TOTTA e DYLAN

Kepler Space Mission


La NASA ha lanciato in orbita il telescopio spaziale Keplero, prima missione finalizzata alla ricerca nella nostra galassia di pianeti extrasolari simili alla Terra.

Il lancio è avvenuto il 7 marzo 2009 alle ore 03:49:57 - 22:49 ora italiana del 6 marzo - dalla base di Cape Canaveral Air Force Station, complesso di lancio 17-B, in Florida, con il vettore Delta II.

Il telescopio Keplero, costruito dalla Ball Aerospace & Technologies Corp., avente la massa di kg 1.039 e l’altezza di m 5, è attrezzato di uno specchio primario di diametro m 1,40, con un campo di vista di 105° quadrati, capace di convogliare la luce cosmica ad un fotometro dotato di apertura di m 0,95 e sensori CCD da 95 milioni di pixel, il più potente mai lanciato: basti pensare che le macchine fotografiche professionali oggi non superano i 15 megapixel.

La durata della missione è di circa 4 anni, periodo in cui il telescopio dovrà scandagliare il campo stellare alla ricerca di pianeti che non appartengono al nostro sistema solare che possano avere dimensioni e condizioni complessivamente comparabili a quelle della Terra. È’ in grado, pertanto, di percepire le variazioni luminose causate dal passaggio di un pianeta davanti alla sua stella inviando agli scienziati dati che possono indicare sia le dimensioni del pianeta sia la durata dell’orbita intorno alla stella.

Durante la missione il telescopio Keplero prenderà in esame, ogni mezz’ora, 100.000 stelle in un settore della via Lattea e, l’indagine ricorrerà al “metodo dei transiti” che consiste nel misurare la variazione di luminosità di una stella quando il pianeta le transita davanti.
Secondo le ricerche circa l’1% delle stelle è circondato da pianeti ed un pianeta, avente le dimensioni della Terra, ha una probabilità di circa lo 0,5% di transitare sulla sua stella.

“Il cacciatore dei mondi” è costato 591 milioni di dollari e nel suo viaggio oltre il nostro sistema solare potrebbe scoprire, secondo le ipotesi, tra i 50 e 500 pianeti di dimensione simile al nostro.

Forse anche vita e intelligenza extraterrestre…


Dal 1994 a oggi gli astronomi hanno scoperto circa 340 pianeti extrasolari, ma il loro numero cresce continuamente. Tuttavia, nessuno di questi ha caratteristiche simili alla Terra. Si tratta per lo più di pianeti gassosi e di grandi dimensioni, più simili a Giove o Saturno.
Il più piccolo è stato stanato dal telescopio spaziale francese COROT - COnvection ROtation & planetary Transit, messo in orbita il 27 dicembre 2006, denominato COROT-Exo-7b. Ha un diametro lungo poco meno del doppio di quello della Terra e compie un' orbita intorno alla sua stella ogni 20 ore. Si trova vicinissimo alla sua stella madre ed ha una temperatura molto elevata, compresa tra 1000 e 1500°C. È stato individuato dagli astronomi mentre transitava davanti alla sua stella madre, indebolendone leggermente la luce con il suo passaggio.
Osservare un pianeta di dimensioni inferiori non è facile. Con i telescopi terrestri è addirittura impossibile. La luminosità delle stelle impedisce ogni possibilità di percepire il passaggio di oggetti celesti di piccole dimensioni come la Terra: per la scoperta effettuata da telescopi terrestri il limite è un rapporto di circa 1 su 300.000 tra pianeta e la sua stella. Se il passaggio davanti al Sole di un pianeta grande come Giove ne offusca la luminosità di circa l’1%, l’effetto per un pianeta delle dimensioni della Terra si riduce a meno dello 0,0001%.
(ESA - Notizie Locali Italia)

Immagini tratte da: kepler.nasa.gov
Link utile: Johannes Kepler

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