TOTTA e DYLAN

Esperienza Italia 150°

Dal 17 marzo fino a novembre 2011 va in scena l’Italia con le sue eccellenze sullo straordinario palcoscenico di Torino e del Piemonte sotto il nome di ESPERIENZA ITALIA 150°.

Un programma di 250 giorni fatto di mostre, eventi, manifestazioni sportive, spettacoli, concerti e conferenze che il capoluogo piemontese e la Regione hanno messo a punto proprio per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Molto interessanti le due location scelte da ESPERIENZA ITALIA per le celebrazioni:
le OGR - Officine Grandi Riparazioni che saranno un laboratorio dove ricostruire il passato e dove potersi proiettare nel futuro grazie all’allestimento di importanti mostre tematiche;
la Venaria Reale con il suo maestoso complesso barocco che diventerà la Reggia d’Italia dove sfileranno le eccellenze italiane.

150 anni dell'Unità d'Italia


Il 17 marzo 1861
il primo Parlamento italiano,
allora con sede a Torino,
proclamava la nascita del Regno d'Italia.

Esattamente 150 anni fa.

L’anniversario verrà ricordato da una lunga serie di festeggiamenti e celebrazioni.
La giornata del 17 marzo è stata proclamata Festa Nazionale.

Nichi Vendola e l'attualità



A Radio Anch'io, giovedì 3 marzo, ospite Nichi Vendola leader di Sinistra e Libertà ha risposto alle domande del conduttore, Ruggero Po, e degli ascoltatori sui temi dell’attualità nazionale e internazionale, dalle politiche per il Mediterraneo, all’emergenza umanitaria alle vicende interne nei rapporti tra maggioranza e opposizione e dentro la stessa opposizione.

"La storia comincia a correre e si rompe il vecchio mappamondo. Il Mediterraneo torna al centro della scena del mondo. I giovani libici chiedono la cacciata del rais Muammar Gheddafi che è stato un despota per molti anni a disposizione dell'Occidente per il lavoro sporco".

Nichi Vendola a Radio Anch'io, su Radio Rai, critica le titubanze attuali e le complicità del passato dell'Occidente nei confronti del colonnello Gheddafi. E allarga il discorso a Cina e Cuba abbattendo i vecchi tabù della sinistra.

"Questo - ha aggiunto Nichi Vendola - rende davvero visibile la meschinità delle classi dirigenti dell'Europa che di fronte a un popolo che scende in marcia e guadagna la propria libertà, si mostra turbata invece di brindare. Ma questo è un cammino che dovrà riguardare anche l'Iran e la Cina. E dico alla gente mia, a chi ha amato come me Ernesto Guevara detto il Che, che questa evoluzione verso la democrazia e la libertà riguarda anche Cuba: non c'è più alibi e giustificazione al mondo per nessun regime autoritario".

Futuropoli

L’edificio più avveniristico è forse quello che gratta l’oceano e non il cielo ed è il Water Scraper, progetto dell’architetto malese Sarly Adre Bin Sarkum, che punta diritto verso gli abissi.
Il Water Scraper è una vera città galleggiante che si innalza sul livello del mare per pochi metri, ma che sviluppa tutta la sua struttura al di sotto, come un iceberg.
Questo incredibile concept ha ricevuto una menzione speciale nella eVolo Skyscraper Competition, per i suoi propositi ecologici e autarchici visto che è una delle tante soluzioni al problema del sovraffollamento delle metropoli e del pianeta in generale. Coloro che vi abiteranno (se verrà edificato) potranno contare su un sistema perfettamente integrato che garantisce anche il fabbisogno dell’alimentazione.

A Londra invece è stata inaugurata la torre Strata SE1, progetto del gruppo londinese BFLS, con i suoi 148 metri di altezza e 43 piani residenziali risulta essere il primo edificio al mondo che sfrutta l’energia eolica, con turbine eoliche integrate, imponendosi così come interessante riferimento nell’ambito della strategia ambientale.

Mentre a Dubai, per ora soltanto un concept, un altro interessante edificio l’Almeisan Tower, progetto dell’architetto Robert Ferry, sarà alta 165 metri ed usufruirà di energia solare ed eolica, con 224 specchi che indirizzeranno il calore del sole in un punto della torre per scaldare acqua affinché generi vapore da far muovere una turbina per produrre energia. La torre solare da 600kW utilizzerà le più recenti tecnologie per offrire un impatto ambientale zero.

A Guangzhou - 180 km da Hong Kong - è in fase di ultimazione il Pearl River Tower, progetto dello studio di architettura statunitense SOM - Skidmore, Owings & Merrill, dell’altezza di 310 metri e 69 piani ha la particolarità di essere stato progettato seguendo diversi principi ecosostenibili.
Le fessure ubicate sulla facciata sono predisposte ad incanalare le correnti d’aria in apposite turbine eoliche per produrre energia pulita destinata ai sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria dell’edificio. Nella costruzione è stato considerato l’orientamento ottimale per catturare tutta la luce solare ed è anche dotata di diversi pannelli fotovoltaici e di un doppio rivestimento di vetro per un isolamento termico maggiore. La ventilazione interna è naturale e segue i principi base dell’architettura bioclimatica.
Il design dell’edificio dirige e gestisce i venti prevalenti facendoli diventare “braccia invisibili” che aiutano a rendere più rigida la torre ed è stato progettato per produrre più energia pulita di quella che consuma. Sarà uno dei grattacieli più sostenibili del mondo.


A Miami un altro concept il Miapolis, progetto dello studio di architettura KKAID - Köbi Karp Architettura e Interior Design, se sarà realizzato con i suoi 975 metri di altezza e 160 piani sarà l’edificio più alto del mondo e supererà il Burj Khafila (in precedenza denominato Burj Dubai) di Dubai avente l’altezza alla guglia di 828 metri.
Il Miapolis, all'avanguardia della progettazione sostenibile, sarà la più grande struttura con certificazione LEED - Leadership in Energy & Environmental Design ovvero progettato e costruito utilizzando le strategie destinate a migliorare le prestazioni in parametri, quali il risparmio energetico, l'efficienza di acqua, riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il miglioramento della qualità ambientale al chiuso, la gestione delle risorse e la sensibilità per i loro effetti. Soddisferà l’esigenza progettuale della “città nella città”.

L’arte ti fa guarire

Sei un adolescente in crisi? Un depresso? Un marito o una moglie nel pieno d’un rapporto coniugale difficile? Un giocatore compulsivo? Una persona così narcisista da trascurare tutti gli altri? Un video d’arte ti salverà. O, meglio, ti aiuterà nella tua battaglia contro il disagio psicologico. Perché certe opere d’arte contemporanea “posseggono una forza che tocca le parti più segrete e profonde della personalità. E muovono, consolano, rompono gli schemi, rovesciano i significati, specchiano, perturbano, stimolano l’emergenza di nuove risorse in un’esperienza che ha molto a che vedere con la catarsi”.

Rebecca Luciana Russo, psicologa e psicoterapeuta, ha codificato queste sue certezze in un metodo: utilizzare l’arte come coadiuvante per migliorare la vita, visto che il suo impatto può, in certi casi, “risultare superiore a quello delle parole in quanto le immagini penetrano nell’inconscio con maggior forza e velocità”. E il metodo è diventato un volume che arriverà nelle librerie nei prossimi giorni, “Videoinsight. Curare con l’arte” edito da Silvana Editoriale in due edizioni, italiana e inglese: racconto, rigoroso come un saggio scientifico ma anche affascinante come un viaggio nell’isola ignota che ognuno di noi è per se stesso.

La prima parte indaga la potenza delle foto e dei video d’arte quando vengono introdotti in un trattamento psicoterapeutico “che abbia già una sua storia basata sulla fiducia reciproca, l’alleanza di lavoro, l’empatia e la loro capacità d’aggiungere un valore in grado di aumentare l’efficacia dell’intervento”. La seconda presenta 14 casi clinici seguiti attraverso la "somministrazione" di opere scelte tra quelle che più fortemente traducono in forme gli argomenti-chiave della psicoterapia.

E, così, “Piel” di Regina José Galindo (Città del Guatemala 1974) che cammina nuda e scalza per Venezia ha aiutato molti pazienti a superare, sotto la guida del terapeuta, problemi d’angoscia sociale, l’eccessivo timore del giudizio altrui, la tendenza a chiudersi e a isolarsi. Supporti che hanno, per esempio, indotto Monica a svelare finalmente ai genitori la propria omosessualità. E una laureanda di 27 anni - la chiameremo Maria - ha trovato nel video-art di Sissi (1977), “Daniela ha perso il treno”, un contributo per superare gli attacchi di panico connessi al timore nell’accettare un lavoro che l’avrebbe portata lontana dalla famiglia. “L’analisi approfondita della performance dell’artista che, nonostante vari tentativi, non riesce a salire sul vagone in partenza perché “appesantita” da un’ingombrante gonna realizzata con pneumatici, l’ha stimolata ad abbandonare il proprio bagaglio di ansie, doveri, pregiudizi e a prendere il treno della trasformazione interiore”. [01]

Il video “Glimà” dei Masbedo (Nicolò Masazza- 1973 & Jacopo Bedogni - 1970) ritrae un uomo e una donna collegati da lunghi filamenti che lottano sino allo sfinimento in una terra glaciale e suggestiva: “E’ l’appoggio ideale per persone che siano incapaci di svincolarsi da altre persone o anche da oggetti del desiderio: il cibo per i bulimici e gli obesi, ma anche l’alcol, il gioco, il sesso, il lavoro. Addirittura Internet”.


Nel recupero del rapporto di coppia “Togheter Forever” di Ottonella Mocellin (1966) e Nicola Pellegrini (1962) ha svolto un ruolo fondamentale, appaiato alle “parole” della psicoterapeuta: il filmato presenta una donna che tiene in mano un vassoio sul quale è appoggiata la testa mozzata del marito riproducendo l’episodio biblico di Salomè e del Battista. I due dialogano sul loro diverso modo di intendere la vita e aprono uno squarcio sui conflitti, la competitività, l’aggressività, la mancanza d’intimità e la rigidità dei ruoli che determinano la crisi di molti matrimoni”.


Ai malati di egocentrismo, esibizionismo e senso di grandiosità farebbe bene studiare “The cristal gaze” di Ursula Mayer (Austria 1970), opera nella quale tre donne eleganti e sensuali recitano un testo teatrale senza comunicare reciprocamente. Potrebbero trasmetterlo in televisione, come rimedio preventivo, prima di certi programmi che si reggono sulla smania dell’esibizionismo. E, magari, anche prima o dopo alcune edizioni dei telegiornali.


[01] Il nome che l’artista si è scelto è esso stesso una performance, una trasformazione. Portare il suo nome nel mondo rende Sissi oggetto stesso delle proprie opere. È un soprannome che Sissi si è ritrovata addosso al termine della performance per cui è diventata famosa, “Daniela ha perso il treno” (1999): lei, alla stazione di Bologna, vestita di consunti copertoni di macchine, che tenta di salire sul treno, intrappolata in una forma ingombrante che non le consente di oltrepassare le strette porte di accesso. Un costante confronto tra l’eleganza del gesto e l’imperturbabilità del contesto.

Notizie tratte da: lastampa.it / Renato Rizzo - 24.02.2011

Foto dalla ISS


Splendide immagini dallo spazio, inviate da Paolo Nespoli a bordo della ISS - International Space Station, il primo astronauta italiano dell’ESA - European Space Agency, che durante la sua permanenza di quasi sei mesi nello spazio, nella Missione MagISStra, svolgerà più di trenta esperimenti in sei campi di ricerca nell'ambito del programma scientifico Europeo, con uno sguardo particolare agli studi sulla fisiologia umana, preludio indispensabile ai viaggi interplanetari del prossimo futuro.



Per approfondimenti: flickr Immagini tratte da: flickr

Agenda Digitale










Iniziativa online
per dare all’Italia
una strategia digitale efficace.











Cosa chiede Agenda Digitale:

Porre il Paese nelle condizioni di sviluppare appieno le potenzialità di Internet e delle nuove tecnologie vuol dire:
LAVORO
creare centinaia di migliaia di posti di lavoro, ad alto valore aggiunto, proiettati verso il futuro;
IMPRESA
consentire a quello straordinario patrimonio rappresentato dalle nostre piccole e medie imprese di essere più competitive e generare nuova ricchezza;
CITTADINANZA
continuare a migliorare trasparenza, semplificazione ed efficienza della Pubblica Amministrazione, con nuovi servizi per i cittadini;
CULTURA
recuperare per il nostro Paese quel ruolo storico come esempio di imprenditorialità, ma anche come leader nella produzione di ricerca, sapere e innovazione;
EQUITA’
ridare all’Italia un tessuto economico e sociale capace di valorizzare il talento, il merito, la competenza, il coraggio con maggiore equità nelle opportunità e nei diritti;
DIRITTI
non solo garantire a tutti i cittadini l’accesso alla rete, ma anche porre “realmente” gli individui nelle condizioni di sfruttare appieno il potenziale espressivo, formativo, creativo e lavorativo fornito dalle nuove tecnologie, individuando anche forme efficaci di tutela della persona.

Cosa serve per ottenere questo risultato:

Per ottenere questi risultati è necessario andare oltre i provvedimenti in ambiti circoscritti. La sfida è quindi dare al Paese una strategia organica, una Agenda Digitale che ricomprenda almeno quattro aspetti:
INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE
per massimizzare l’inclusione, restare allineati alle principali economie ed assicurare la continuità operativa dei servizi essenziali;
SERVIZI
sia servizi finali che infrastrutturali, includendo i necessari standard per l’e-business e per i beni digitali (o “neobeni puri”, secondo la definizione del CNEL);
ALFABETIZZAZIONE
per far conoscere e sperimentare a cittadini, imprenditori, funzionari e classe dirigente i vantaggi della digitalizzazione;
REGOLAMENTAZIONE
le norme giuridiche e regolamentari da adottare riguardanti la cittadinanza digitale nonché in materia di transazioni tra privati e Pubblica Amministrazione, con una rilettura delle filiere in termini di ri-organizzazione di rapporti tra le imprese e tra queste e i fornitori di servizi di supporto.
Naturalmente, l’organizzazione dei lavori non può prescindere dal coinvolgimento sistematico e strutturato degli stakeholder per garantire l’apporto delle intelligenze operative multidisciplinari necessarie.

ADERISCI!

Giornata della memoria

giovedì 27 gennaio



... per non dimenticare!

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio,
data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz,
"Giorno della Memoria",
al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico),
le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei,
gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte,
nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi,
si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita
hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Francobolli con barcode

A partire dal 10 ottobre 2008 con l’emissione del francobollo dedicato alla “Giornata della filatelia”, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. ha inserito, nei fogli delle varie emissioni, un nuovo codice a barre sul bordo di un solo francobollo, oltre quello solito sul bordo destro del foglio, con una numerazione progressiva a partire da 1000001203 che si riferisce alla successione del francobollo emesso.


Pertanto, considerando che sulla tiratura di 3.500.000 esemplari esistono soltanto 70.000 francobolli, dato che ogni foglio ne contiene 50, questo ha motivato i filatelisti (più attenti) ad iniziare una nuova ed interessante collezione.

Di conseguenza, dopo l'articolo a riguardo pubblicato su Cronaca Filatelica n. 372 - maggio 2010, molti collezionisti hanno recuperato in tempo l’occasione perduta tanto che tutti i francobolli con barcode sono entrati nella classifica dei più richiesti e le tendenze del mercato sono positive facendo registrare già delle punte per le prime emissioni di difficile reperimento, addirittura introvabili come i francobolli con barcode dedicati al “Corriere dei Piccoli” emesso in data 08.11.2008 e quello dedicato al “Santo Natale - Soggetto laico”, autoadesivo, emesso in data 23.10.2009.

Per approfondimenti vedi:
Quanto vale?
Francobolli con codice a barre

Paul Calle, un artista dello spazio

E’ scomparso il 30 dicembre 2010 all’età di 82 anni essendo nato a New York il 3 marzo 1928.
Aveva disegnato uno dei più significativi francobolli della storia del Novecento: il 10 centesimi di posta erea statunitense celebrante il primo uomo sulla Luna il 21 luglio 1969.


Paul Calle è stato sulla breccia per mezzo secolo, da quando, nel 1962, la Nasa lo selezionò tra i primi 8 artisti per il suo “NASA Art Program”: lui ed i colleghi erano incaricati di immortalare gli aspetti più significativi della storia che l'agenzia stava per registrare. Fu l'unico artista ammesso, la mattina dello storico lancio dell'Apollo-11, a riprendere i tre cosmonauti mentre facevano colazione e si preparavano per la partenza.


Il figlio Chris ha disegnato il 2,40 dollari del 20 luglio 1989 per celebrare il 20° anniversario dello storico allunaggio.


Paul e Chris insieme hanno disegnato il 29 centesimi e il 9,95 dollari esattamente cinque anni dopo per celebrare il 25° anniversario.
Mezzo milione di pezzi del taglio da 9,95 dollari ebbero il privilegio di volare ufficialmente nello spazio a bordo dello Space Shuttle Endeavour, della missione Sts-68, lanciato il 30.09.1994.