TOTTA e DYLAN

Arte povera 2011







 Da settembre 2011 fino a marzo 2012 l'interessante mostra-evento Arte povera 2011 a cura dello storico dell'arte Germano Celant, che si svolgerà contemporaneamente in diverse e importanti istituzioni museali e culturali italiane, nelle città di Bologna, Milano, Napoli, Roma e Torino.
L’iniziativa, che ha come fulcro il movimento nato nel 1967 con gli artisti Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, presenta su scala nazionale e internazionale gli sviluppi storici e contemporanei di questa ricerca distribuendo le varie fasi e i singoli momenti linguistici in differenti spazi:
MAXXI - Museo nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Rivoli (Torino)
MADRE - Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli
MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna
GNAM - Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea di Roma
Triennale di Milano.
 
Michele Pistoletto - Mappamondo, 1966/1968

Insieme ai singoli responsabili museali Beatrice Merz per il Castello di Rivoli, Maria Vittoria Marini Clarelli per la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, Eduardo Cicelyn per il MADRE, Gianfranco Maraniello per il MAMbo, Anna Mattirolo per il MAXXI Arte e Davide Rampello per la Triennale, il curatore Germano Celant ha concepito un progetto di mostra che, mettendo insieme un alto numero di opere storiche e recenti, si proponga come un viaggio nel tempo dal 1967 a oggi e, negli spazi, attraverso diverse situazioni architettoniche e ambientali, tra gli avvenimenti che hanno avuto come protagonisti gli artisti dell’Arte povera.


Movimento artistico sviluppatosi in Italia nella seconda metà degli anni Sessanta.
Il movimento nasce con l'intento di "impoverire" la rete di segni di cui si serve la cultura quotidiana al fine di mettere pienamente in luce gli archetipi su cui si regge. Di qui l'impiego nelle opere d'arte di materiali "poveri" quali terra, ferro, legno e stracci.
Altre caratteristiche, che accomunarono il movimento alle contemporanee esperienze concettuali, Pop Art, minimal e Land Art, furono il rilievo artistico dato al momento della concezione e realizzazione dell'opera, l'attenzione verso gli oggetti d'uso, le performances attraverso cui coinvolgere gli spettatori e gli interventi sul paesaggio, nel suo pieno rispetto).
Principali figure del movimento furono Michelangelo Pistoletto, Iannis Kounellis, Giovanni Anselmo, Giuseppe Penone, Giulio Paolini, Mario Merz, Luciano Fabro e Gilberto Zorio.
Teorico del gruppo fu il critico Germano Celant.

Non dimenticare mai

11 settembre 2001 / 11 settembre 2011

IL DRAMMA CHE HA CAMBIATO LA STORIA DEL XXI SECOLO

Ore 8,45
a New York sembra una mattina come le altre ma tra un minuto, sotto gli occhi dei newyorchesi, un evento tragico cambierà il corso della storia.

Ore 8,46
un aereo di linea, il volo 11 dell’American Airlines, si schianta contro la Torre Nord (1WTC) del World Trade Center. Ai comandi dell'aereo c'è Mohamed Atta, un terrorista egiziano membro di Al-Qaeda, gruppo terrorista islamico che fa capo allo sceicco saudita Osama bin Laden.
Il fatto è ripreso da diverse telecamere amatoriali.

Ore 9,03
in diretta televisiva mondiale, un secondo aereo va a schiantarsi contro la Torre Sud (2WTC).

Ore 9,37
un terzo aereo si abbatte contro una parete esterna del Pentagono, in Virginia, sede del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

 Ore 9,59
la Torre Sud crolla, sollevando un’immensa nube di polvere e detriti.

 Ore 10,10
un quarto aereo di linea precipita in un campo della Pennsylvania. Avrebbe dovuto colpire la Casa Bianca, ma precipita prima di raggiungere l’obiettivo a causa di una rivolta dei passeggeri.

 Ore 10,28
crolla anche la Torre Nord. Manhattan si trasforma in Ground Zero, l'epicentro di un campo di battaglia tra macerie, polvere e fogli di carta sparsi ovunque.
In totale gli attacchi provocheranno circa tremila vittime e tra queste centinaia di soccorritori.


L’EPILOGO


La responsabilità degli attentati viene subito attribuita all’organizzazione terroristica al-Qaeda che aveva già colpito il World Trade Center nel 1993. In quell'occasione, un'autobomba aveva ucciso 6 persone. I terroristi considerano le due torri un simbolo dell'economia capitalista: distruggerle significa colpire non solo gli Stati Uniti, ma l'intero Occidente, accusato di diffondere uno stile di vita immorale.

La risposta degli Stati Uniti agli attacchi non si fa attendere.

Il presidente George Walker Bush lancia la cosiddetta “guerra al terrore”, ordinando nell’ottobre 2001 l’invasione dell’Afghanistan e in seguito anche quella dell’Iraq.

Afghanistan e Iraq sono infatti accusati di sostenere e finanziare al-Qaeda. Dopo l’11 settembre, al-Qaeda torna a colpire in molte parti del mondo: il terrorismo si impone drammaticamente nello scenario politico mondiale.
Gli attentati dell'11 settembre segnano in modo traumatico il passaggio tra il XX e il XXI secolo.

Ground Zero, l'area in cui sorgevano le Twin Towers, diventa un luogo di ricordo e pellegrinaggio.


LA RICOSTRUZIONE


A causa di ritardi politici, burocratici ed economici, il sito di Ground Zero è ancora oggi un grande cantiere nel cuore di Manhattan. Dopo anni di incertezze e discussioni sul da farsi e sui dettagli del progetto, oggi i lavori procedono più spediti e i primi risultati sono già apprezzabili.

Le sorti dell’intero sito sono, del resto, strettamente legate alla domanda di nuovi spazi e uffici da vendere o affittare e non è facile oggi convincere le imprese a spendere grandi somme di denaro per una sede nella zona.

Per il decimo anniversario degli attacchi è invece pronto il Memoriale, una nuova area che rimarrà a ricordo delle vittime degli attentati e dei soccorritori che morirono per trarre in salvo quante più persone possibili dalle torri in fiamme e dalle macerie nei giorni seguenti.


LO STATO DEI LUOGHI
 
1.
1 WORLD TRADE CENTER - 1WTC in rapida costruzione, prima battezzato “Freedom Tower”, progettato in origine dall’architetto statunitense Daniel Libeskind poi, attraverso molte revisioni per motivi di sicurezza, è stato riprogettato dall’architetto David Childs (lo stesso che ha progettato l'attuale torre 7WTC, anch'essa crollata e completata nel 2006) alla guida dello studio Skidmore, Owings & Merrill, per scelta di Larry A. Silverstein, magnate immobiliare newyorkese e locatario del World Trade Center.

Da tenere presente che Daniel Libeskind è il vincitore del concorso internazionale di progettazione, bandito dalla Lower Manhattan Development Corporation nel 2002, per la ricostruzione dell’area ormai nota come Ground Zero e pertanto gli rimane l’intera gestione del sito a livello di masterplan (piano urbanistico) che resta sempre come riferimento per l’intera area.

La torre 1WTC diventerà la più alta degli Stati Uniti con 104 piani previsti ed un’altezza complessiva di circa 541,3 metri (1.776 piedi, il numero ricorda l’anno della dichiarazione di indipendenza degli USA). Sarà completata verso la fine del 2013. Accanto all’edificio sorgerà il Performing Arts Center, progettato dall’architetto canadese Frank O.Gehry.

 2.
Centro di sicurezza per i veicoli è invece un’area sotterranea che servirà per la gestione delle merci e degli spostamenti nella zona.

 3.
4 World Trade Center - 4WTC è un’altra torre in costruzione, progettata dall’architetto giapponese Fumihiko Maki & Associates, con 64 piani previsti ed un’altezza complessiva di circa 300 metri. Sarà completata verso la fine del 2013.

 4. Reflecting Absence, memoriale firmato dall’architetto israeliano Michael Arad e dall’americano Peter Walker, consiste in due vasche quadrangolari, che ne ricalcano l’ingombro originale delle Twin Towers, con pareti alte 20 metri da cui scorreranno flussi d'acqua a mo’ di cascate.  

Attorno alle vasche sorge la Memorial Plaza, uno spazio pavimentato in granito, rinvigorito da un giardino di più di 400 querce bianche, ideato dallo studio californiano Peter Walker and Partners Landscape Architecture.

Oggi, domenica 11 settembre 2011 il presidente Barack Obama, il suo predecessore George Bush, il sindaco Michael Bloomberg e Rudolph Giuliani (già sindaco di New York il giorno dell'attacco) inaugureranno l’apertura del Memoriale cittadino.

 5.
Memorial Museum, sarà inaugurato nel settembre del 2012, a 20 metri sotto il bosco di querce, progettato da Davis Brody Bond LLP, che ospiterà reperti delle due Torri e delle loro fondamenta e si potrà accedere dal Museum Pavillion, progettato dallo studio di architettura norvegese Snøhetta, nel cui interno saranno sistemati i due “tridenti” del World Trade Center, si tratta delle colonne portanti di acciaio che fungevano da sostegno strutturale alle Torri Gemelle, rimaste in piedi anche dopo il crollo.

 6.
Nuova stazione dei mezzi pubblici che collegherà Ground Zero sarà completata verso la fine del 2014, progettata dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava.


Inoltre è prevista la costruzione delle seguenti torri:


2WTC, progettato dallo studio dell’architetto brittanico Norman Foster and Partners, con 78 piani previsti ed un’altezza complessiva di 382 metri;

3WTC, lateralmente alla precedente, progettato dall’architetto inglese Richard Rogers, con 71 piani per un’altezza complessiva di 352 metri;

5WTC, l’edificio della “Deutsche Bank”, irrimediabilmente danneggiato dagli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, progettato dallo studio di architettura newyorkese Kohn Pederson Fox Associates, con 42 piani per un’altezza complessiva di 226 metri.


Fra le torri 2WTC e 3WTC sarà realizzata verso il 2016 la stazione ferroviaria sotterranea, progettata dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava.

Immagine tratta da wtc.com
Notizie utili: 
wtc.com
911memorial.com

Dieci anni di euro

Un compleanno sofferto per l'Euro, soprattutto a causa delle recenti turbolenze finanziarie. Ma vediamo cosa è cambiato, in un decennio di moneta unica, nelle tasche degli italiani.
Mentre scriviamo, sulla graticola è Atene, alle prese con un’operazione di rientro dal debito pubblico che, se non dovesse andare in porto, potrebbe causare la sua uscita dall’eurozona. Crisi a parte, molte parole sono state spese sul reale impatto che l’introduzione della moneta unica ha avuto dal 2002 a oggi sulle tasche dei consumatori italiani. Abbiamo cercato di capire quanto, in realtà, ogni cittadino debba spendere oggi per accedere a una serie di servizi, dal trasporto pubblico all’energia, dalle telecomunicazioni ai ristoranti. Una fotografia che poi abbiamo confrontato con l’istantanea da noi scattata dieci anni fa. Ecco il risultato.


Il cammino (lento ma costante) dell’inflazione

Sulla base dei dati forniti dall’Istat, l’inflazione, cioè l’indicatore che misura il costo della vita in base all’aumento dei prezzi al consumo, è cresciuta in media del 2,3% annuo (nell’articolo consideriamo il periodo tra maggio 2001 e maggio 2011). Ciò significa che, in dieci anni, il prezzo di beni e servizi è lievitato di quasi un quarto rispetto al 2002. Un trend abbastanza costante, se si esclude il biennio 2007- 2008 (quello che ci ha preparato alla crisi mondiale, per intenderci), quando l’impennata del prezzo dei cereali, seguita da quella del petrolio, scatenò tensioni inflazionistiche a catena sui generi alimentari e sulle fonti energetiche.

Cereali: fra inflazione e speculazione

Emblematico, da questo punto di vista, il comportamento dei prodotti derivati dai cereali, pane in testa. Il loro indice, mantenutosi al di sotto dell’aumento generale del costo della vita fino al 2007, è in realtà salito nei dieci anni di euro del 33% (dieci punti in più dell’inflazione) proprio a causa dell’esplodere della bolla dei cereali. Una volta rientrata l’emergenza, tuttavia, il prezzo del pane non è ridisceso, come ci sarebbe potuto aspettare. Una tipica dinamica speculativa insomma, che è ricaduta sulle tasche dei cittadini, andando invece a gonfiare le borse dei produttori e, soprattutto, degli intermediatori finanziari.

Il ballo dei prezzi

Nonostante la crisi del 2007-2008 abbia fatto schizzare il prezzo dei cereali, l’aumento dei prezzi degli altri prodotti alimentari è stato invece sostanzialmente in linea con l’inflazione (+25,3% a fronte di un indice generale del 23%). Certo, alcune categorie merceologiche fanno eccezione. A cominciare dalle bevande alcoliche e dai tabacchi, il cui prezzo è cresciuto del 53%, dalle bollette dell’acqua e del gas (rispettivamente +52 e +34%), dai combustibili (+35%) e dai trasporti (+35%). Fra i settori meno colpiti dai rincari, invece, spicca quello delle comunicazioni: con segno negativo, -27,9% le tariffe, anche se in realtà i consumi sono cresciuti di molto, incidendo non indifferentemente sui bilanci familiari; hanno registrato incrementi sotto la media anche il settore sanitario (+2,8%), quello ricreativo e culturale (+10,9%), l’abbigliamento e le calzature (+17,9%) e l’arredamento (+20,5%). Leggermente sopra la media, invece, il trend fatto registrare dalle spese per l’istruzione (+26,5%) e per i servizi ricettivi e di ristorazione (+28,9%).

Non un salasso, inefficienze a parte

Non possiamo dire che il passaggio all’euro, dopo dieci anni di moneta unica, abbia rappresentato un salasso per i consumatori. Fatta eccezione per il biennio 2007-2008, l’inflazione, in fondo, è cresciuta in modo fisiologico. Tuttavia, a guardar bene, dietro questa crescita media si sono nascosti picchi che hanno fortemente penalizzato i consumatori, a cominciare proprio da quei beni di prima necessità, come l’acqua, la luce, il canone Rai e i trasporti che hanno registrato aumenti generalizzati - e molto spesso non giustificati - per le tasche dei cittadini.

In calo il potere d’acquisto

Nel corso degli ultimi dieci anni gli italiani si sono impoveriti. Se infatti i prezzi in media sono saliti del 21% (confrontando la media del 2001 con la media del 2010, periodo per cui sono disponibili i dati del reddito pro capite), non altrettanto - come confermato dalla contabilità nazionale dell’Istat - ha fatto il loro reddito pro capite (+14%).

Il risultato è che il nostro potere d’acquisto si è ridotto (-7%) influenzando alcuni comportamenti di spesa.

Per quanto riguarda i consumi alimentari, a fronte di un aumento dei prezzi del 25%, la spesa è aumentata solo del 13%, il che significa che i consumatori sono diventati più selettivi nelle loro scelte d’acquisto.

Inversa la dinamica delle telecomunicazioni. Navigare e telefonare è diventato meno costoso (-28%), ma la spesa è invece salita (+30%), poiché la quantità di ore passate al cellulare o su internet è cresciuta.

Colazioni sempre più salate. Andiamo a mangiare fuori. E poi passiamo la notte in un albergo. L’Istat segnala che il prezzo delle camere di alberghi e motel dal 2001 a oggi ha subìto incrementi piuttosto contenuti, nell’ordine del 17 per cento. Decisamente diversa la dinamica di bar e ristoranti, dove l’Istituto di statistica ha registrato aumenti medi di 33 punti percentuali. Dinamiche, certo, differenti da città a città. Il caffè, ad esempio, è cresciuto più a Roma (+35,5%) e a Napoli (+31,2%), mentre la pizza a Bari (45,2%) e a Milano (+44%).
 
Notizie tratte da: altroconsumo.it

Jan Plecháč

Jan Plecháč (1984) è un designer della Repubblica Ceca.
Tra le sue ultime creazioni è la collezione Icons, una reinterpretazione di arredi che hanno fatto la storia del design, realizzati in tondino d’acciaio. Si evidenziano la Red and Blue di Gerrit T. Rietveld, la Kubus di Joseph Hoffmann, la classica poltrona Luigi XVI ed il maxi-cuscino Fatboy di Jukka Setälä.


Fattosi notare al SaloneSatellite 2011 (Salone Internazionale del Mobile di Milano) afferma con orgoglio: “Mi interessava creare qualcosa di sorprendente. Così ho pensato di trasformare pezzi celebri del design in sedute anche per esterni. Ho trovato il migliore artigiano di Praga, il solo in grado di riprodurre fedelmente il disegno di progetto saldando un sottile tondino di metallo”.
E per quanto riguarda l’utilizzo del metallo: “È qualcosa che fa parte del DNA della città. Sono di metallo lavorato gli infissi delle case di Praga e i parapetti delle scalinate. Ho preso spunto da lì. Mi interessava realizzare qualcosa che fosse la materializzazione tridimensionale di un disegno fatto al computer”.

Naturalmente tutto in versione contemporanea e con molta probabilità diventeranno arredi cult per soli collezionisti.

Estate 2011

BUONE VACANZE A TUTTI

Io sto già navigando...

XXII Premio Compasso d’Oro ADI

Il 12 luglio è stato emesso un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Made in Italy” dedicato al Disegno Industriale, in occasione del Premio Compasso d’Oro ADI, stampato in rotocalcografia su carta fluorescente a 4 colori più oro nella tiratura di 1.500.000 esemplari.


La grafica, realizzata da Stefano Castiglioni, rappresenta il compasso e la sezione aurea definiti da Luisa Bocchietto, Presidente dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale, “simboli di ricerca di armonia, di bellezza e di proporzione inscindibili nelle parti di una struttura risolta funzionalmente ed esteticamente; un omaggio al saper vedere e al saper fare attraverso gli strumenti strategici e visionari del progetto”.
Il Premio è stato Istituito nel 1954, da un’idea di Gio Ponti (1891-1979) ed è il più antico ma soprattutto autorevole premio mondiale di design. Fu per anni organizzato dai Grandi Magazzini “la Rinascente” e dal 1964 è stato curato dall’ADI.

La premiazione del Compasso d’Oro 2011 si è svolta il 12 luglio al MACRO - Museo Arte Contemporanea Roma, nella sede della Pelanda al Testaccio.
Gli oggetti premiati saranno esposti fino al 25 settembre insieme a tutti i prodotti pubblicati nel triennio 2008-2010 sull’annuario ADI Design Index, preselezione del premio, per un totale di circa 400 nuovi prodotti di design.
Mentre, fino al 25 settembre, prosegue al Palazzo delle Esposizioni la Mostra storica del Compasso d’Oro, con 300 oggetti premiati dal 1954 ad oggi nelle varie edizioni del premio.

Per quanto riguarda il francobollo ci sono state delle segnalazioni sulla disposizione della scritta in ditta. Infatti leggendo il francobollo, in posizione orizzontale, la scritta risulta essere capovolta nel senso di lettura. Secondo alcune norme grafiche, le scritte disposte sul lato verticale devono poter essere lette in senso orario e dalla base del disegno.

Programma STS

Il programma Space Shuttle, più propriamente chiamato STS - Space Transportation System, volge al termine il 21 luglio con il rientro dell’orbiter Atlantis dell'ultima missione STS-135, con il lancio avvenuto l’8 luglio.

Lo Space Shuttle è stato il primo veicolo spaziale orbitale riutilizzabile, lanciato nel lontano 12 aprile 1981, proprio nel giorno del 20° anniversario del primo volo umano nello spazio, dovuto a Jurij Alekseevič Gagarin con la missione VOSTOK-1.
Durante l’era dello Shuttle sono stati realizzati 6 orbiter di cui soltanto 5 hanno volato nello spazio.
L’Enterprise è stato usato unicamente per voli sperimentali nell’atmosfera, mentre il primo a volare nello spazio è stato il Columbia, seguito dal Challenger, Discovery, Atlantis ed Endeavour, costruito per sostituire il Challenger dopo la tragica fine avvenuta nel 1986, così come per il Columbia avvenuta nel 2003.

Columbia

Challenger

Discovery

Atlantis

Endeavour

La flotta spaziale ha segnato la storia, con i suoi innumerevoli voli con equipaggi a bordo, di varia nazionalità, ha contribuito al lancio di satelliti, anche riparandoli e recuperandoli, ha condotto una ricerca d’avanguardia e costruito la più grande struttura nello spazio, la Stazione Spaziale Internazionale.

Così i vecchi Shuttle finiscono nei musei, infatti l'Amministratore della NASA, Charles Bolden, ha annunciato che l’Atlantis rimarrà al Kennedy Space Center in Florida, dove sarà esposto ai turisti dopo aver compiuto l’ultimo volo dell’intero programma Shuttle iniziato con il primo lancio 30 anni fa; l’Endeavour verrà invece esposto al California Science Centre, non lontano da dove la navicella è stata progettata e costruita, mentre il Discovery, che ha alle spalle il maggior numero di voli, avrà il suo posto d’onore al Museo Aerospaziale di Washington.

Intanto per festeggiare questi 30 anni di meraviglia tecnologica la NASA ha creato l’emblema commemorativo, selezionando il design di Blake Dumesnil della Hamilton Sundstrand, Johnson Space Center.
Ora vedremo quali veicoli spaziali ci serberà il futuro nei nuovi programmi.

Con la fine degli Shuttle scompare un’epoca e si apre un’altra piena di incertezze per la strategia degli USA. Sarà interessante anche valutare quali incidenza politiche potranno derivare da questo nuovo corso spaziale, ancora per molti versi oscuro, soprattutto sull’elettorato della Florida, cioè sullo Stato che risentirà maggiormente dalla messa in pensione dello Shuttle.
I progetti che vediamo in giro, quelli dei privati, sono ancora quasi tutti sulla carta senza contare che l'Amministrazione del Presidente Obama sembra non avere molto a cuore il tema.

Immagini tratte da: nasa.gov

Piero Falcone e la sua pittura

Un tarantino trapiantato a Roma, un autodidatta che con la sua "non facile" spatola riesce a stabilire uno “stile intermedio tra impressionismo e realismo” tanto da riconoscerlo fermamente nell’area ambientalistica, quella in cui avviene la mia costante ricerca artistica, tecnicamente diversa e più sperimentale.


Se pur datato, mi affascina l’olio su tela 40x50 dal titolo “Campagna romana”. La semplice geometria pittorica, pulita nella forma ed essenziale nel colore, mi convince sempre più di ciò che raramente fermiamo nell’ottica delle sensazioni, le quali si trasformano in inquadrature che ci coinvolgono in quel modo conforme alla teoria del naturalismo.

Infatti, così giustamente ha recensito Maria Teresa Palitta: “la raffinatezza cromatica, i dosaggi tonali, il senso di etereo, volume senza peso, sono le sequenze che maggiormente incidono e lasciano nella memoria l’impronta magnetica, il verde è come una calamita, e il pittore sa comporre qualunque sfumatura adatta per rendere omaggio alla terra”.

Non si allontana il giudizio di Nicolina Bianchi nel definire l’attenta operatività di Piero Falcone: come “Il fascino della natura nella evocazione espressiva”, ed inoltre puntualizza che “l’immediata impressione che si ricava leggendo le opere è quella di un personale «alfabeto» dove ogni segno viene decifrato come evocazione elegiaca della natura”.

Piero Falcone ha esposto in numerose mostre personali, collettive e rassegne in Italia ed all’estero, ottenendo numerosi riconoscimenti.
Le sue opere sono in collezioni italiane e straniere.
Recentemente ha esposto la sua ultima produzione in una mostra personale a Roma, presso il Circolo Ufficiali M.M. “Caio Duilio”.
Il suo studio è in Via Licia, 18 - Roma.

Ninni Caricato

STS-135 / Ultima missione dello Shuttle

Per venerdì 8 luglio 2011 è stata programmata l’ultima missione dello Space Shuttle Atlantis, per un periodo di 12 giorni, che sarà lanciata dal Lanch Pad 39 del Kennedy Space Center, in Florida, verso la Stazione Spaziale Internazionale.
La missione STS-135 porterà rifornimenti e parti di ricambio per mezzo del modulo logistico Raffaello MPLM - Multi-Purpose Logistcs Module (contenitore pressurizzato trasportato nella stiva dello shuttle), inoltre un sistema per testare la possibilità di eseguire roboticamente un rifornimento di propellente per veicoli spaziali.





L’equipaggio è composto da:
Rex Walheim - Specialista di missione
Douglas Hurley - Pilota
Christoper Ferguson - Comandante
Sandra Magnus - Specialista di missione





CURIOSITÀ
166ª missione umana Americana nello spazio
135ª missione dello Space Shuttle
110ª missione dopo il disastro dello Space Shuttle Challenger, avvenuto il 28 gennaio 1986
22ª missione dopo il disastro dello Space Shuttle Columbia, avvenuto l’1 febbraio 2003
33ª missione dello Space Shuttle Atlantis
37ª missione di assemblaggio della ISS - International Space Station
82º lancio dal Pad 39A

Brasile e Italia

Il Consolato d’Italia di Belo Horizonte - Ufficio Scuola e Cultura, organizza una collettiva di Arte Postale dal tema:
150 ANNI DELL’UNITÀ D’ITALIA - Brasile e Italia “insieme attraverso l’arte postale”.

La partecipazione è aperta a tutti e sono ammesse tutte le forme espressive.
Il termine delle presentazione delle opere è il 30 settembre 2011 e dovranno essere spedite a:

Dott. Gianfranco Zavalloni
Dirigente Scolastico dell'Ufficio Scuola e Cultura
CONSOLATO D’ITALIA BELO HORIZONTE
Rua Inconfidentes 600
30140-120 Belo Horizonte
Minas Gerais - BRASILE


Tutte le opere ricevute saranno esposte sul sito: http://www.scuolabh.org con i relativi dati identificativi dell'artista e saranno in evidenza per tutto l'anno 2011 fino al 17 marzo 2012.
Le opere saranno poi esposte in una collettiva, negli ultimi mesi del 2011 e nei primi del 2012, presso uno spazio pubblico della Città di Belo Horizonte.