Appese al muro
50° primo volo umano nello spazio
Il 12 aprile 1961 il cosmonauta Jurij Alekseevič Gagarin (1934-1968) compie il primo volo umano nello spazio a bordo del veicolo spaziale VOSTOK-3KA, la prima missione con equipaggio umano nella storia, nel corso del programma sovietico di esplorazione spaziale VOSTOK.
Secondo la storia ufficiale la prima missione è stata preceduta da diversi anni di lavoro e di sviluppo tecnologico, effettuando lanci di prova senza equipaggio. Su 7 prototipi della navicella VOSTOK - versioni 1K e 3KA - 2 navicelle non hanno raggiunto l’orbita, a causa del fallimento del vettore e 2 navicelle non sono riuscite a completare tutte le funzioni di routine.
L’Agenzia Spaziale Sovietica - RKA, sin dall’inizio del 1960, aveva cominciato uno speciale addestramento di 20 cosmonauti e il 6 gennaio 1961 vennero selezionati soltanto 6 di loro per il programma VOSTOK. L’8 aprile 1961 la Commissione di Stato, dopo aver considerato una serie di problemi tecnici, decide di dare a Jurij Gagarin l’incarico della missione VOSTOK-1, destinato ad essere così il primo essere umano a volare nello spazio. Venne anche nominato il cosmonauta di riserva, German Stepanovič Titov (1935-2000), che fu il secondo uomo a volare nello spazio, infatti il 6 agosto 1961 venne lanciato a bordo della VOSTOK-2 per effettuare una missione della durata di circa 25 ore. Questa decisione fu comunicata ai cosmonauti nella mattina del 10 aprile 1961 alla presenza di alti funzionari sovietici tra i quali l’ingegnere aerospaziale Sergei Pavlovich Korolev (1907-1966), famoso per la realizzazione di missili balistici intercontinentali, vettori per viaggi spaziali e veicoli spaziali.
DATI DELLA MISSIONE
VEICOLO SPAZIALE: VOSTOK-3KA
MASSA: 4.725 kg
LUNGHEZZA: 4,40 m senza antenna
DIAMETRO MAX: 2,43 m
VETTORE: VOSTOK-8K72K a 2 stadi
LANCIO: Cosmodromo di BAJKONUR - Kazakistan
ORE: 06:07 UTC (Tempo coordinato universale)
ORBITE: 1
PERIGEO: 181 km
APOGEO: 327 km
INCLINAZIONE: 64,95°
PERIODO ORBITALE: 89,34 minuti
ATTERRAGGIO: SARATOV
ORE: 07:55 UTC
DURATA MISSIONE: 01:48
L’ora della Terra

Dalle ore 20.30 italiane alle ore 21,30 luci spente in più di 130 paesi, quindi si spegneranno i luoghi simbolo e gli edifici privati.
Gli eventi centrali per l'Italia saranno a Roma, in piazza Navona, con lo spegnimento della fontana dei quattro fiumi. A Milano, invece, piazza Duomo si spegne quest'anno per la prima volta. Ma iniziative speciali sono state organizzate in molte altre città: si spegneranno infatti Ponte Vecchio e Palazzo Vecchio a Firenze, così come il Pirellone e il Castello Sforzesco a Milano, la Torre di Pisa, piazza del Campo a Siena, il Maschio Angioino di Napoli, le torri a Bologna, la basilica di Superga a Torino, piazza Pretoria a Palermo, la piazza del Duomo di Siracusa, la fortezza Albornoz di Urbino, la cattedrale e il castello di Federico II a Lucera.
Esperienza Italia 150°
Un programma di 250 giorni fatto di mostre, eventi, manifestazioni sportive, spettacoli, concerti e conferenze che il capoluogo piemontese e la Regione hanno messo a punto proprio per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Molto interessanti le due location scelte da ESPERIENZA ITALIA per le celebrazioni:
le OGR - Officine Grandi Riparazioni che saranno un laboratorio dove ricostruire il passato e dove potersi proiettare nel futuro grazie all’allestimento di importanti mostre tematiche;
la Venaria Reale con il suo maestoso complesso barocco che diventerà la Reggia d’Italia dove sfileranno le eccellenze italiane.
150 anni dell'Unità d'Italia
Nichi Vendola e l'attualità
"La storia comincia a correre e si rompe il vecchio mappamondo. Il Mediterraneo torna al centro della scena del mondo. I giovani libici chiedono la cacciata del rais Muammar Gheddafi che è stato un despota per molti anni a disposizione dell'Occidente per il lavoro sporco".
Nichi Vendola a Radio Anch'io, su Radio Rai, critica le titubanze attuali e le complicità del passato dell'Occidente nei confronti del colonnello Gheddafi. E allarga il discorso a Cina e Cuba abbattendo i vecchi tabù della sinistra.
"Questo - ha aggiunto Nichi Vendola - rende davvero visibile la meschinità delle classi dirigenti dell'Europa che di fronte a un popolo che scende in marcia e guadagna la propria libertà, si mostra turbata invece di brindare. Ma questo è un cammino che dovrà riguardare anche l'Iran e la Cina. E dico alla gente mia, a chi ha amato come me Ernesto Guevara detto il Che, che questa evoluzione verso la democrazia e la libertà riguarda anche Cuba: non c'è più alibi e giustificazione al mondo per nessun regime autoritario".
Futuropoli
Il Water Scraper è una vera città galleggiante che si innalza sul livello del mare per pochi metri, ma che sviluppa tutta la sua struttura al di sotto, come un iceberg.
Questo incredibile concept ha ricevuto una menzione speciale nella eVolo Skyscraper Competition, per i suoi propositi ecologici e autarchici visto che è una delle tante soluzioni al problema del sovraffollamento delle metropoli e del pianeta in generale. Coloro che vi abiteranno (se verrà edificato) potranno contare su un sistema perfettamente integrato che garantisce anche il fabbisogno dell’alimentazione.
A Guangzhou - 180 km da Hong Kong - è in fase di ultimazione il Pearl River Tower, progetto dello studio di architettura statunitense SOM - Skidmore, Owings & Merrill, dell’altezza di 310 metri e 69 piani ha la particolarità di essere stato progettato seguendo diversi principi ecosostenibili.
Le fessure ubicate sulla facciata sono predisposte ad incanalare le correnti d’aria in apposite turbine eoliche per produrre energia pulita destinata ai sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria dell’edificio. Nella costruzione è stato considerato l’orientamento ottimale per catturare tutta la luce solare ed è anche dotata di diversi pannelli fotovoltaici e di un doppio rivestimento di vetro per un isolamento termico maggiore. La ventilazione interna è naturale e segue i principi base dell’architettura bioclimatica.
Il design dell’edificio dirige e gestisce i venti prevalenti facendoli diventare “braccia invisibili” che aiutano a rendere più rigida la torre ed è stato progettato per produrre più energia pulita di quella che consuma. Sarà uno dei grattacieli più sostenibili del mondo.
A Miami un altro concept il Miapolis, progetto dello studio di architettura KKAID - Köbi Karp Architettura e Interior Design, se sarà realizzato con i suoi 975 metri di altezza e 160 piani sarà l’edificio più alto del mondo e supererà il Burj Khafila (in precedenza denominato Burj Dubai) di Dubai avente l’altezza alla guglia di 828 metri.
Il Miapolis, all'avanguardia della progettazione sostenibile, sarà la più grande struttura con certificazione LEED - Leadership in Energy & Environmental Design ovvero progettato e costruito utilizzando le strategie destinate a migliorare le prestazioni in parametri, quali il risparmio energetico, l'efficienza di acqua, riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il miglioramento della qualità ambientale al chiuso, la gestione delle risorse e la sensibilità per i loro effetti. Soddisferà l’esigenza progettuale della “città nella città”.
L’arte ti fa guarire
Rebecca Luciana Russo, psicologa e psicoterapeuta, ha codificato queste sue certezze in un metodo: utilizzare l’arte come coadiuvante per migliorare la vita, visto che il suo impatto può, in certi casi, “risultare superiore a quello delle parole in quanto le immagini penetrano nell’inconscio con maggior forza e velocità”. E il metodo è diventato un volume che arriverà nelle librerie nei prossimi giorni, “Videoinsight. Curare con l’arte” edito da Silvana Editoriale in due edizioni, italiana e inglese: racconto, rigoroso come un saggio scientifico ma anche affascinante come un viaggio nell’isola ignota che ognuno di noi è per se stesso.
La prima parte indaga la potenza delle foto e dei video d’arte quando vengono introdotti in un trattamento psicoterapeutico “che abbia già una sua storia basata sulla fiducia reciproca, l’alleanza di lavoro, l’empatia e la loro capacità d’aggiungere un valore in grado di aumentare l’efficacia dell’intervento”. La seconda presenta 14 casi clinici seguiti attraverso la "somministrazione" di opere scelte tra quelle che più fortemente traducono in forme gli argomenti-chiave della psicoterapia.
E, così, “Piel” di Regina José Galindo (Città del Guatemala 1974) che cammina nuda e scalza per Venezia ha aiutato molti pazienti a superare, sotto la guida del terapeuta, problemi d’angoscia sociale, l’eccessivo timore del giudizio altrui, la tendenza a chiudersi e a isolarsi. Supporti che hanno, per esempio, indotto Monica a svelare finalmente ai genitori la propria omosessualità. E una laureanda di 27 anni - la chiameremo Maria - ha trovato nel video-art di Sissi (1977), “Daniela ha perso il treno”, un contributo per superare gli attacchi di panico connessi al timore nell’accettare un lavoro che l’avrebbe portata lontana dalla famiglia. “L’analisi approfondita della performance dell’artista che, nonostante vari tentativi, non riesce a salire sul vagone in partenza perché “appesantita” da un’ingombrante gonna realizzata con pneumatici, l’ha stimolata ad abbandonare il proprio bagaglio di ansie, doveri, pregiudizi e a prendere il treno della trasformazione interiore”. [01]
Il video “Glimà” dei Masbedo (Nicolò Masazza- 1973 & Jacopo Bedogni - 1970) ritrae un uomo e una donna collegati da lunghi filamenti che lottano sino allo sfinimento in una terra glaciale e suggestiva: “E’ l’appoggio ideale per persone che siano incapaci di svincolarsi da altre persone o anche da oggetti del desiderio: il cibo per i bulimici e gli obesi, ma anche l’alcol, il gioco, il sesso, il lavoro. Addirittura Internet”.
Nel recupero del rapporto di coppia “Togheter Forever” di Ottonella Mocellin (1966) e Nicola Pellegrini (1962) ha svolto un ruolo fondamentale, appaiato alle “parole” della psicoterapeuta: il filmato presenta una donna che tiene in mano un vassoio sul quale è appoggiata la testa mozzata del marito riproducendo l’episodio biblico di Salomè e del Battista. “I due dialogano sul loro diverso modo di intendere la vita e aprono uno squarcio sui conflitti, la competitività, l’aggressività, la mancanza d’intimità e la rigidità dei ruoli che determinano la crisi di molti matrimoni”.
Ai malati di egocentrismo, esibizionismo e senso di grandiosità farebbe bene studiare “The cristal gaze” di Ursula Mayer (Austria 1970), opera nella quale tre donne eleganti e sensuali recitano un testo teatrale senza comunicare reciprocamente. Potrebbero trasmetterlo in televisione, come rimedio preventivo, prima di certi programmi che si reggono sulla smania dell’esibizionismo. E, magari, anche prima o dopo alcune edizioni dei telegiornali.

[01] Il nome che l’artista si è scelto è esso stesso una performance, una trasformazione. Portare il suo nome nel mondo rende Sissi oggetto stesso delle proprie opere. È un soprannome che Sissi si è ritrovata addosso al termine della performance per cui è diventata famosa, “Daniela ha perso il treno” (1999): lei, alla stazione di Bologna, vestita di consunti copertoni di macchine, che tenta di salire sul treno, intrappolata in una forma ingombrante che non le consente di oltrepassare le strette porte di accesso. Un costante confronto tra l’eleganza del gesto e l’imperturbabilità del contesto.
Notizie tratte da: lastampa.it / Renato Rizzo - 24.02.2011
Foto dalla ISS

Per approfondimenti: flickr Immagini tratte da: flickr
Agenda Digitale

per dare all’Italia
una strategia digitale efficace.
Cosa chiede Agenda Digitale:
Porre il Paese nelle condizioni di sviluppare appieno le potenzialità di Internet e delle nuove tecnologie vuol dire:
LAVORO
creare centinaia di migliaia di posti di lavoro, ad alto valore aggiunto, proiettati verso il futuro;
IMPRESA
consentire a quello straordinario patrimonio rappresentato dalle nostre piccole e medie imprese di essere più competitive e generare nuova ricchezza;
CITTADINANZA
continuare a migliorare trasparenza, semplificazione ed efficienza della Pubblica Amministrazione, con nuovi servizi per i cittadini;
CULTURA
recuperare per il nostro Paese quel ruolo storico come esempio di imprenditorialità, ma anche come leader nella produzione di ricerca, sapere e innovazione;
EQUITA’
ridare all’Italia un tessuto economico e sociale capace di valorizzare il talento, il merito, la competenza, il coraggio con maggiore equità nelle opportunità e nei diritti;
DIRITTI
non solo garantire a tutti i cittadini l’accesso alla rete, ma anche porre “realmente” gli individui nelle condizioni di sfruttare appieno il potenziale espressivo, formativo, creativo e lavorativo fornito dalle nuove tecnologie, individuando anche forme efficaci di tutela della persona.
Cosa serve per ottenere questo risultato:
Per ottenere questi risultati è necessario andare oltre i provvedimenti in ambiti circoscritti. La sfida è quindi dare al Paese una strategia organica, una Agenda Digitale che ricomprenda almeno quattro aspetti:
INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE
per massimizzare l’inclusione, restare allineati alle principali economie ed assicurare la continuità operativa dei servizi essenziali;
SERVIZI
sia servizi finali che infrastrutturali, includendo i necessari standard per l’e-business e per i beni digitali (o “neobeni puri”, secondo la definizione del CNEL);
ALFABETIZZAZIONE
per far conoscere e sperimentare a cittadini, imprenditori, funzionari e classe dirigente i vantaggi della digitalizzazione;
REGOLAMENTAZIONE
le norme giuridiche e regolamentari da adottare riguardanti la cittadinanza digitale nonché in materia di transazioni tra privati e Pubblica Amministrazione, con una rilettura delle filiere in termini di ri-organizzazione di rapporti tra le imprese e tra queste e i fornitori di servizi di supporto.
Naturalmente, l’organizzazione dei lavori non può prescindere dal coinvolgimento sistematico e strutturato degli stakeholder per garantire l’apporto delle intelligenze operative multidisciplinari necessarie.
ADERISCI!










