Hasta siempre, Comandante
Intervista a Walter Siti
Gigi Marzullo - IL TEMPO / Omnibus - 04.08.2013
«Resistere non serve a niente» di Walter Siti, Rizzoli Editore, ha vinto il Premio Strega 2013.
Ciao Lucio
Qui dove il mare luccica e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto.
Te voglio bene assaje
ma tanto, tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.
Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare e la bianca scia di un'elica
sentì il dolore nella musica, si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza, quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare.
Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.
Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso
che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano, così vicini e veri
ti fan scordare le parole, confondono i pensieri
così diventa tutto piccolo, anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica
ma sì, è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto.
Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.
“Caruso”
Dall’album live DallAmeriCaruso
Registrato negli Stati Uniti il 23 marzo 1986
Piero Falcone e la sua pittura
Ninni Caricato
Paul Calle, un artista dello spazio
Aveva disegnato uno dei più significativi francobolli della storia del Novecento: il 10 centesimi di posta erea statunitense celebrante il primo uomo sulla Luna il 21 luglio 1969.

Paul Calle è stato sulla breccia per mezzo secolo, da quando, nel 1962, la Nasa lo selezionò tra i primi 8 artisti per il suo “NASA Art Program”: lui ed i colleghi erano incaricati di immortalare gli aspetti più significativi della storia che l'agenzia stava per registrare. Fu l'unico artista ammesso, la mattina dello storico lancio dell'Apollo-11, a riprendere i tre cosmonauti mentre facevano colazione e si preparavano per la partenza.
Il figlio Chris ha disegnato il 2,40 dollari del 20 luglio 1989 per celebrare il 20° anniversario dello storico allunaggio.
Paul e Chris insieme hanno disegnato il 29 centesimi e il 9,95 dollari esattamente cinque anni dopo per celebrare il 25° anniversario.
Vittorio Marchis e l’arte
SROTOLATO
“Ho usato - spiega Marchis - un materiale come il feltro poliestere (filtri industriali) che è difficilmente deperibile e assorbe bene il colore. L'idea del rotolo mi è venuta pensando ai papiri dell'antico Egitto e anche ai nomadi del deserto che arrotolano i loro tappeti per portare con sé brandelli di storia e di memoria”.
E in questo caso la storia e la memoria sono quelle di una Torino capitale della scienza e della tecnica dall'Unità ad oggi. “Credo che l'arte - aggiunge Marchis - sia una provocazione più efficace di molti manuali per far conoscere la storia”.
Così armato di acquarelli, colori acrilici, stencil e molta pazienza (“ho impiegato quasi un anno” confessa) ha realizzato una sorta di sterminato graffito alla Basquiat. Attraverso nomi, frasi, disegni, formule chimiche e matematiche (ma anche canzoni: “se pensi alle onde elettromagnetiche citare Onda su onda di Paolo Conte è quasi inevitabile”) riaffiorano così personaggi, luoghi e momenti più o meno famosi.
“Lo sa - dice indicando una macchia di colore dove c'è scritto Lingotto - che questo nome è quello della famiglia di Moncalieri, proprietaria dei terreni dove fu costruito lo stabilimento Fiat”. Ci sono Ascanio Sobrero, che scoprì la nitroglicerina e Alessandro Cruto, che prima di Edison ebbe l'idea del filamento di grafite per le lampadine. Altrove galleggiano disegni che rimandano al finanziere Riccardo Gualino e l'architetto Carlo Mollino.
La lunga cavalcata è volutamente in ordine non cronologico. “Per due motivi - spiega ancora Marchis - perché in fondo tutte queste storie sono nostre contemporanee e poi perché puoi leggere il "rotolone" in qualsiasi punto, senza dovere sapere per forza quello che c'è prima e quello che viene dopo”.
Quale collocazione per un lavoro che si inserirebbe perfettamente nelle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia? “Credo che il luogo ideale per esporlo sarebbero le OGR - Officine Grandi Riparazioni, lì si farà una mostra sul Fare gli italiani e i personaggi, le scoperte e gli oggetti che racconta il mio rotolone di sicuro hanno contribuito a farli e poi quell'edificio è proprio una pezzo della storia del lavoro e dell'industria della nostra città”.
In attesa che gli organizzatori di Torino 150 lo scoprano, il Rotolone è in via Cavalli 22, tra i reperti di quel futuro museo del Politecnico che non si sa se e quando vedrà la luce. “A Torino - chiude con una nota polemica Marchis - è più facile convincere i politici a finanziare un museo se sei un collezionista privato che compra un computer a un'asta, piuttosto che se sei un'istituzione con storiche collezioni di tecnologia in attesa di essere valorizzate”.
LASTAMPA.it MULTIMEDIA / Rocco Moliterni
Mario Monicelli
In Piazza Madonna dei Monti, il quartiere dove ha vissuto per tanti anni, è stato accolto tra il rintocco delle campane della chiesa e le note dell'inno partigiano per eccellenza “Bella ciao” e del celebre brano della colonna sonora di “L'armata Brancaleone” suonate dalla banda della Mensa del Pigneto.
Poi per l’ultimo saluto alla Casa del Cinema, dove è stata allestita la camera ardente nella sala proiezioni. A rendergli omaggio fra tantissimi anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Se n’è andato con un’ultima manifestazione forte della sua personalità, un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare. E’ stato un grande del cinema non solo italiano e un uomo meraviglioso. Vivevamo nello stesso quartiere e lo incontravo spesso”.
Mario Monicelli è nato il 15 maggio del 1915 a Viareggio, figlio del critico teatrale e giornalista Tommaso, dopo la laurea in storia e filosofia a Pisa esordisce nel cinema nel 1934 con il cortometraggio girato in 16 mm “Cuore rivelatore”, firmato insieme a Cesare Civita ed Alberto Mondadori, tratto da un racconto di Edgar Allan Poe. Tratta la storia della lucida follia di un giovane che arriva ad uccidere con accortezza il vecchio con il quale convive. Ma il cuore... sembra ancora di sentirlo pulsare, e diviene per il giovane uno stillicidio incessante, un battito che gli rintrona nel cervello e che sarà rivelatore dei suoi crimini...
In questa occasione voglio ricordare Pino Settanni, fotografo di talento, che anche lui ci ha lasciato il 31 agosto 2010, nato a Grottaglie (Taranto) il 21 marzo 1949. Era molto legato al regista Mario Monicelli, che proprio a Taranto fu testimonial di una sua mostra tenuta al Castello Aragonese dal 21 al 30 dicembre 2007, dal titolo “Lo specchio dell’anima / Cento ritratti di Pino Settanni”, nella cornice della prima edizione “Nati a Taranto”. Per l'evento fu pubblicata una cartolina con una sua opera, il ritratto di Mario Monicelli.
Il rosso e il nero.
Il primo colore percepito nei primi giorni di vita e il colore limite assoluto oltre il quale non c’è più nulla.
Jordan Romero e l'Everest
Il record precedente era detenuto dal nepalese Tsheri Temba Sheri, che l’ha realizzato all’età di 16 anni.
Jordan Romero è giunto sul tetto del mondo questa mattina, 22 maggio, in compagnia del padre la compagna di suo padre e tre sherpa, salendo dal versante Nord passando dal Tibet.
Il suo primo grande successo è stato la scalata del Kilimanjaro (Tanzania) 5.800 m, ad appena 9 anni, seguito poi dal McKinley (Stati Uniti) 6.194 m e dall’Aconcagua (Argentina) 6.962 m, all’età di 11 anni.
La scalata dell’Everest è iniziata lo scorso 13 maggio e l’esito positivo dell’avventura è stato favorito dalle buone condizioni climatiche. Malgrado la soddisfazione del gruppo californiano, sull’argomento non mancano le polemiche sollevate da chi si interroga sull’etica di genitori che consentono ai figli avventure tanto pericolose.
L'Everest ha due percorsi principali di ascesa: la parete Sud, alla quale si accede dal Nepal e la parete Nord, alla quale si accede dal Tibet.La via del versante tibetano è più tecnica rispetto a quello nepalese, oltre ad essere più esposta ai venti e a costringere gli alpinisti che la affrontano a stabilire un maggiore numero di campi nella zona della morte, ovvero sopra i 7.800-8.000 m. Fu questo il percorso scelto da Edmund Hillary e Tensing Norkay nel 1953 ed a quei tempi la scelta fu costretta in quanto la frontiera tibetana era chiusa dal 1949.
Esiste però un'altra via di salita all'Everest, estremamente tecnica e difficile, che nessuno ha ancora tentato: la cosiddetta "Fantasy Ridge".
Le ascese vengono effettuate nel periodo primaverile prima dell'inizio del monsone estivo. In questo periodo si verifica anche una modifica della corrente a getto che provoca una riduzione della velocità media del vento in alta montagna. A volte vengono fatti dei tentativi di scalata nel periodo successivo al monsone estivo ma la presenza di neve rappresenta un ostacolo notevole.
Francesco Trani, scultore/gelatiere
Una nuova opera dello scultore/gelatiere Francesco Trani
IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI BARACK OBAMA A TARANTO
E per l'occasione in attesa dell'estate la presentazione di un nuovo gusto di gelato il “Cioccobama”
Un artista, un gelataio o semplicemente un serio commerciante, questo è in sintesi il profilo di Francesco Trani, che in tanti anni di attività ha saputo coniugare la professione di abile gelataio con quella di bravo scultore.
Un profilo e una sensibilità artistica eclettica, particolare, che si evince nelle sue opere, nelle quali la figura umana, essenzialmente femminile, viene plasmata e prende forma. Ma anche figure arcaiche e tradizionali, che adornano gli spazi interni ed esterni della sua gelateria, che è diventata nel corso degli anni una vera e propria galleria d'Arte.
Ma Francesco Trani ha sempre voluto sostenere e valorizzare anche la sua città, Taranto, per la quale ha realizzato opere scultoree sparse nel contesto urbano, a cominciare dalle Sirene, che adornano tratti di scogliera in Mar Grande, alla famosa Ninfa Tarantina realizzata sfruttando un tronco di pino presso la discesa del Vasto nel Borgo antico e alle sue ultime realizzazioni, quella di Don Bosco presso l'omonima Chiesa, l'Amazzone in via Alto Adige sede della sua famosa Gelateria e per ultima una scultura dedicata al 44° Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama.
Il Presidente Obama seduto su di una panchina è in pantaloncini corti e maglietta con un “44°” in mostra sul petto , con lo sguardo fiero e sorridente, scalzo a testimonianza delle sue origini, privo dell'impostazione classica delle opere scultoree dei grandi e potenti della terra che siamo abituati a vedere in giro per il mondo.
Un'opera voluta da Trani per rendere omaggio a un uomo semplice, preparato e democratico che con la sua elezione ha determinato non solo una svolta storica per il suo Paese ma sicuramente anche per il mondo intero.
Un cambiamento colmo di speranza che l'artista Trani ha inteso forgiare in questa scultura che nella sua semplicità disarmante, non lascia al fruitore, alcuna possibilità di dubbio e di interpretazione.
Trani con quest'opera ha voluto essere pertanto artefice e testimone del riscatto di un grande uomo dalle umili origini e del riscatto di un intero popolo strappato dalla sua terra e privato della libertà.
Un’opera che va al di là della semplice rappresentazione fisica dove la materia viene plasmata e prende la forma del presidente americano ma che diventa essa stessa testimone e simbolo di libertà e di speranza.
La scultura di Taranto del Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama è unica al mondo nel suo genere, almeno per ora e l'artista ha espresso il desiderio che l'interessato venga informato di questa realizzazione durante il prossimo G8 che si terrà a L'Aquila.
A tale proposito sono in corso contatti tra l'Artista e l'Ambasciata degli Stati Uniti in Italia.
Ma Francesco Trani, lo scultore/gelataio come ama definirsi, non poteva non esprimersi anche con il gelato, ed ecco l'idea, creare un gusto in onore del Presidente americano: il “Cioccobama”.
Ecco quindi il gusto nuovo per l'Estate 2009 che molti hanno già assaggiato presso la sua gelateria, lo ricordiamo in Via Alto Adige, 139 - Tel. 099.7362042 a Taranto.
Massimo Perrini

Gianluca, Shira & Respets Walking
Percorreranno 1000 chilometri, lungo l’arco alpino, fino alla Liguria, per poi approdare a Milano.
Questa porzione del loro viaggio, ribattezzata “Respets Walking” per accendere i riflettori sui valori del rispetto della natura e del corretto rapporto tra l'uomo e gli animali, sarà sponsorizzata da pets & the city, un portale dedicato al mondo degli animali, nato in questi giorni.
Sul sito Gianluca caricherà le foto, i video e le sue impressioni di viaggio. Il suo zaino è già pronto: un sacco a pelo, una tenda, una maglia, un PC e una borraccia per Shira.
Il resto verrà strada facendo e noi li auguriamo buon viaggio.
Immagini tratte da: corriere.it
Gianluca Ratta e Shira
Oltre mille giorni di cammino:
È tornato a Torino dopo un viaggio di 37 mila km a piedi per l’Italia e l’Europa insieme a Shira, il suo husky di otto anni, e si fermerà nel capoluogo piemontese fino alla prossima primavera: Gianluca Ratta, 36 anni, torinese, riprenderà a marciare quando verranno riaperti i passi alpini.
“Viaggio - spiega - per promuovere lo sport pulito, il rispetto per l’ambiente e l’amore per gli animali. Viaggio con qualsiasi clima e in qualsiasi condizione. È il mio modo di essere, di conservare il centro della mia vita”.
In 1.040 giorni di cammino, dal primo gennaio 2000 a oggi, Ratta ha percorso l’Italia due volte e mezzo, isole e isolette comprese, ed è stato a San Marino, a Città del Vaticano, in Francia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria, Slovacchia: più di 40 km al giorno, 26 paia di scarpe consumate, una montagna di attestati di passaggio firmati dagli amministratori delle città visitate.
L’ultima tappa è stata Bellinzona, nel Canton Ticino.
Ora, a Torino dove ha i suoi affetti, i preparativi per una nuova partenza. All’appello mancano 44 colli e valichi delle Alpi, poi chissà: “Per me - conclude Ratta - il futuro è un’ipotesi, ogni giorno è una sorpresa. Di sicuro continuerò a viaggiare”.
Per chi volesse contattare Gianluca e Shira per informazioni o per eventuali sponsorizzazioni certamente molto gradite e apprezzate ecco l'indirizzo : izoard7@libero.it
Notizie tratte da: lastampa.itFoto di Gianluca Ratta tratte da: arctictravel.it




