TOTTA e DYLAN

Darwin e gli errori filatelici




Riguardante il francobollo commemorativo di Charles Darwin, nel bicentenario della nascita, emesso il 12.02.2009, riporto di seguito un articolo pubblicato su Pikaia - il portale dell’evoluzione il 24.01.2009, al momento della notizia dell’emissione diramata dall’ANSA, dal titolo:

“ll francobollo per festeggiare il bicentenario darwiniano contesta... il modello di evoluzione proposto da Darwin”.



Nel francobollo compare una rappresentazione del processo evolutivo che sconfessa non solo l’attuale rappresentazione dell’evoluzione umana, ma addirittura lo schema evolutivo che Charles Darwin stesso aveva disegnato nel 1838 in un suo taccuino, accompagnato dalla prudente frase “I think”.

Lo schema purtroppo è ben noto, è facile da trovare anche in internet, ed è spesso utilizzato di solito da chi, ignorando i tentativi di evoluzione falliti e le linee evolutive scomparse, cerca di far passare l’idea, non coerente con i dati dimostrati dalla ricerca scientifica, che l’evoluzione, e in particolare l’evoluzione umana abbia seguito un percorso prestabilito per arrivare ad un obiettivo prestabilito.
Speriamo che il Prof. Ernesto Capanna (ordinario di Anatomia Comparata - Università La Sapienza) nel bollettino illustrativo chiarisca le pericolose conseguenze della diffusione nei neuroni degli italiani di questo modello errato del processo evolutivo.

Qui di seguito il modello di evoluzione proposto da Darwin, ben diverso dalla “marcia del progresso” rappresentato nel francobollo.

Pertanto, possiamo controllare come siano diversi gli schemi che rappresentano oggi correttamente il percorso che ha portato alla nostra specie; sono evidenti i percorsi evolutivi che non hanno avuto successo e la presenza a volte contemporanea di diverse specie. NON si è trattato, né per l’uomo né per altre specie animali e vegetali, di un processo lineare come quello raffigurato nel francobollo. Incredibile.

Il 10.07.2008 il Prof. Marcello Sala contestava questa rappresentazione errata dei percorsi evolutivi in un articolo su Pikaia - il portale dell’evoluzione dal titolo “Documentazione di un salto evolutivo?”.

Sembra però che perfino nella patria di Darwin, in Gran Bretagna, gli esperti di francobolli (in questo caso si tratta di privati) non sospettino di come sia errata la “marcia verso il progresso” nella rappresentazione della cartolina commemorativa del bicentenario creata da una ditta privata. A differenza rispetto agli esperti italiani almeno hanno rappresentato (per chi lo sa notare) un brachiatore e non un quadrupede come primo elemento della “marcia”.
I francobolli inglesi, emessi il 12.02.2009 anche in foglietto, invece preferiscono non dare indicazioni che potrebbero essere errate.

Notizie tratte da:
Pikaia - il portale dell’evoluzione / 24.01.2009
L'Anti-evoluzionismo in Italia, il blog del Prof. Daniele Formenti

Vittorio Marchis e l’arte







CHIUSO
sembra una bobina di scarto di qualche ditta di pulizia

SROTOLATO
racconta in 125 metri la storia di 150 anni di scienza, tecnica e cultura non solo torinesi.






Questo è il ROTOLONE ideato e dipinto da Vittorio Marchis, docente di storia dell'industria al Politecnico di Torino, responsabile del MAP - MuseoArchivioPolitecnico, nonché sperimentatore di tecniche e materiali artistici.

“Ho usato - spiega Marchis - un materiale come il feltro poliestere (filtri industriali) che è difficilmente deperibile e assorbe bene il colore. L'idea del rotolo mi è venuta pensando ai papiri dell'antico Egitto e anche ai nomadi del deserto che arrotolano i loro tappeti per portare con sé brandelli di storia e di memoria”.
E in questo caso la storia e la memoria sono quelle di una Torino capitale della scienza e della tecnica dall'Unità ad oggi. “Credo che l'arte - aggiunge Marchis - sia una provocazione più efficace di molti manuali per far conoscere la storia”.

Così armato di acquarelli, colori acrilici, stencil e molta pazienza (“ho impiegato quasi un anno” confessa) ha realizzato una sorta di sterminato graffito alla Basquiat. Attraverso nomi, frasi, disegni, formule chimiche e matematiche (ma anche canzoni: “se pensi alle onde elettromagnetiche citare Onda su onda di Paolo Conte è quasi inevitabile”) riaffiorano così personaggi, luoghi e momenti più o meno famosi.

“Lo sa - dice indicando una macchia di colore dove c'è scritto Lingotto - che questo nome è quello della famiglia di Moncalieri, proprietaria dei terreni dove fu costruito lo stabilimento Fiat”. Ci sono Ascanio Sobrero, che scoprì la nitroglicerina e Alessandro Cruto, che prima di Edison ebbe l'idea del filamento di grafite per le lampadine. Altrove galleggiano disegni che rimandano al finanziere Riccardo Gualino e l'architetto Carlo Mollino.

La lunga cavalcata è volutamente in ordine non cronologico. “Per due motivi - spiega ancora Marchis - perché in fondo tutte queste storie sono nostre contemporanee e poi perché puoi leggere il "rotolone" in qualsiasi punto, senza dovere sapere per forza quello che c'è prima e quello che viene dopo”.

Quale collocazione per un lavoro che si inserirebbe perfettamente nelle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia? “Credo che il luogo ideale per esporlo sarebbero le OGR - Officine Grandi Riparazioni, lì si farà una mostra sul Fare gli italiani e i personaggi, le scoperte e gli oggetti che racconta il mio rotolone di sicuro hanno contribuito a farli e poi quell'edificio è proprio una pezzo della storia del lavoro e dell'industria della nostra città”.

In attesa che gli organizzatori di Torino 150 lo scoprano, il Rotolone è in via Cavalli 22, tra i reperti di quel futuro museo del Politecnico che non si sa se e quando vedrà la luce. “A Torino - chiude con una nota polemica Marchis - è più facile convincere i politici a finanziare un museo se sei un collezionista privato che compra un computer a un'asta, piuttosto che se sei un'istituzione con storiche collezioni di tecnologia in attesa di essere valorizzate”.

Notizie e immagini tratte da:
LASTAMPA.it MULTIMEDIA / Rocco Moliterni

Mario Monicelli

Regista e sceneggiatore tra i più importanti esponenti della “commedia all’italiana”, ci ha lasciato il 29 novembre 2010 all’età di 95 anni.

In Piazza Madonna dei Monti, il quartiere dove ha vissuto per tanti anni, è stato accolto tra il rintocco delle campane della chiesa e le note dell'inno partigiano per eccellenza “Bella ciao” e del celebre brano della colonna sonora di “L'armata Brancaleone” suonate dalla banda della Mensa del Pigneto.
Poi per l’ultimo saluto alla Casa del Cinema, dove è stata allestita la camera ardente nella sala proiezioni. A rendergli omaggio fra tantissimi anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Se n’è andato con un’ultima manifestazione forte della sua personalità, un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare. E’ stato un grande del cinema non solo italiano e un uomo meraviglioso. Vivevamo nello stesso quartiere e lo incontravo spesso”.
Mario Monicelli è nato il 15 maggio del 1915 a Viareggio, figlio del critico teatrale e giornalista Tommaso, dopo la laurea in storia e filosofia a Pisa esordisce nel cinema nel 1934 con il cortometraggio girato in 16 mm “Cuore rivelatore”, firmato insieme a Cesare Civita ed Alberto Mondadori, tratto da un racconto di Edgar Allan Poe. Tratta la storia della lucida follia di un giovane che arriva ad uccidere con accortezza il vecchio con il quale convive. Ma il cuore... sembra ancora di sentirlo pulsare, e diviene per il giovane uno stillicidio incessante, un battito che gli rintrona nel cervello e che sarà rivelatore dei suoi crimini...

In questa occasione voglio ricordare Pino Settanni, fotografo di talento, che anche lui ci ha lasciato il 31 agosto 2010, nato a Grottaglie (Taranto) il 21 marzo 1949. Era molto legato al regista Mario Monicelli, che proprio a Taranto fu testimonial di una sua mostra tenuta al Castello Aragonese dal 21 al 30 dicembre 2007, dal titolo “Lo specchio dell’anima / Cento ritratti di Pino Settanni”, nella cornice della prima edizione “Nati a Taranto”. Per l'evento fu pubblicata una cartolina con una sua opera, il ritratto di Mario Monicelli.

Il rosso e il nero.

Il primo colore percepito nei primi giorni di vita e il colore limite assoluto oltre il quale non c’è più nulla.

Laura Mangiavacchi

Dal 4 dicembre 2010 al 31 gennaio 2001 mostra personale di Laura Mangiavacchi (1975) presso il Museo Civico di Montepulciano, dal titolo “Tasselli - esperienze da ricomporre, perché mai il progetto è incompiuto”. Nell’ambito esporrà lavori di filatelia, pittura, comunicazione e grafica.

Circa la filatelia:
la realizzazione di una serie di 4 francobolli per la Posta Svizzera, emessa il 4 settembre 2008, dedicata ai “Francobolli speciali - La Svizzera vista dagli artisti stranieri”, valori da 0,85 - 1,00 - 1,30 - 1,80 franchi;


la realizzazione di un francobollo commemorativo per la Città del Vaticano, emesso il 4 novembre 2009 dedicato a Louis Braille nel bicentenario della nascita, valore da 0,65 euro.

Lamentele sulla filatelia italiana



Il poliedrico e sensibile artista, nonché giornalista, Guido Ceronetti ci fa una gradita e gratuita zummata sulla filatelia italiana, quella che è oggi, pubblicata recentemente sul "Corriere della Sera" intitolata “Mille francobolli in cerca di lettera”.

Bisogna dargli ragione.


Incontenibile filatelia di Utente mi ispira un generoso applauso ai grafici sconosciuti delle Poste italiane. Le emissioni in francobolli della casa madre di tutti noi ultimi scriventi di lettere che appongono in alto a destra invece di uno squallido timbro, sulle buste della corrispondenza privata, un rettangolino illustrato di Stato, sono le migliori del mondo! La vera filatelia è filantropia. Sono certo che un bel francobollo rallegrerà il destinatario, e ancor più certo se si tratta di una destinataria; ma stiamo attenti a non buttar via il mirabile prodotto, con persone insensibili, buone forse, ma incapaci di apprezzare il dono, siatene avari! Non stagnante filatelia di collezionista (peggio se trafficante), quasi sempre inane accumulatore senza amore per la vaghezza umbratile del simbolino postale - ma vivo amore del prossimo perché col messaggio, e parte del messaggio contenuto nella busta sigillata, possa incontrare fin dalla figurina incollata la nostra solidarietà, la nostra voglia di procurargli - duro mestiere - gioia. Tra le ultime splendide emissioni, ci sono musicisti come Puccini e Rota: eviterei di spedirli a chi non ama musica; a chi non ama la letteratura dal nobile senso civile, non spedirei l'effigie di Leonardo Sciascia. Riserverei a consumatori raffinati l'incantevole serie del made in Italy. Le commemorazioni filateliche sportive mi lasciano freddino, e così i monumenti cittadini. Il mio becco d’ aquila piomba dritto là dove c'è più creatività, ciò da cui emana una raggio ancora dell' aura luminosa dell'effigiato. E qui, tasto di duolo... Ci sono più emissioni che utenti di francobollo: per le Poste l'affare sarebbe magro senza il mercato filatelico - acerrimo, senile, maschile - che prospera nei quartieri popolari, testimoniato da pazienti, lunghe, esasperanti code agli sportelli centrali; e costoro sono benemeriti, perché facendo guadagnare la Posta assicurano ai cultori di corrispondenza verace la sopravvivenza. E-mail dilagante, fax e messaggistica in obbrobriosi gerghi di cellulari, hanno mutato in difesa di Termopili l'adorabile scambio da luogo a luogo, da confessione a confessione, da intimità di pensiero ad altra, che ha costituito una delle più straordinarie forme della comunicazione umana. Mille, duemila, miriadi di francobolli in cerca di UNA lettera! Vale la pena di constatarlo per rattristarsene. Un segno bruttissimo: agli uffici postali di provincia da tempo non arrivano più le emissioni nobili. A volte non trovi neppure le ignobili, le volgari, le comuni... Nell'usarle, in mancanza di meglio, sono cosciente di affidarmi al peccato necessitato. Tuttavia, questa privazione dì bellezza difficile, rafforza il ripudio della facilità, dà agli effimeri, che dappertutto ne cercano tracce, più ala. Avere un amico che lavori alle Poste ben fornite di città, può essere provvidenziale. Non collezionate. Consumate francobolli vivi. Osservazione di filosofia politica: ho notato che quando uno Stato nazionale è in deriva politica, sociale, economica, in mano a forze distruttive, emette infallibilmente francobolli magnifici. Dunque l'Italia è in forte regresso, e questo nella sua sorprendente grafica filatelica lo puoi leggere chiaramente. Emissioni come Sos... Ma la connessione è misteriosa. Mi duole l'Italia, ma mi rivolto contro i suoi mali inviando lettere bene affrancate. Spargo al vento delle Termopili o sulla linea di un indifendibile Piave luci notturne di francobollo patrio. Tanto i barbari feroci hanno ormai stravinto.
(Guido Ceronetti / CORRIERE DELLA SERA - 23.11.2010)

Nonostante tutto questo (che è stato letto), l’anno scorso le tirature dei francobolli commemorativi sono passate da 3,5 milioni a 4 milioni di esemplari.
La responsabile per la filatelia di Poste italiane, Marisa Giannini ha affermato: “Abbiamo semplicemente adeguato la tiratura al fabbisogno del territorio. I francobolli, come è noto, devono essere distribuiti a tutti i 14.000 uffici postali, da quelli principali delle grandi città a quelli dei più piccoli comuni montani; senza contare la capillare rete dei rivenditori, costituita da circa 50.000 tabaccai, che pure deve essere fornita delle carte valori celebrative, commemorative e tematiche”.
Inoltre, ha ribadito che per il “grande evento” ovvero per il “Festival Internazionale di Filatelia - Italia 2009”, l’aumento della tiratura è stata importante per soddisfare più facilmente la disponibilità sia per i collezionisti sia per i clienti del servizio postale.
E intanto Poste Italiane S.p.A. è pronta alla liberalizzazione attesa per il 1° gennaio 2011 e che vedrà debuttare la Banca del Mezzogiorno, come ha affermato l’ amministratore delegato, Massimo Sarmi.

Vedremo.

Concept & PC

Il futuro ci serberà dei Personal Computer dalle dimensioni ridotte, dalle forme inverosimili e dalla semplice praticità grazie alle varie sperimentazioni nel campo del design.

E-BALL PC

Del designer macedone Apostol Tnokovski ha il dimetro soltanto di circa cm 15 ed è fornito di tutti gli elementi indispensabili per un normale computer, integranti della struttura ed utilizzati in modo del tutto originale.
La sfera resta in equilibrio grazie a 2 sostegni, dopo averlo acceso si estrae il mouse e sul piano di lavoro viene proiettata una tastiera grazie ad un laser.
Il monitor strutturalmente non esiste perché le immagini vengono proiettate su una parete con la possibilità di una normale messa a fuoco. Ma se non ci sono superfici verticali è sufficiente utilizzare un foglio di carta su un supporto del PC, grazie alla intelligente predisposizione.

ROLLTOP



Della tedesca Orkin Design è di piccole dimensioni e consiste in un cilindro per soddisfare l’esigenza della mobilità e dalla tendenza del portare oggi tutto a tracolla. Tecnologicamente si srotola per diventare un semplice e simpatico notebook.
Con un monitor ovvero uno schermo flessibile da 17 pollici e display OLED - Organic Light Emitting Diode, lo stesso schermo si trasforma in tastiera touch, in schermo gigante oppure in un tablet da 13 pollici con penna incorporata. Inoltre nel cilindro è sistemato il caricabatterie, la webcam, 2 porte USB e gli altoparlanti.
E’ un concept molto interessante e si spera che sarà presto in produzione.

Vedi il video.



MITRA





Del designer indiano Yogesh anche questo è di ridotte dimensioni e dalla particolare forma cilindrica. L’idea di fondo è quella di permettere, grazie alla possibilità di alimentarlo con la luce solare, di arrivare con facilità nelle zone rurali dell’India.
Il monitor con un piccolo schermo LCD è parte integrante della struttura in maniera tale che richiudendosi crea il cilindro.
Un’altra funzionalità è quella di trasformarlo in proiettore per mezzo di un LED proiector integrato e il relativo supporto per posizionarlo. Con connettività Wi-Fi e la batteria integrata è un mini PC pratico dal punto di vista energetico, infatti i pannelli solari, che sono parte integrante della struttura, nel caso che non entrassero in funzione per la luce insufficiente, è sempre possibile ricaricarlo

“Mitra” in hindi significa “amico” e il progettista pensa che sarebbe molto utile come aiuto nella vita pratica, ad esempio come assistenza medica online degli abitanti delle fattorie e dei villaggi rurali indiani.





POCKET YOGA NETBOOK




Dell’azienda cinese Lenovo, leader nella grande produzione di PC all’avanguardia, un attraente mini portatile tascabile con la custodia rivestita in pelle.
Dalle poche informazioni tecniche si evince che è dotato di un display touchscreen ultra-wide forse da 8 pollici e l’interessante possibilità di far traslare il display sulla tastiera trasformando di fatto l'unità in un tablet. Inoltre il cinturino di chiusura ha la funzione di mouse una volta sganciato.
Il Pocket Yoga è un concept Lenovo che risale al 2007, ma adesso sembra che si trasformi in produzione.

I volti dell’Africa



L’inaugurazione de “I volti dell’Africa - Progetto internazionale di Arte Postale e Digitale” ha avuto luogo il 28 agosto, presso Villa Maria a Quiliano (Savona), ed è rimasta aperta al pubblico fino alla fine di settembre.
Sfogliando il catalogo della mostra, che ho ricevuto in questi giorni, emerge l’attento interesse che hanno avuto gli artisti che operano nel campo della Mail Art partecipando al progetto “I volti dell’Africa” per sostenere il progetto di cooperazione sanitaria internazionale “Mama ti ngo” (“Donna incinta” in lingua sangho), consistente - grazie all'Associazione Onlus “Savona nel cuore dell'Africa” - in azioni di supporto alla maternità in Repubblica Centrafricana.

“I volti dell’Africa - Progetto internazionale di Arte Postale e Digitale”, è stata una iniziativa artistica organizzata dal SACS - Spazio Arte Contemporanea Sperimentale di Quiliano, in collaborazione con l’Ufficio Cooperazione della Provincia di Savona. Di questo abbiamo già parlato in un post precedentemente pubblicato.

Il catalogo, come dicevo, curato da Cristina Sosio e da Renato Cerisola raccoglie, oltre alle varie recensioni, tutte le immagini delle opere degli artisti che hanno partecipato all’importante progetto.

I lavori di Mail Art sono pervenuti da:
Albania, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Corea del Sud, Croazia, Cuba, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Irlanda, Italia, Macedonia, Messico, Norvegia, Olanda, Perù, Polonia, Portogallo, repubblica Ceca, Russia, Serbia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Uruguay, Usa.

L’opera da me presentata - recto e verso - cm 18 x 12


I lavori di Digital Art sono pervenuti da:
Australia, Benin, Bielorussia, Brasile, Cuba, Finlandia, Germania, Grecia, Inghilterra, Italia, Olanda, Russia, Spagna, Ungheria, Uruguay, Venezuela.

I lavori di Video Art sono pervenuti soltanto dall’Italia.

Quindi una partecipazione mondiale di ben 315 artisti per un totale di 341 opere.

“La mostra di Quiliano promuove un’operazione di alto contenuto umanitario - come afferma Cecilia Chilosi, storica dell’arte, nella sua efficace presentazione - che ben si coniuga con lo spirito della Mail Art, ciò nonostante, mi piace immaginare che proprio attraverso l’arte postale si possa compiere un’operazione inversa in cui l’Africa sia il mittente e noi il destinatario, fatta non per l’Africa, ma con l’Africa, in cui gli ultimi a potere scegliere il messaggio da comunicare perché lo sguardo dell’Africa non sia ancora una volta il nostro, ma il suo stesso sguardo”.

Le opere potranno essere fruite ancora in una mostra itinerante, con iniziative collaterali di vario genere, presso i seguenti luoghi:
- Comune di Altare mese di novembre 2010;
- Sala Mostre della Provincia di Savona mese di dicembre 2010;
- Comune di Vado Ligure mese di gennaio 2011;
- Comune di Spotorno mese di marzo 2011;
- Comune di Noli mese di maggio 2011;
- Comune di Bergeggi mese di giugno 2011.

Ninni Caricato - 18.10.2010

Impresecheresistono


Domenica 3 ottobre 2010 su RAI 3 è andato in onda il programma PRESADIRETTA di Riccardo Iacona dal titolo “Senza fabbriche”.L’argomento trattato è stato quello relativo alla crisi.

Ma siamo veramente usciti dalla crisi, come ha dichiarato di recente il Presidente del Consiglio, o siamo in leggera ripresa?

PRESADIRETTA, mandando in giro i suoi inviati, ha scoperto che soltanto nella provincia di Reggio Emilia il 25% della manodopera è in difficoltà sul posto di lavoro, 60 mila persone vivono con la metà dello stipendio perché sono in cassa integrazione o nelle liste di disoccupazione.


Ma tra i vari servizi in argomento quello che ha suscitato interesse è stato quello riguardante l’intervista di Domenico Jannacone a Laura Costato, imprenditrice, insieme al fratello, di una società produttrice di viteria a Cinisiello Balsamo. Una piccola azienda eccellente che sta lottando per non scomparire sul mercato italiano, si pensi che la loro produzione è passata da 20 milioni di pezzi a 5 milioni in un anno, con una riduzione di produttività del 75%. Non solo, per evitare i licenziamenti dei dipendenti si sono assunti l’onere di non percepire da due anni alcun compenso, attingendo pertanto ai loro risparmi per poter vivere.
L’ho definita azienda eccellente perché soltanto 3 o 4 aziende producono viteria standard e speciale in Italia e la Costato Srl sin dal 1957 è stata protagonista nel settore specifico brevettando anche invenzioni industriali.

Vista la situazione Laura Costato ha deciso di delocalizzare la produzione in Svizzera dopo essere stata contattata dall’Ente economico per lo sviluppo svizzero, nella figura di un italiano Lorenzo Bessone della GGBa - Greater Geneva Berne area, che promuove presso le imprese italiane gli incentivi fiscali e finanziari offerti dai Cantoni della Svizzera Occidentale nel trasferimento in loco di PMI - Piccole Medie Imprese, con l’obiettivo unico di costituire attività e posti di lavoro.
Le condizioni sono eccezionali. Alcuni esempi tra le tante convenienze per una impresa che si trasferisce.

Tutte le autorizzazioni sono gratuite ed è garantita la piena collaborazione dell’Ente economico per lo sviluppo svizzero: la varia documentazione per il trasferimento dell’azienda e delle persone è a cura degli svizzeri, infatti in ogni distretto produttivo saranno aperti uffici cantonali per seguire le aziende emigrate.

Esenzione fiscale per 5 anni per le imprese con meno di 10 lavoratori dipendenti, per 8 anni con 10/20 lavoratori dipendenti, per 10 anni con più di 20 lavoratori dipendenti (soltanto da retribuire alla Confederazione Svizzera un’aliquota inferiore all’8%).

I contributi sociali sono circa il 18% dello stipendio lordo.

I terreni su cui edificare i relativi capannoni, vengono venduti o dati in comodato d’uso per 60 o 90 anni e in quest’ultimo caso alla modica cifra annuale di
2 Franchi/mq.
Esempio: un lotto di 4.000 mq = 6.000,00 Euro l’anno / 500 Euro mensile, considerando 1 Franco Svizzero = 0.7504 Euro. Incredibile ma vero, molto più conveniente rispetto all’Italia.

IMPRESECHERESISTONO, un gruppo spontaneo nazionale di PMI, di cui proprio Laura Costato è la delegata della Lombardia, si sta prodigando in maniera intelligente e compatta per incentivare l’iniziativa affinché si valichi il confine.
Il loro sito è seguito da numerosissimi imprenditori da tutta Italia per chiedere varie informazioni, manifestando anche solidarietà, oggi più di ieri dopo aver seguito la trasmissione televisiva PRESADIRETTA, questo significa che la crisi persiste ancora… e intanto ci sono le magliette.

Discovery STS-133



Sta proseguendo la preparazione dell’ultimo lancio dello Space Shuttle Discovery - missione STS-133 - che decollerà il 1° novembre 2010 verso la ISS - International Space Station. L’ulltimo rollout l’ha effettuato il 20 settembre scorso ed ora l’orbiter è pronto sulla piattaforma di lancio, Launch Pad 39A, del Kennedy Space Center in Florida.





Il viaggio dal VAB - Vehicle Assembly Building (edificio di assemblaggio dei veicoli Space Shuttle) al Launch Pad è iniziato alle 7,23 pm - corrispondenti alle 1,23 del 21 settembre, in Italia - della durata di circa 6 ore.




Storicamente lo Space Shuttle Discovery è stata la terza navetta americana del programma a diventare operativa e il suo primo volo risale infatti al 30 Agosto 1984 - missione STS-41D ed è interessante ricordare che è stato proprio il Discovery a mettere in orbita il Telescopio Spaziale Hubble.

Questa 35^ missione è interessante per i seguenti motivi.

Verrà portato sulla ISS il PMM - Permanent Multipurpose Module, uno dei tre Moduli logistici MPLM - Multi Purpose Logistics Module di fabbricazione italiana, utilizzati in questi anni per il trasporto di materiale da e verso la Stazione Spaziale a bordo dello Space Shuttle. Il modulo che è diventato PMM è il famoso modulo “Leonardo" che è stato opportunamente modificato dalla Thales Alenia Space - joint venture tra Thales (67%) e Finmeccanica (33%) - per abilitarlo a lunghe permanenze nello spazio.




Oltre ad altri componenti di ricambio per la Stazione, lo Space Shuttle Discovery porterà nel complesso orbitale anche il primo robot antropomorfo spaziale R2 - Robonaut 2. Vedi ns. post in SPAZIO.





La designazione NASA per R2 è humanoid astronaut helper, inizialmente verrà testato nell'ambiente a microgravità per poi essere utilizzato come aiuto agli astronauti impegnati all'esterno della Stazione durante l’attività extraveicolare EVA - Extra Vehicilar Activity. Intanto anche R2 è stato preparato alla partenza inserendolo in uno speciale contenitore ed approntato con molta cura.

L'equipaggio è composto da:
Steven Lindsey - comandante
Eric Boe - pilota
Alvin Drew - Specialista di Missione 1
Tim Kopra - Specialista di Missione 2
Michael Barratt - Specialista di Missione 3
Nicole Stott - Specialista di Missione 4

Notizie e immagini tratte da: nasa.gov

Lamborghini Sesto Elemento

Dal 2 ottobre al 17 ottobre 2010 a Parigi il Motor Show 2010, grande salone dell’automobile.
Parteciperanno oltre 60 case costruttrici e sarà anche allestita una sezione particolare dedicata alle auto ecologiche. L’obiettivo principale del salone parigino sarà quello di sensibilizzare il pubblico verso un riferimento dedicato all’auto del futuro.

Infatti la Lamborghini Sesto Elemento farà un sensazionale show, nonostante il clima economico alquanto difficile, con un design in funzione delle esigenze aerodinamiche e di prestazioni assolute. Ogni superficie o forma ha un preciso compito strutturale e dinamico. La compattezza funzionale viene tradotta da Lamborghini in una essenzialità tecnologica, che si manifesta attraverso la riduzione e l'integrazione dei componenti, i quali son stati progettati per poter espletare il maggior numero di funzioni nello stesso tempo.

Un concept avente appena 999 kg di peso, un motore V10 5,2 litri da 570 Cv di potenza tanto da ottenere un rapporto peso/potenza di appena 1,75 kg/Cv. In termini puramente “rettilinei” ciò significa che l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in soli 2,5 secondi e che la punta massima velocistica è ben superiore a 300 hm/h.
Però dal punto di vista dinamico (handling, tenuta in curva, frenata) il Sesto Elemento raggiunge livelli di eccellenza che potrebbero far gridare al miracolo.

La Lamborghini Sesto Elemento è il risultato della sfida nella sperimentazione delle materie plastiche rinforzate in fibra di carbonio CFRP - Carbon Fiber-Reinforced Polymer, con una tecnologia messa a punto dalla Lamborghini nei suoi due centri di ricerca, l’ACRC - Advanced Composites Research Center di Sant’Agata Bolognese e l’ACSL - Advanced Composite Structure Laboratory di Seattle, dove coopera con l'Università di Washington e la Boeing Company. Il progetto ha beneficiato anche della competenza della Audi che controlla il 100% della Lamborghini.

Non a caso il carbonio è il sesto elemento chimico della tavola periodica degli elementi.

Meravigliosa... e sarà anche meraviglioso il costo...