TOTTA e DYLAN

Lineagialla




Da lunedì 16 maggio in tutti gli uffici postali è stato distribuito gratuitamente il primo numero della collana racconti a tempo lineagialla.

Racconti brevi a firma di scrittori emergenti.

L’intelligente iniziativa di Poste Italiane, per tenere viva la passione per la lettura attraverso la diffusione di piccole opere letterarie dal tempo di lettura dai 5 ai 7 minuti circa, rivolta ai clienti degli uffici postali.






Il progetto editoriale lineagialla è realizzato da Poste Italiane in collaborazione con 80144 edizioni e insieme a PosteMobile e Postevita.

I secondo numero sarà disponibile nel mese di settembre presso gli uffici postali.

Buona lettura… in attesa del vostro numero…

L’arte non è Cosa Nostra








Vittorio Sgarbi fa bene ad incazzarsi vista la situazione che esiste da tantissimo tempo nel campo dell’arte: sempre ci sono stati figli e figliastri. Il critico e storico dell’arte è contro tutti sulla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte che si terrà a Venezia dal 4 giugno al 27 novembre 2011, dal titolo ILLUMI/NAZIONI.
Vittorio Sgarbi attaccando la curatrice della Biennale Bice Curiger e alternando lodi a Silvio Berlusconi ha presentato a Roma il Padiglione Italia, di cui è il curatore alla prossima Biennale di Venezia.

“Chi stabilisce se un artista può entrare o no alla Biennale? La mafia del mercato. Io la contrasto”. Così Vittorio Sgarbi esordisce in una torrenziale conferenza stampa.
Chiamato a questo incarico da Sandro Bondi e in lite con Giancarlo Galan, neoministro ai Beni Culturali che ha bocciato la sua nomina a sovrintendente del Polo museale veneziano, il critico aveva annunciato per due volte nelle scorse settimane le dimissioni. Poi le ha ritirate e così giovedì scorso, 5 maggio, ha presentato il suo faraonico progetto. Un progetto che dovrebbe coinvolgere tra Venezia, l’Italia e il mondo (prevede, oltre alle esposizioni in Laguna, mostre nelle varie regioni e anche negli Istituti italiani di cultura all’estero) quasi duemila artisti.

Nelle intenzioni di Sgarbi il Padiglione Italia deve documentare lo stato dell’arte italiana contemporanea con 200 artisti viventi e operanti dal 2001 ad oggi, tutti scelti da intellettuali italiani e stranieri “il cui credito è riconosciuto per qualunque riflessione essi facciano sul nostro tempo”. Tra questi Ernesto Galli Della Loggia, Tullio De Mauro, Enzo Bianchi, Dante Ferretti, Claudio Magris, Dario Fo, Giorgio Albertazzi, Ennio Morricone, Ferzan Ozpetek, Marc Fumaroli.
“A ciascuna di queste 200 persone
- ha detto il critico ferrarese - ho chiesto di indicarmi il pittore, il fotografo, il ceramista, il designer, il videoartista che egli ritenga più interessante in questa apertura del nuovo millennio”.
Il filo conduttore dell’intero Padiglione Italia è "L’arte non è Cosa Nostra".

Per Sgarbi infatti esisterebbe un sistema mafioso non solo nell’economia ma anche nel mondo dell’arte, con curatori che promuovono sempre i “loro protetti”, e questo sistema, secondo lui, va combattuto e sconfitto.

In che modo? Facendo, verrebbe da dire, “Todos caballeros”, ossia tutti curatori, tutti artisti e tutti critici. Perché a scegliere le opere in mostra, a quanto par di capire, saranno gli stessi artisti indicati dagli intellettuali (se gli altri hanno potuto indicare un solo artista, Italo Zannier ha avuto da Sgarbi la facoltà di scegliere una pattuglia di fotografi).
Non mancano tra gli artisti nomi famosi: ci sono Vanessa Beecroft, Michelangelo Pistoletto, Carla Accardi, Sandro Chia, Oliviero Toscani. Ma più che lo stato dell’arte contemporanea in Italia, si avrà un panorama del gusto attuale degli intellettuali italiani. Non c’è al momento però la certezza che nei 3000 metri quadri dell’esposizione tutte le opere possano essere esposte: “Finora - ha detto ancora Sgarbi - si è trovato posto solo per 190 artisti, mentre ne dovremo ospitare 230”. Davanti all’Arsenale, nelle Tese di San Cristoforo, troveranno spazio invece le opere dei 200 artisti scelti nelle Accademie di Belle Arti italiane. E per chi il posto non lo avrà, Sgarbi sta pensando con l’architetto Benedetta Tagliabue ad un allestimento con grandi gommoni che sullo specchio d’acqua dell’Arsenale ospiteranno le opere “clandestine”, tra cui anche quelle di artisti stranieri, come Cy Twombly, che hanno lavorato in Italia.

Ma l’incertezza, a un mese dall’inaugurazione, riguarda anche il finanziamento dell’intera operazione: “Finora - ha affermato Sgarbi - non ho avuto una lira per il mio lavoro, ho dovuto anticipare le spese e i viaggi di tasca mia: lavoro da un anno come curatore ma c’è una totale assenza di finanziamenti pubblici. L’unica garanzia l’ho avuta da Berlusconi. Non ho visto ancora un contratto e non è detto che lo accetti quando mi verrà presentato”.
La dottoressa Antonia Pasqua Recchia, direttore generale del MiBAC, ha puntualizzato: “Il ministero ha destinato 1 milione di euro alla Biennale per l’allestimento del Padiglione Italia, che servirà a coprire varie voci, dall’assicurazione delle opere alla pubblicità, e che comprende anche il compenso del curatore: questo è stato possibile solo grazie all’intervento del ministro Galan, che ha stanziato un fondo aggiuntivo di 750 mila euro oltre i 250 mila previsti prima del reintegro del FUS - Fondo Unico per lo Spettacolo”.

Vittorio Sgarbi non ha risparmiato attacchi nei confronti di precedenti curatori della Biennale come Francesco Bonami e Achille Bonito Oliva e verso l’attuale curatrice, la svizzera Bice Curiger: “Non è accettabile - ha detto - che per la sua vanità si spostino delle opere da un museo all’altro della stessa città. È una bestemmia trasferire ai Giardini il Trafugamento di Tintoretto”.
Dimentica, replicano dalla Biennale, le opere di Giorgione o di Bosch che in passato lui stesso a Venezia ha spostato per allestire le mostre di Palazzo Grimani.
Da Sgarbi lodi incondizionate solo per l’ex ministro Bondi e per Berlusconi: “Mi ha anche proposto di fare il sottosegretario ai Beni culturali, ma ho rifiutato perché dal 18 maggio conduco un programma in tv”.

Notizie tratte da: lastampa.it / Rocco Moliterni

Giustizia è stata fatta








La CNN alle 4:40, ora italiana di oggi 2 maggio 2011, ha dato la notizia della morte di Osama bin Laden, il terrorista fondamentalista islamico sunnita, capo della più nota organizzazione terroristica internazionale Al Qaida, ucciso da due colpi di arma di fuoco.






Osama bin Laden si nascondeva insieme ad alcuni familiari in un covo-bunker a Nord di Islamabad, capitale del Pakistan.

Il blitz è stato condotto da un commando del corpo speciale “US Navy SEALs” che ne ha anche recuperato il cadavere.

Riceviamo e pubblichiamo

Questo testo è arrivato via mail, senza firma. L'autore è anonimo. E' formidabile. Da leggere e diffondere.

Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.
Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!

PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone: non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo…

A voi l’ardua decisione…

I designer d’oggi?









Su Sette del Corriere della Sera è stata pubblicata il 14 aprile l’intervista fatta dal giornalista freelance Vittorio Zincone (1971) ad Enzo Mari (1932), uno dei massimi esponenti del design mondiale, dal titolo “I designer d’oggi? Nani, ballerine e ignoranti”.

L’intervista evidenzia chiaramente una denuncia di come il consumismo sia in mano ai produttori e del progressivo degrado del lavoro progettuale odierno.

Enzo mari afferma dicendo: “I designer sono i primi tra i miei nemici. Il 95% è totalmente ignorante. Sono dei piccoli robot che accettano come valore solo il mercato. Poi c’è un 5% che capisce, ma cinicamente accetta le distorsioni dello stesso mercato: oggetti costruiti solo per durare qualche mese… Non servono a chi li acquista ma a chi li produce per fare profitto. E’ legittimo, ma non si riempiano riviste e volumi per dire che questi lavori contengono qualcosa di cui la società ha bisogno. Da trent’anni si producono oggetti di design che hanno l’unico scopo/caratteristica di sembrare diversi uno dall’altro. Nulla di nuovo”.

Inoltre focalizza l'argomento nella convinzione che: "La cultura umanistica ti fornisce un corrimano etico che ti accompagna in tutte le scelte. Nel design vuol dire anche progettare per la gente, ignorando il mercato".

Karol Józef Wojtyla

Per commemorare la Beatificazione di Giovanni Paolo II (16.10.1978-02.04.2005) è stato emesso il 29 aprile un francobollo autoadesivo di € 0,60, raccolto in foglio di 15 esemplari, che riproduce il ritratto del Papa realizzato dal fotografo Grzegorz Galazka l'8 dicembre 1998, in occasione della benedizione della statua della Vergine Immacolata a Roma.
Interessante il bordo del foglio sinistro e destro su cui è riprodotto il logo della Diocesi di Roma con la scritta "JP II Beatus" e il bordo inferiore su cui è riprodotta la scritta “Beatificazione Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II”.
Il bollettino illustrativo è a firma del Vicario Generale del Santo Padre per la stessa Diocesi di Roma Agostino Vallini.

Appese al muro

Creatività in una iniziativa commerciale a Altlandsberg, nello stato federale di Brandeburgo in Germania, da parte di Peter Horstmann un commerciante di biciclette. Ha pensato bene a pubblicizzarle “appendendole” sulla facciata dell’edificio in cui si trova l’attività commerciale, creando un’architettura sostenibile per incentivarne l’acquisto.

Con il trascorrere dei mesi le biciclette appese sono diventate 120 ed il negozio di Horstmann è diventato sempre più popolare proprio grazie a questa trovata geniale. La bici più vecchia presente sul muro risale al 1933. Ci sono tutti i tipi di modelli, tra cui uno che un cliente ha riconosciuto come la bici che gli era stata rubata nel 1986 in una stazione ferroviaria…

50° primo volo umano nello spazio







Il 12 aprile 1961 il cosmonauta Jurij Alekseevič Gagarin (1934-1968) compie il primo volo umano nello spazio a bordo del veicolo spaziale VOSTOK-3KA, la prima missione con equipaggio umano nella storia, nel corso del programma sovietico di esplorazione spaziale VOSTOK.







Secondo la storia ufficiale la prima missione è stata preceduta da diversi anni di lavoro e di sviluppo tecnologico, effettuando lanci di prova senza equipaggio. Su 7 prototipi della navicella VOSTOK - versioni 1K e 3KA - 2 navicelle non hanno raggiunto l’orbita, a causa del fallimento del vettore e 2 navicelle non sono riuscite a completare tutte le funzioni di routine.

L’Agenzia Spaziale Sovietica - RKA, sin dall’inizio del 1960, aveva cominciato uno speciale addestramento di 20 cosmonauti e il 6 gennaio 1961 vennero selezionati soltanto 6 di loro per il programma VOSTOK. L’8 aprile 1961 la Commissione di Stato, dopo aver considerato una serie di problemi tecnici, decide di dare a Jurij Gagarin l’incarico della missione VOSTOK-1, destinato ad essere così il primo essere umano a volare nello spazio. Venne anche nominato il cosmonauta di riserva, German Stepanovič Titov (1935-2000), che fu il secondo uomo a volare nello spazio, infatti il 6 agosto 1961 venne lanciato a bordo della VOSTOK-2 per effettuare una missione della durata di circa 25 ore. Questa decisione fu comunicata ai cosmonauti nella mattina del 10 aprile 1961 alla presenza di alti funzionari sovietici tra i quali l’ingegnere aerospaziale Sergei Pavlovich Korolev (1907-1966), famoso per la realizzazione di missili balistici intercontinentali, vettori per viaggi spaziali e veicoli spaziali.


DATI DELLA MISSIONE


VEICOLO SPAZIALE: VOSTOK-3KA
MASSA: 4.725 kg
LUNGHEZZA: 4,40 m senza antenna
DIAMETRO MAX: 2,43 m
VETTORE: VOSTOK-8K72K a 2 stadi
LANCIO: Cosmodromo di BAJKONUR - Kazakistan
ORE: 06:07 UTC (Tempo coordinato universale)
ORBITE: 1
PERIGEO: 181 km
APOGEO: 327 km
INCLINAZIONE: 64,95°
PERIODO ORBITALE: 89,34 minuti
ATTERRAGGIO: SARATOV
ORE: 07:55 UTC
DURATA MISSIONE: 01:48

L’ora della Terra


Questa sera, sabato 26 marzo 2011, oltre l’ora legale inizia il grande evento mondiale del WWF "EARTH HOUR" a favore della sostenibilità e contro i cambiamenti climatici.

Dalle ore 20.30 italiane alle ore 21,30 luci spente in più di 130 paesi, quindi si spegneranno i luoghi simbolo e gli edifici privati.

Gli eventi centrali per l'Italia saranno a Roma, in piazza Navona, con lo spegnimento della fontana dei quattro fiumi. A Milano, invece, piazza Duomo si spegne quest'anno per la prima volta. Ma iniziative speciali sono state organizzate in molte altre città: si spegneranno infatti Ponte Vecchio e Palazzo Vecchio a Firenze, così come il Pirellone e il Castello Sforzesco a Milano, la Torre di Pisa, piazza del Campo a Siena, il Maschio Angioino di Napoli, le torri a Bologna, la basilica di Superga a Torino, piazza Pretoria a Palermo, la piazza del Duomo di Siracusa, la fortezza Albornoz di Urbino, la cattedrale e il castello di Federico II a Lucera.