementi che costituiscono il DNA Juve, e che vengono fusi in un simbolo unico, universale, che rappresenta una squadra di calcio ma anche un’identità, un’appartenenza e una filosofia.

La nuova identità è stata lanciata a Milano il 16 gennaio 2017 e il tipo di carattere personalizzato, che è stato creato, sono stati riconosciuti da D&AD (Design and Art Direction - Londra) come uno dei migliori lavori di progettazione del mondo.

Evoluzione del brand bianconero

Depero il mago

Fortunato Depero (1892-1960), importante rappresentate del Futurismo, è stato un artista totale che ha saputo sfidare ogni barriera creativa, spaziando dal teatro alla pubblicità, dal design all’artigianato sperimentando tecniche, materiali e linguaggi differenti. A lui è dedicata la mostra “DEPERO IL MAGO”, dal 18 marzo al 2 luglio 2017 presso la  “Villa dei Capolavori” della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo, Parma.


Ad un secolo di distanza la sua ironica e vibrante vitalità continua ad influenzare le idee e il lavoro dei designer di tutto il mondo che lo studiano, lo ammirano come maestro e portano avanti il suo spirito innovatore e anticonformista.


ExoMars 2016, incidente al lander Schiaparelli

Si è conclusa l'indagine avviata dall'Agenzia Spaziale Europea per investigare sulle cause che hanno portato lo scorso 19 ottobre 2016 allo schianto del lander Schiaparelli della missione ExoMars durante l'ammartaggio.


La maggior parte della discesa fu svolta come previsto. La telemetria di Schiaparelli fu inviata correttamente all’orbiter TGO - Trace Gas Orbiter e durante la discesa effettuava un monitoraggio del segnale portante di Schiaparelli, così come il telescopio Giant Metrewave Radio Telescope in India.

Nei giorni e settimane successivi all'incidente, la sonda NASA MRO - Mars Reconnaissance Orbiter, individuò l'area dell'impatto ed inviò a Terra le foto. Queste immagini avevano suggerito che la separazione tra lander e paracadute e scudo termico fosse avvenuta come da programma, sebbene l'impatto al suolo di Schiaparelli sia stato a forte velocità.
Tutto materiale prezioso per la commissione di indagine guidata dell'ESA Inspector General, che ora ha concluso la sua attività, identificando circostanze e cause dell'incidente e producendo raccomandazioni da adottare per il futuro, raccomandazioni preziose per la 2ª missione del programma ExoMars.

Ecco le conclusioni dell'indagine.
Circa 3 minuti dopo l'ingresso in atmosfera il paracadute è stato dispiegato, ma il modulo ha avuto forti velocità di rotazione (oscillazioni) inattese. Ciò ha comportato una breve "saturazione" dell'Unità di misurazione inerziale (IMU - Inertial Measurement Unit), la quale misura la velocità di rotazione del lander. Per saturazione si intende che le misurazioni rilevate dallo strumento superano l'intervallo di valori attesi. Tale saturazione ha causato a sua volta un grande errore nella stima dell'assetto di volo, da parte del software del sistema di guida, navigazione e controllo (GNC - Guidance Navigation and Control System) del lander. L'incorretta stima dell'asseto, combinata poi con le successive misurazioni radar hanno portato il computer a "ritenere" che Schiaparelli si trovasse al di sotto del livello del suolo.
 E questo ha causato il prematuro distacco del paracadute e del back-shell, una breve accensione di soli 3 secondi dei propulsori (invece di 30 secondi) e l'attivazione del sistema "al suolo", come se Schiaparelli fosse davvero posato sulla superficie di Marte e fosse arrivata l'ora di attivare la strumentazione prevista per le analisi di superficie. Da qui, ecco che la strumentazione scientifica di superficie ha inviato un primo pacchetto di dati diagnostici, poco prima che il segnale si interrompesse per sempre.
La realtà era però profondamente diversa. Schiaparelli era in caduta libera da un'altitudine di circa 3,7 km, ed è arrivato al suolo in volo libero con una velocità stimata di 540 km/h.

Il rapporto della commissione di indagine ha fatto tuttavia notare che il lander (ricordiamo che era un dimostratore) è arrivato molto vicino ad atterrare con successo, ha quindi svolto con successo una parte molto importante degli obiettivi originali della sua missione (ingresso in atmosfera, discesa, precisione nel puntare al sito di atterraggio, invio in tempo reale dei dati alla sonda orbitale). Ciononostante sono state individuate mancanze sia nella robustezza del software di bordo (pochi controlli di correttezza sui dati per identificare particolari eventi poco indagati con conseguente mancanza di azioni correttive) sia organizzative e di management nei confronti dei fornitori e dei vari componenti, nonché la carenza di alcuni test di integrazione.
La commissione di indagine ha rilevato che il modello realizzato sulla dinamica di apertura del paracadute, su cui si è basata la progettazione del software di bordo, non forniva un comportamento aderente alla realtà dimostratasi più complessa. Ciò è stato confermato anche dall'esperienza maturata dal JPL-NASA per l'ammartaggio del rover Curiosity il 6 agosto 2012, della missione Mars Science Laboratory.

E' stata rilevata poi una mancanza di completezza nelle simulazioni statistiche compiute su Schiaparelli, dove alcuni scenari più critici non sono stati affrontati. Così come non è stato tenuto conto in fase di test di accettazione che la durata della saturazione dell'IMU - Inertial Measurement Unit, potesse superare il limite di 15 m/sec. Inoltre Schiaparelli è stato realizzato come un sistema non-fault-tolerant (non tollerante agli errori), come da progettazione. Alcune misurazioni ridondanti erano presenti ma non sono state per realizzare un software più robusto agli errori.

David Parker (ESA Director of Human Spaceflight and Robotic Exploration): "C'erano chiaramente un numero di aree a cui avrebbe dovuto essere data maggiore attenzione nella preparazione, validazione e verifica del sistema di ingresso, discesa ed atterraggio. Porteremo le lezioni apprese con noi mentre continuiamo a prepararsi per la missione del rover e piattaforma al suolo di ExoMars 2020".

Nel frattempo, la preparazione di ExoMars 2020 ha superato un'importante step di verifica che la mantiene quindi in carreggiata per la finestra di lancio del 2020. E per quanto riguarda ExoMars 2016, il TGO ha iniziato una lunga manovra di aero-frenata, lunga 1 anno, nei confini dell'atmosfera Marziana per raggiungere all'inizio del 2018 l'orbita di destinazione (Science Orbit).

Notizie tratte da: NEWS SPAZIO 26.05.2017 - Fonte dati ESA