TOTTA e DYLAN
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Dubai Creek Tower

A Dubai, la città gioiello degli Emirati Arabi Uniti, sarà la sede ancora una volta del grattacielo più alto del mondo.
Il record, detenuto già dal Burj Khalifa e i suoi 829 metri dal 2009, andrà alla Dubai Creek Tower o più semplicemente chiamata The Tower.
La nuova opera sarà alta almeno 928 metri - 99 in più del Burj Khalifa - e verrà completata entro il 2020. I lavori della torre sono partiti nel 2006 e rientra in un progetto più grande chiamato “Dubai Creek Harbour” e che prevede la nascita di complessi residenziali, negozi e ristoranti in prossimità di quello che sarà il più grande porto turistico del Medio Oriente. Il costo della sola Dubai Creek Tower è di un miliardo di dollari.



Entro il 2020 la nuova torre del Dubai Creek Harbour sorgerà su progetto dell’architetto e ingegnere spagnolo, naturalizzato svizzero, Santiago Calatrava Valls (1951), vincitore del concorso internazionale di progettazione.


“The Tower”, si inserirà nello skyline di Dubai diventando il fulcro del Dubai Creek Harbour. Secondo le stime della Emaar Properties, una della più grandi aziende mondiali nel settore immobiliare, già proprietaria del famoso grattacielo del Burj Khalifa, il progetto di Santiago Calatrava diventerà una delle mete turistiche e residenziali più importanti al mondo in vista di EXPO Dubai 2020 dal tema “Connettere le menti, creare il futuro”.

Oscar Niemeyer

Il visionario architetto brasiliano si è spento nella notte del 5 dicembre scorso nell’ospedale samaritano di Rio de Janeiro, sua città natale, dove era ricoverato dal 2 novembre scorso.

Oscar Ribeiro de Almeida Niemeyer Soares Filho, noto come Oscar Niemeyer, il 15 dicembre avrebbe compiuto 105 anni, il più famoso architetto brasiliano, tra i più illustri e prolifici del XX secolo, sintetizzava nel modernismo le suggestioni tropicali del Brasile.

“Non è l’angolo retto che mi attrae, né la linea diritta, dura, inflessibile, creata dall’uomo. Quello che mi affascina è la curva libera e sensuale: la curva che trovo sulle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde dell’oceano, nelle nuvole del cielo e nel corpo della donna preferita”.
Con questa frase Niemeyer sintetizzava il suo credo stilistico che ha influito su centinaia di opere, da Brasilia a tutto il mondo.
 
"Q" - barretta di cioccolato di Oscar Niemeyer per Aquim di Rio de Janeiro

Nel tour della sua vita le tappe più importanti:

1929
Si sposa con Annita Baldo, figlia di emigranti di Padova.
1934
Si laurea ingegnere architetto e va a lavorare nello studio dell’architetto Lúcio Costa (1902-1998), futuro disegnatore del piano di Brasilia. In questi anni il contatto con Le Corbusier influenzano molto il suo stile basato sulle estreme possibilità del cemento armato.
1945
Entra nel partito comunista brasiliano restando fedele fino alla morte.
1947
Si reca a New York per lavorare al Palazzo di Vetro dell’Onu.
1951
Disegna a San Paolo il Parco Ibirapuera con la sede della Biennale e la Oca, un padiglione per il IV centenario della città ispirato alla struttura delle capanne degli indios, e l’Edificio Copan.
1052-1053
Costruisce la propria casa a Rio de Janeiro, Casa das Canoas, il suo capolavoro domestico.

Casa das Canoas a Rio de Janeiro
1956
Vince con Lúcio Costa il concorso per il piano pilota della nuova capitale Brasilia, che sostituirà Rio de Janeiro con una città avveniristica spostata più a nord, al centro della savana brasiliana.
Niemeyer vi realizza decine di edifici. I più famosi sono il Palazzo dell’Alvorada e il Palazzo del Planalto, sedi del Presidente della Repubblica, le cupole convessa e concava del Palazzo del Congresso, il Palazzo di Itamaraty, sede del Ministero degli Esteri, e la Cattedrale, ancora oggi considerata il capolavoro di Niemeyer.

Palazzo del Congresso a Brasilia
1957
A San Paolo progetta l’immenso Edificio Residenziale Copan, alto 140 metri con 38 piani.
1963
Diviene membro onorario dell’American Institute of Architects negli Stati Uniti.
1964
Soffre sulla sua pelle il golpe militare.
“Durante la dittatura tutto è stato differente - ha ricordato -. Il mio studio è stato saccheggiato. I miei progetti poco a poco hanno incominciato ad essere rifiutati. Il posto di un architetto comunista è a Mosca, mi disse un giorno un ministro”.
È di questi anni la celebre frase di Fidel Castro: “Niemeyer ed io siamo gli ultimi comunisti rimasti a questo mondo”.
1967
Va in esilio a Parigi.
1968
Progetta in Italia il Palazzo Mondadori a Segrate, sede dell’Arnoldo Mondadori Editore.

Palazzo Mondadoro a Segrate
1985
Torna in Brasile e progetta il Memorial da America Latina a San Paolo, e il Museo di Arte Contemporanea a Niterói, città vicino a Rio de Janeiro.

Museo di Arte Contemporanea a Niterói
1988
Negli Stati Uniti vince il premio Pritzker, il Nobel dell’architettura.
1996
Riceve il Leone d’Oro della Biennale di Venezia.
2000
Disegna il progetto dell’Auditorium di Ravello, inaugurato nei primi mesi del 2010.
2005
La Tim inaugura l’Auditorium del Parco Ibirapuera a San Paolo, un progetto del 1954 rimasto per anni chiuso nel cassetto.
2006
Si risposa all’età di 98 anni con la sua segretaria Vera Lucia Cabreira, più giovane di lui di 38 anni, contro il volere di Anna Maria, l’unica figlia. Niemeyer è follemente innamorato.
2011
In Spagna viene inaugurato il Centro Culturale Internazionale da lui progettato e a lui dedicato.

“L’architettura è il mio hobby - diceva spesso Niemeyer - una delle mie allegrie: creare la forma nuova e creatrice che il cemento armato suggerisce, scoprirla, moltiplicarla, inserirla nella tecnica più d’avanguardia. Questo è per me inventare lo spettacolo dell’architettura”.

Futuropoli

L’edificio più avveniristico è forse quello che gratta l’oceano e non il cielo ed è il Water Scraper, progetto dell’architetto malese Sarly Adre Bin Sarkum, che punta diritto verso gli abissi.
Il Water Scraper è una vera città galleggiante che si innalza sul livello del mare per pochi metri, ma che sviluppa tutta la sua struttura al di sotto, come un iceberg.
Questo incredibile concept ha ricevuto una menzione speciale nella eVolo Skyscraper Competition, per i suoi propositi ecologici e autarchici visto che è una delle tante soluzioni al problema del sovraffollamento delle metropoli e del pianeta in generale. Coloro che vi abiteranno (se verrà edificato) potranno contare su un sistema perfettamente integrato che garantisce anche il fabbisogno dell’alimentazione.

A Londra invece è stata inaugurata la torre Strata SE1, progetto del gruppo londinese BFLS, con i suoi 148 metri di altezza e 43 piani residenziali risulta essere il primo edificio al mondo che sfrutta l’energia eolica, con turbine eoliche integrate, imponendosi così come interessante riferimento nell’ambito della strategia ambientale.

Mentre a Dubai, per ora soltanto un concept, un altro interessante edificio l’Almeisan Tower, progetto dell’architetto Robert Ferry, sarà alta 165 metri ed usufruirà di energia solare ed eolica, con 224 specchi che indirizzeranno il calore del sole in un punto della torre per scaldare acqua affinché generi vapore da far muovere una turbina per produrre energia. La torre solare da 600kW utilizzerà le più recenti tecnologie per offrire un impatto ambientale zero.

A Guangzhou - 180 km da Hong Kong - è in fase di ultimazione il Pearl River Tower, progetto dello studio di architettura statunitense SOM - Skidmore, Owings & Merrill, dell’altezza di 310 metri e 69 piani ha la particolarità di essere stato progettato seguendo diversi principi ecosostenibili.
Le fessure ubicate sulla facciata sono predisposte ad incanalare le correnti d’aria in apposite turbine eoliche per produrre energia pulita destinata ai sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria dell’edificio. Nella costruzione è stato considerato l’orientamento ottimale per catturare tutta la luce solare ed è anche dotata di diversi pannelli fotovoltaici e di un doppio rivestimento di vetro per un isolamento termico maggiore. La ventilazione interna è naturale e segue i principi base dell’architettura bioclimatica.
Il design dell’edificio dirige e gestisce i venti prevalenti facendoli diventare “braccia invisibili” che aiutano a rendere più rigida la torre ed è stato progettato per produrre più energia pulita di quella che consuma. Sarà uno dei grattacieli più sostenibili del mondo.


A Miami un altro concept il Miapolis, progetto dello studio di architettura KKAID - Köbi Karp Architettura e Interior Design, se sarà realizzato con i suoi 975 metri di altezza e 160 piani sarà l’edificio più alto del mondo e supererà il Burj Khafila (in precedenza denominato Burj Dubai) di Dubai avente l’altezza alla guglia di 828 metri.
Il Miapolis, all'avanguardia della progettazione sostenibile, sarà la più grande struttura con certificazione LEED - Leadership in Energy & Environmental Design ovvero progettato e costruito utilizzando le strategie destinate a migliorare le prestazioni in parametri, quali il risparmio energetico, l'efficienza di acqua, riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il miglioramento della qualità ambientale al chiuso, la gestione delle risorse e la sensibilità per i loro effetti. Soddisferà l’esigenza progettuale della “città nella città”.

Ferrari World Abu Dhabi

Il primo parco tematico della Ferrari e il più grande nel suo genere sarà aperto al pubblico il 28 ottobre 2010.

Situato sulla Yas Island (2.500 ha di superficie) a Nord-Est di Abu Dhabi, nelle vicinanze di Yas Marina Circuit, il nuovo circuito automobilistico di Formula 1 inaugurato nel 2009.

Un fantastico parco giochi al coperto, dalla architettura estremamente innovativa, che si estende su una superficie di 200.000 mq, alla portata di tutte le età dove ogni giorno 10.000 persone potranno fruire l’incredibile mito Ferrari in un area accessibile al pubblico di 100.000 mq.

La rappresentativa copertura rossa è ispirata al profilo del fianco a doppia curva della carrozzeria della Ferrari GT, su cui è posto il logo Ferrari avente le dimensioni di 65x48,50 m, il più grande logo mai realizzato.

Il progetto è stato curato dallo studio internazionale Benoy Arhitcts e la costruzione è stata affidata alla società ALDAR Properties PJSC & Besix.
Il Ferrari World Abu Dhabi sarà gestito da Farah Leisure Park Management LLC, una joint venture tra ALDAR Properties PJSC e ProFun Management Group Inc.


Il parco ospiterà più di 20 attrazioni dalla intensa e fantastica esperienza multisensoriale la cui progettazione è opera di Jack Rouse Associates.

Tra queste il più veloce e sensazionale roller-coaster al mondo, la Formula Rossa, che incredibilmente raggiunge i 240 km/h sottoponendo i passeggeri alla sensazionale forza di 1,7 G. Un omaggio alla velocità, all'aerodinamica e all'innovazione tecnologica. Si sorvola il circuito fino a raggiungere i 52 m di altezza in abitacoli progettati per assomigliare alle monoposto Ferrari e si vive un'esperienza estremamente veloce ed elettrizzante, lungo il tracciato di 2.07 km, con curve secche e discese improvvise. Secondo i progettisti di Formula Rossa, la sfida chiave nel progettare le montagne russe più veloci del mondo era di ottenere la velocità desiderata senza compromettere il confort e la sicurezza dei passeggeri.

Inoltre, il parco è servito da strutture alberghiere, aree destinate allo shopping ed al ristoro dove anche si potranno gustare piatti prettamente della cucina italiana.

Ferrari World Abu Dhabi sarà la celebrazione del passato, presente e futuro della Ferrari.

Vedi Ferrari World Adu Dhabi
Vedi Yas Island - Location Map

Centre Pompidou - Metz

E' stato inaugurato martedì 11 maggio a Metz, capitale della Lorena in Francia, dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy il Centre Pompidou - Metz.


La nuova struttura è una sorta di diramazione periferica dell'omonimo Centro parigino, il Beaubourg, creato dall’architetto Renzo Piano e inaugurato nel 1977, invita il visitatore a vivere un’esperienza unica e nuova e a scoprire la creazione artistica in tutte le sue forme.
Propone delle mostre d’arte moderna e contemporanea e un programma denso e vario, con spettacoli, conferenze, proiezioni di film.
Inoltre, auditorium, ristorante, caffetteria, bookshop e giardini abbelliscono il Centre Pompidou - Metz rendendolo un luogo vitale per gli amanti dell’arte.

Il progetto è opera dell’architetto giapponese Shigeru Ban e dell’architetto francese Jean de Gastines ed è stato scelto tra gli oltre 137 progetti che hanno partecipato al concorso.
Il Centro sorge su un’area di 10.660 mq di cui sono adibiti a spazi espositivi 5.645 mq.
La copertura della struttura trae ispirazione dal tradizionale cappello cinese di bambù, con una ragnatela di assi di legno intrecciati che reggono una membrana in fibra di vetro e téflon.

La mostra inaugurale dal titolo "Chefs d'oeuvre?” (Capolavori?) ha raccolto 780 opere tra cui Picasso, Matisse, Braque, Chagall, Mirò, Brancusi, Dubuffet, Giacometti e gli smisurati manifesti di Sonia Delaunay.

Casa nel parco Gerês

Un’abitazione di 150 mq per il fine settimana e soprattutto per gli amanti dello sci d’acqua.

Realizzata nel 2006 in località Caniçada, comune di Vieira do Minho nel distretto di Braga, a nord del Portogallo, su un’area di 4.060 mq confinante con il fiume Cávado e situata nel Parco Nazionale di Peneda-Gerês, conosciuto come Gerês, nota attrazione naturale del Portogallo. Essendo la zona sottoposta a speciali vincoli paesaggistici è stato possibile costruire grazie alla esistenza di un antico rudere adiacente, anch’esso ristrutturato.

I progettisti, gli architetti Graça Correia e Roberto Ragazzi, hanno gestito con attenzione il delicato equilibrio tra il volume in cemento armato e l’ambiente naturale circostante, inoltre, avendo a disposizione una ridotta superficie per edificare hanno avuto l’idea di spingere la struttura oltre il limite aumentando pertanto la superficie abitabile.

La casa ha un leggero riferimento alla Villa Malaparte realizzata nel 1938 nell'isola di Capri su un irto e stretto promontorio roccioso, progettata dall’architetto Adalberto Libera per lo scrittore e giornalista Curzio Malaparte.
Ma anche alla Casa Kaufmann ovvero la “Casa sulla cascata” realizzata nel 1939 a Bear Run in Pennsylvania, progettata dall’architetto Frank Lloyd Wright per il commerciante Edgar J. Kaufmann.

Capolavori dell’architettura moderna, esempi di integrazione tra ambiente costruito e ambiente naturale.

Burj Dubai


Nonostante la crisi finanziaria che ha colpito ultimamente l’emirato Arabo di Dubai, oggi 4 gennaio 2010 si inaugura il Burj Dubai, ribattezzato Burj Khalifa, la torre che entrerà nel guinness dei primati per la sua straordinaria altezza:
162 piani per un totale di 824,55 metri.

Ricorre oggi anche il 4° anniversario dell’ascesa al trono di Sua Maestà, Sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, emiro e governatore di Dubai, Primo Ministro e Vice Presidente degli Emirati Arabi Uniti.

Progettato dalla SOM - Skidmore, Owings & Merrill LLP - Chicago, grande studio di architettura di Louis Skidmore, Nathaniel Owings e dell'ingegnere John Merril.
Costruito dalla Emaar Properties PJSC - Dubai, una della più importanti aziende mondiali nel settore immobiliare.

La costruzione, iniziata il 21 settembre 2004, insiste su una superficie di 344.000 mq, ha richiesto l’impiego fino a 12.000 lavoratori, è costato 4,1 miliardi di dollari ed è visibile ad una distanza di 95 km.

La torre ospiterà il lussuoso Armani Hotel, complessivamente 160 stanze, 5 ristoranti, Armani Privè e gli spazi Armani Fiori, Armani Dolci e Armani Galleria che sorgeranno su più di mq 40.000 del Burj Khalifa. L'arredamento curato dallo stilista italiano in collaborazione con la Emaar, la società costruttrice dell'edificio.
Il primo Armani Hotel sarà inaugurato soltanto a marzo, ma fino ad allora c’è solo riservatezza ed inoltre sarà il primo cinque stelle che precederà gli alberghi già previsti a Milano, Londra e New York.


I numeri da record del Burj Khalifa:

31.400 sono le tonnellate di acciaio utilizzato per la struttura
28.261 sono i pannelli di vetro utilizzati per il rivestimento esterno
15.000 sono i litri di acqua raccolti dal sistema di raffreddamento per l’irrigazione dei giardini
3.000 sono i posti auto nel parcheggio sotterraneo
1.100 sono gli appartamenti
49 sono i piani destinati ad uffici
61 sono i piani destinati ad appartamenti
58 sono gli ascensori installati che trasportano massimo 60 persone ad una velocità di 10 m/s
504 sono i metri di corsa dell’ascensore principale
76 è il piano in cui è ubicata la piscina all’aperto - la più alta del mondo
124 è il piano in cui è ubicata una terrazza con vista panoramica a 360° - la più alta del mondo
158
è il piano in cui è ubicata la moschea - la più alta del mondo

Roba da sbalordire.

Ponte di Messina

Oggi 23 dicembre 2009 apertura dei primi cantieri per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Questi primi cantieri costituiscono le opere funzionali alla costruzione del ponte che riguardano i passanti ferroviari e la viabilità della zona.
L’inaugurazione è prevista per il 1° gennaio 2017.

Sono state coinvolte per la realizzazione del Ponte di Messina le migliori competenze disponibili al Mondo.
A seguito di 4 gare internazionali che hanno avuto inizio dall'aprile del 2004 e che hanno visto la partecipazione di oltre 60 aziende, 20 delle quali estere, nell’ottobre del 2005 l'Associazione Temporanea di Imprese Eurolink S.C.p.A. ha vinto l'appalto di General Contractor per la realizzazione dell'opera.
Il progetto definitivo per la realizzazione è stato appaltato per un costo di circa 3,88 miliardi di Euro.
Il progetto che per la sua imponenza batte ogni precedente record, prevede il collegamento tra Cannitello, frazione di Villa San Giovanni in provincia di Reggio Calabria, e Ganzirri, frazione del comune di Messina in Sicilia, mediante un ponte sospeso a campata unica con sei corsie di traffico stradale e due binari di traffico ferroviario, sostenuta da due piloni posti sulle sponde della Calabria e della Sicilia.

Il Ponte di Messina supererebbe nel suo progetto attuale tutti i record mondiali per i ponti sospesi:

m 3.300 - lunghezza della campata centrale - RECORD
m 3.666 - lunghezza complessiva del ponte con le campate laterali
m 60,40 - larghezza dell'impalcato -
RECORD
m 382,60 - altezza delle torri -
RECORD
n. 2 coppie di cavi per il sistema di sospensione
m 5.300 - lunghezza complessiva dei cavi
m 1,24 - diametro dei cavi di sospensione -
RECORD
n. 44.352 fili di acciaio per cavo
m 65 di altezza per m 600 di larghezza di canale navigabile centrale
m 50 di altezza per m 1.000 di larghezza per ciascuno dei canali navigabili laterali.

Green Architecture for the Future

The Tree of Air (2007) - Eco Boulevard (2007), Pau de Vallecas, Madrid
Architetti: Belinda Tato - Jose Luis Vallejo - Diego García-Setién

Esposizione, dagli interessi molteplici, che si sta svolgendo dal 29 maggio fino al 4 ottobre 2009 presso il Louisiana Museum of Modern Art ad Humlebæk - Copenaghen, con l’obiettivo di evidenziare la vitalità con la quale i più grandi architetti del mondo stanno affrontando il tema della sostenibilità, alimentando il dialogo tra l’architettura e il suo impatto sociale.

Con la crescente consapevolezza della nostra necessità di preservare l'ambiente, architetti, scienziati, filosofi, ingegneri e chimici stanno unendo le loro forze per sviluppare nuove soluzioni, con le varie tecnologie, affinché si stabilizzi in concreto la vivibilità nelle nostre città.

L’esposizione si sviluppa in tre settori:

THE CITY
Argomento circa la crescita e la densità demografica che con le infrastrutture sono le più grandi sfide da affrontare per raggiungere uno sviluppo sostenibile nei nostri centri urbani.

CLIMATE & COMFORT
Esplorazione sui nuovi metodi da usare in architettura nel campo della produzione di energia, del risparmio energetico, del riscaldamento e della climatizzazione per un comfort efficiente, insieme alla ricerca di nuovi materiali da costruzione considerandone il fattore estetico.

METABOLISM
Tema che si sviluppa sul riciclaggio dei materiali, lo sviluppo di nuovi materiali “intelligenti” e il riutilizzo dei materiali che gradualmente sono stati resi sostenibili.

EDITT Tower (1998), Singapore
Architetti: T.R. Hamzah & Yeang Sdn. Bhd.

Link utile: EDITT Tower
Immagini tratte da: arcspace.com

LM Project


Steven Holl (1947), architetto dell'omonimo studio statunitense Steven Holl Architects, rinnoverà il porto di Copenhagen con uno spettacolare progetto, LM Project, selezionato in un concorso internazionale.

Il progetto prevede la realizzazione di due edifici a torre, su una superficie complessiva di mq 57.454, adibiti prevalentemente ad uffici, attività commerciali e sociali, collegati da una passerella pedonale a m 65 dalla superficie del mare.

La prima torre è ubicata a Langelinie, storico luogo dove attaccavano i bastimenti al suo pontile, sul golfo di Øresund, ricco di ristoranti e gallerie d’arte. La seconda torre è ubicata a Marmormolen, luogo caratterizzato da una preesistente edilizia classica che affaccia sul porto.

Il progetto è il risultato di una combinazione perfetta di estetica e funzionalità che imprimerà una svolta urbanistica alla città di Copenhagen, rendendola più moderna e più spettacolare.Inoltre, secondo la politica danese circa la sostenibilità, prevede l’impiego di pannelli fotovoltaici ad alto potenziale e turbine eoliche che forniranno l’energia necessaria all’intero complesso.


Immagini tratte da: designbuild-network.com

Project Mars

Jaroslaw Kozakiewicz (1961), architetto e scultore polacco, è riuscito a combinare utopia e realtà in un progetto fantasioso con la pretesa di proiettare la mappa del sistema solare su quella dell’Europa, collegando l’anatomia e la fisiologia del corpo umano con la struttura cosmica, attraverso dieci aperture del nostro corpo che rappresentano anche i dieci pianeti del sistema solare, nove più il mitico Pianeta X individuato oltre Plutone.

Project Mars, facente parte di un ampio progetto, Landscapes Project, nasce nel 2003 come vincitore di un concorso indetto dalla città di Boxberg, a 150 km da Berlino, per riqualificare tutta la zona post-industriale presso i grandi laghi artificiali.
Il progetto consiste in un “orecchio” avente la lunghezza di m 350, la larghezza di m 250 e l’altezza di m 18, il cui “lobo” è ubicato nelle vicinanze del lago artificiale Barwalde.
All’interno, ella zona del “timpano”, è situato un anfiteatro all’aperto, inaugurato nel giugno 2008.

Nella sua attenta ricerca si evidenzia il progetto Oxygen Towers, due torri ispirate alla struttura ossea della gabbia toracica, ideato nel 2005 per la zona Tor Bella Monaca a Roma.

Inoltre, Ghost Bridge, un ponte in legno avente la lunghezza di m 200 che architettonicamente definisce una torsione strutturale, realizzato dopo aver vinto un concorso internazionale nel 2005 per commemorare le vittime di Auschwitz, collega il campo di Auschwitz-Birkenau alla riva del fiume Sola, nel Parco della Riconciliazione delle Nazioni.

Nakheel Harbour & Tower

E’ stato presentato a Dubai, negli Emirati Arabi, il progetto per la costruzione del grattacielo più alto del mondo:
il Nakheel Harbour & Tower, avente un’altezza di oltre 1.000 m, che supererebbe il Burj Dubai in fase di costruzione con i suoi 808 m di altezza.

Una spinta verso il cielo.

L’intera opera si svilupperà su una superficie di 270 ha e sarà realizzata tra le due isole a forma di palma sulla costa dell'emirato, Palm Jumeirah, il primo di una serie di arcipelaghi artificiali realizzati dalla società edile di Stato Nakheel.

Il grattacielo, che verrà realizzato dalla Nakheel, sarà costituito da 4 torri collegate in più punti fra loro per un totale di 200 piani e diverrà il centro del nuovo quartiere di Dubai, nel quale sorgeranno un porto, primo al mondo, ed altri 40 grattacieli di circa 90 piani.

I numeri:
- 19.000 appartamenti
- 55.000 persone da ospitare
- 10.000 parcheggi
- 250.000 mq di superficie destinata ad alberghi con la disponibilità di 3.500 stanze
- 950.000 mq di superficie destinata a negozi.

La progettazione è stata curata da Woods Bagot con un ricercato design di ispirazione islamica come ha spiegato Chris O’Donnell, responsabile della società edile di Stato Nakheel: “un mix tra i giardini di Alhambra di Granada in Spagna, il porto d'Alessandria in Egitto, la passeggiata di Tangeri in Marocco e i ponti di Isfahan in Iran”.

Non si conoscono con precisione i costi, forse 70 miliardi di euro, però, da una stima fatta, saranno impiegati 30.000 lavoratori per la costruzione che sarà ultimata nel 2020.

La curiosità.
Nella torre funzioneranno 150 ascensori e, nella normale corsa dal piano terra fino in cima, si potrà assistere due volte al tramonto in una sola serata: dopo aver ammirato il tramonto del sole a terra, si sale velocissimi con l'ascensore sino in cima per vederlo sparire di nuovo oltre l'orizzonte.

Notizie tratte da: CORRIERE DELLA SERA - 06.10.2008
Immagini tratte da: nakheel.com
Vedi: skyscraperpage.com

Cocktail-tower

Nel 1973 leggevo su il corriere dei costruttori (n. 21 del 28 maggio) un articolo dal titolo “Si progettano città galleggianti e appartamenti mobili” riguardante l’inchiesta di come saranno le città del XXI secolo.
Tengo a precisare che l’argomento mi destò allora un tale interesse tanto che lo trattai nella mia recensione della mostra personale unità spaziali tenuta nel 1988 (vedi produzione artistica 1984/1994).
Artisticamente ricercavo nella cultura architettonica le nuove ed impreviste necessità, le nuove spinte e le nuove dimensioni che conducevano gli architetti a concepire differenti strutture da realizzare in differenti ambienti, per andare incontro alle accresciute e diverse esigenze dell’uomo che progrediva.

L’articolo evidenziava l’opera di un architetto giapponese Kisho Kurokawa con la sua “cocktail-tower” che nell’intervista affermava:

“Si dovrà affrontare il problema della mobilità perché col rapido progresso tecnologico, l’uomo è troppo spesso costretto a condurre una vita diversa da quella cui aspirerebbe. Bisogna perciò che l’uomo riacquisti il controllo della tecnologia e se ne serva per arricchire la propria esistenza. L’edificio che ho battezzato “cocktail-tower” è interamente costruito con unità prefabbricate come anche gli elementi che ne compongono l’arredamento.
Finora venivano prefabbricate soltanto delle case intere, dei modelli standard, senza tenere in considerazione le particolari esigenze di ciascuna famiglia; cosicché chi vi andava ad abitare doveva adattarsi a quanto stabilito dal costruttore o dall’architetto. Con questo nuovo sistema, visto che vengono prefabbricate le singole stanze, i differenti ambienti, ogni famiglia può organizzarsi un appartamento che sia rispondente alle sue necessità. E’ importante rammentare che bisogna adattare l’ambiente ai mutamenti della vita dell’uomo e non viceversa”.

“Non va dimenticato poi il fatto – dice ancora Kurokawa – che è ormai tramontata l’epoca in cui un uomo viveva relegato nella stessa comunità. Oggi si abita in una zona, si va a studiare in un’altra, si lavora in un terzo luogo, si frequentano amici che vivono in un ambiente estraneo agli altri tre. Questo è un fenomeno nuovo e un giorno ciascuno di noi dovrà poter disporre di case diverse, situate in luoghi diversi.
Ecco il concetto delle mie “towers”; quando ve ne sarà la necessità, ciascuno di questi cubi potrà essere smontato dalla intelaiatura cui è stato avvitato e rimontato su un’altra intelaiatura o palazzo, là dove il suo proprietario andrà ad abitare. Sarà una vita molto più movimentata e ricca di esperienze. D’altra parte, questo concetto di mobilità di ciascuno, negli anni a venire, sarà un elemento comune della vita di allora a cui pochi si potranno sottrarre.
L’homo movens, questo sarà l’individuo del XXI secolo”.

Questo ieri.

Oggi leggo su SPECCHIO+ (n. 574 di settembre) una cover story, a firma di Joseph Grima e di seguito riportata, dal titolo “Capitali d’oriente”, un viaggio nelle contraddizioni urbanistiche dell’Asia, fra orrori e capolavori, dove si parla anche di Tokyo.

Home Delivery, una mostra sull'architettura prefabbricata di recente inaugurata al MoMa di New York, ha risvegliato nostalgici ricordi di anni in cui sembrava non tanto possibile quanto inevitabile che la tecnologia e l'industrializzazione avrebbero trasformato in meglio l'architettura, le città e di conseguenza la vita quotidiana.

Nel Giappone dei primi anni Settanta il sogno sembra essere a portata di mano: l'Expo 1970 a Osaka offrì a una nuova generazione di giovani architetti giapponesi l'opportunità di realizzare una serie di opere altamente sperimentali, molte basate sulle nuovissime tecniche di prefabbricazione.

Un paio di anni dopo, nel 1972, l'architetto Kisho Kurokawa (1934-2007) progetta a Tokyo un edificio prefabbricato che avrebbe cambiato la storia dell'architettura nipponica: la Nakagin Capsule Tower è il primo “capsule hotel”, una tipologia d'albergo di microstanze ormai onnipresente nei densissimi centri urbani giapponesi. Non solo offre un nuovo modo - effimero e transitorio - di abitare a basso costo la città: dimostra che la prefabbricazione non equivale necessariamente a monotona ripetizione, ma può essere utilizzata in maniera ingegnosa per introdurre una rivoluzione industriale nella costruzione degli edifici senza sacrificarne il valore architettonico. Sembrava l’alba di una nuova era.

Trentacinque anni dopo, la Nakagin Tower rischia la demolizione. Al momento della sua costruzione era una delle torri più alte del quartiere Ginza, ma oggi è sovrastata su tre lati da altri grattacieli, e il valore del terreno su cui poggia è cresciuto a livello quasi inestimabile. Da agente di densificazione, la Nakagin Tower si è trasformata, paragonata ai lotti che la circondano, in un “buco nero” a bassa densità: nonostante gli appelli della comunità architettonica internazionale, sembra che il suo valore storico non basterà a salvarlo. Neanche la recente morte di Kurokawa, il suo autore, è servita a smuovere gli immobiliaristi che vorrebbero vederla rimpiazzata da un grattacielo.

E del segno dell'architettura industralizzata che ne è? Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, oggi in Giappone la prefabbricazione è più diffusa che mai, ma sotto una veste inaspettata. Grandi “produttori edilizi” - l'equivalente in ambito residenziale delle case automobilistiche - producono oggi in fabbrica e vendono da cataloghi una percentuale assai consistente delle case monofamiliari di nuova generazione. Sono edifici anonimi, indistinguibili dagli altri che li circondano, ma effettivamente più economici. Soddisfano l'esigenza giapponese di abitazioni usa e getta (la vita media di una casa è di soli vent'anni, dopodichè viene demolita e ricostruita). Hanno nomi che ricordano le sigle delle automobili giapponesi: Espacio GX, Sincè Cada, Raison-G II. Per quanto il sogno dell'Expo 1970 sia rimasto irrealizzato, l'urbanistica e l'architettura giapponesi rimangono epicentri di innovazione, e non solo per le opere dei progettisti di fama internazionale.

Non è da demolire.

La Nakagin Tower è un caposaldo dell’architettura contemporanea e pertanto è da salvaguardare.

Rotating Towers


Saranno realizzati negli stabilimenti di Altamura, in provincia di Bari, i componenti prefabbricati delle Rotating Towers, incredibili grattacieli che si muovono, cambiando profilo continuamente.

La prima Torre sarà costruita a Dubai, negli Emirati Arabi, avente 80 piani ed un'altezza di 420 metri, opera finanziata da uno sceicco, già con un alto target di vendite.
La seconda Torre sarà costruita a Mosca, avente 70 piani ed un'altezza di 400 metri, opera finanziata dalla MIRAX, colosso immobiliare russo.
La terza Torre sarà costruita a New York e come da varie richieste da parte di investitori, autorità pubbliche e governi per far costruire le Rotating Towers nei loro paesi c'è anche l'Italia e precisamente Milano per Expo 2015.

In un'impresa ingegneristica e costruttiva di proporzioni internazionali, Altamura entra per la presenza nel progetto del gruppo GE.DI. - amministrato dal geometra Graziantonio Pallotta - su invito del progettista e creatore delle Torri Rotanti, l'architetto David Fisher, israeliano di nascita, fiorentino di adozione, collaborato dagli architetti Fabio Bettazzi e Marco Sala.

L'edificio a torre sarà costituito da un nucleo centrale avente il diametro di 24 metri, che verrà realizzato in loco. Al nucleo sono agganciati i moduli abitativi, che sono realizzati non sul posto bensì in fabbrica, in acciaio, di dimensioni variabili a seconda delle esigenze richieste. Ciascun modulo corrisponde ad un appartamento e più moduli costituiscono un piano dell'edificio.

In 24 ore ciascun piano potrà fare massimo due giri di 360° grazie ad una gigantesca turbina che metterà in movimento i piani. Naturalmente regolamenti condominiali già programmati stabiliranno il ritmo e l'orientamento di rotazione. Concetto altamente tecnologico e avveniristico dove un team di ingegneri sta lavorando guidati da Leslie Robertson, progettista della struttura del World Trade Center di New York, distrutto nel 2001.
Novità assoluta delle Rotating Towers è l'autosufficienza energetica totale grazie a turbine eoliche posizionate tra i piani.

L'architettura dinamica è la nuova era dell'architettura.

Lohas Park

La Cina si sta impegnando per l'ambiente su più fronti, infatti tra il 2009 e il 2015 sarà ultimato il LOHAS PARK nel distretto di Tseung Kwan O, Hong Kong.
Nel territorio sarà il più grande sviluppo residenziale di massa, ad opera della MTR Corporation, su una superficie di di 32,68 ettari e comprenderà 50 torri, dai 46 ai 57 piani con un totale di 21.500 appartamenti per ospitare 58.000 residenti.



LOHAS è l'acronimo di Lifestyle Of Health And Sustainability.



Dato interessante è che il 40% della superficie sarà destinato a spazi comuni a verde con percorsi semplificati e collegati da passaggi pedonali coperti, realizzati in modo tale che i pedoni non incrocino strade ed autovetture.