TOTTA e DYLAN

Giornata della Filatelia 2016

Se di idee non ve ne sono più, ed è ragionevole, meglio lasciar stare, non emettere un ulteriore francobollo dedicato alla Giornata della Filatelia; sarebbe una carta valore in meno da infilare nel raccoglitore. Altrimenti si rischia di cadere nella incomprensione.


Cosa c’entra la farfalla (Papilio machaon, lepidottero appartenente alla famiglia Papilionidae) “rappresentativa del collezionismo” con il settore, se non per lo sfottò con cui i filatelisti tradizionali, mezzo secolo fa, definivano i tematici? E questo con tutto il rispetto per quanti sono appassionati e studiano tali insetti…

Il bozzettista è Angelo Merenda. È stata trasformata in un valore da € 0,95 autoadesivo che ha debuttato oggi, primo giorno della manifestazione organizzata da Poste italiane, “ITALIAFIL - BOLOGNA  2016”. La tiratura adottata, questa volta, è al minimo, 400.00 francobolli, ordinati in fogli da 45 esemplari. Il bollettino illustrativo è dovuto al Direttore di Poste Italiane Filatelia Pietro La Bruna.

Da ricordare che il 26 agosto 1996 fu emessa una serie di 4 francobolli dedicata alla farfalla ed anche qui compare un lepidottero appartenente alla famiglia Papilionidae: Papilio ospiton.

Notizie tratte da VACCARInews

Léo Ferré

La Francia emetterà il 12 settembre un francobollo dedicato a Léo Albert Charles Antoine Ferré (1916-1993) per ricordare il centenario della sua nascita.


L’immagine è tratta da un’opera dell’artista urbano Christian Guémy (1973), meglio conosciuto con il pseudonimo di C215, realizzata con la tecnica dello stencil e applicato sulla porta di un trasformatore dell’Électricité de France, in rue Francisco Ferrer a Ivry-sur-Seine.


Cantautore, poeta, scrittore e anarchico viene definito un simbolo di libertà. 
Con una quarantina d’album originali prodotti in quarantasei anni, è considerato l’autore, compositore ed interprete più prolifico della canzone francese, anche se è nato a Monaco e scomparso in Italia. Pianista con una cultura specializzata di stampo classico, ha diretto numerose orchestre sinfoniche, in pubblico o per registrazioni discografiche.

Basilea & Arte

Basilea rappresenta un record da Guiness dei primati, almeno per chi è appassionato d’arte, design  e cibo raffinato. In soli 37 km quadrati al confine con la Francia e la Germania  nella Valle Alta del Reno, sono concentrate  oltre 40 istituzioni tra musei e fondazioni di  arte moderna e contemporanea progettate  dai più importanti architetti al mondo: Frank  Gehry, Renzo Piano, Mario Botta e Herzog & De Meuron per citarne alcuni. La regione, che  è considerata a tutti gi effetti un’isola felice  per il buon gusto, concentra 70 ristoranti citati  nella Guide Michelin. Uno su tutti è “Le Cheval  Blanc” a Basilea, premiato da tre stelle.

La città è attraversata dal Reno, e ha un ritmo  cadenzato dall’alternarsi di opere antiche e  moderne. Buona parte del merito lo si deve  al passaggio di Celti e Romani, che hanno lasciato le basi per un importante centro dell’umanesimo. A memoria del glorioso passato sono rimasti il municipio, costruito nel 1504, la Cattedrale romanico-gotica e un Centro Storico curato in “Swiss style”, ancora intatto.

La città svizzera negli anni ha puntato prima sull’arte contemporanea e oggi sul design approfittando anche delle buone relazioni con le cittadine vicine tutte attraversate dal Reno. È il caso del Vitra Design Museum a Weil am Rhein, progettato da Gehry a due passi da Basel, che a giugno si arricchisce della sezione Campus Vitra su disegno di Herzog & De Meuron, si tratta di una serie di edifici d’autore con la stazione dei Pompieri di Zaha Hadid. Il Vitra espone una selezione permanente di oltre 400 pezzi di design realizzati dal 1800 a oggi. La fama di città d’arte di Basilea ha invogliato il Kunstmuseum, l’edificio che custodisce una delle più importanti e antiche collezione d’arte pubblica in Svizzera, ad ingrandirsi con una nuova sezione che ospita fino al 18 settembre la mostra ”Sculpture on the Move 1946–2016”, con gli ultimi lavori di Costantin Brancusi e Alberto Giacometti passando per Donald Judd, Carl Andre, Richard Serra, Bruce Naumann per arrivare alle sculture più recenti di Matthew Barney e Damien Hirst.

Un’altra eccellenza museale è la Beyeler Foundation che espone la collezione permanente di Ernst Beyeler con opere incredibili di Francis Bacon, Van Gogh, Monet e molti altri in un edificio di vetro realizzato nel 1997 da Renzo Piano. Fino al 4 settembre è aperta la mostra con le opere di Alexander Calder a confronto con il duo svizzero Fischli & Weiss.


I protagonisti del mondo dell’arte si danno appuntamento ogni anno ad Art Basel, la più importante fi­era internazionale, la 47ª edizione è stata realizzata dal 16 al 19 giugno. Il livello dei 286 espositori provenienti da 33 paesi, è stato sorprendente. Si sono incrociati Larry Gagosian, il gallerista di Jeff Koons, l’artista vivente più pagato, la Marian Goodman Gallery di Parigi e New York, e i Continua di San Gimignano, i galleristi italiani che recentemente hanno aperto una succursale niente meno che all’Havana. La ­fiera negli anni si è rigenerata con sedi distaccate a Miami, così da catalizzare l’attenzione del mercato sudamericano, e recentemente a Hong Kong, centro di scambio preferito dal mondo asiatico. La parola d’ordine è qualità ed è anche il parametro che giusti­fica le cifre a sei zeri investite ogni anno in sculture, installazioni, dipinti, fotografi­e, video e disegni. Per chi ha un budget contenuto la ­fiera si è dotata della sezione “Edition”con 16 specialisti che espongono stampe e lavori in edizione limitata. Il potere di Art Basel però è rinchiuso nelle mura di Unlimited, l’unico padiglione al mondo capace di contenere opere realmente over size. Più che un padiglione sembra l’hangar di un aeroporto. Quest’anno il curatore è Gianni Jetzer, esperto del Horshorn Museum and Sculpture Garden di Washington DC. Saranno esposte 68 opere di altrettante artistar, da Ai Wei Wei icona politica contro il regime di Pechino a pietre miliari come Paul McCarthy, Frank Stella, Sol LeWeitt, Joseph Kosuth, Tracy Emin.
Basel come è defi­nita la fiera tra gli addetti ai lavori, ha anche una sezione intellettuale, “Feature””dedicata unicamente ai progetti curatoriali, tra i 32 artisti esposti ci sarà “Da inventare sul posto”, storica performance del 1972 di Jannis Kounellis, protagonista del movimento dell’arte povera. Un violinista e una ballerina si esibiranno sulle note de “La Pulcinella” e come sfondo ci sarà un’opera astratta dell’artista.

Tratto da: LA CASANA n.1 - 2016, periodico della Banca Carige SpA - di Roberta Olcese

Posta 4 e Postamail internazionale

Le Piazze italiane più belle diventano promoter del Bel Paese attraverso i francobolli che potranno essere utilizzati per sempre, qualunque sia la tariffa postale in vigore. 
Al posto del valore in euro, c’è infatti una lettera distintiva a cui corrisponde l’importo tariffario dovuto.
Se per il regime veloce si è impiegata la lettera “A”, per quello lento è prevista la “B”.

Dopo i quattro francobolli con le invenzioni di “Leonardo da Vinci” (A), adesso tocca ad otto “Piazze italiane” (B), da nord a sud. Emissione il 2 luglio 2016.

“B” (€ 0,95) 
fino a 20 g - Piccolo standard - posta4 (ordinaraia)
Piazza della Repubblica a Roma;
“B-50g” (€ 2,55) 
fino a 50 g - Piccolo standard - posta4 (ordinaraia
Piazza del Duomo a Milano;

“Bzona1” (e 1,00)
fino a 20 g - Area 1 Europa e Mediterraneo - postamail internazionale (ordinaria) 
Piazza del Plebiscito a Napoli;
“Bzona2” (e 2,20)
fino a 20 g - Area 2 Africa, America e Asia - postamail internazionale (ordinaria)
Piazza Ruggiero Settimo a Palermo;
“Bzona3” (€ 2,90) 
fino a 20 g - Area 3 Oceania - postamail internazionale (ordinaria)
Piazza Maggiore a Bologna:

“Bzona1-50gr” (e 2,70)
fino a 50 g - Area 1 Europa e Mediterraneo - postamail internazionale (ordinaria)
Piazza San Carlo a Torino;
“Bzona2-50gr (€ 3,70)
fino a 50 g - Area 2 Africa, America e Asia - postamail internazionale (ordinaria)
Piazza de Ferrari a Genova;
“Bzona3-50gr” (€4,60)
fino a 50 g - Area 3 Oceania - postamail internazionale (ordinaria)
Piazza della Signoria a Firenze.


Aldo Manuzio. Il Rinascimento di Venezia

Dal 19 marzo al 19 giugno 2016, a Venezia presso le Gallerie dell’Accademia, Ala Palladio (Campo della Carità, 1050) la mostra “Aldo Manuzio. Il rinascimento di Venezia” presenterà la storia dell’uomo che ha inventato il libro moderno e il concetto stesso di editoria, facendo di Venezia la capitale internazionale della stampa.


Una mostra su come il libro cambiò il mondo, e su come e perché avvenne a Venezia, porta fra oriente e occidente. Il protagonista di questa rivoluzione fu un forestiero, giunto da Roma a Venezia per ritrovare la Grecia antica, filtrata attraverso Bisanzio: Aldo Manuzio (1449-1515). Tra il 1495 e il 1515 stampò un centinaio di edizioni di una bellezza senza pari, che crearono di fatto il libro e l’editore moderno e soprattutto inventarono il pubblico.

Aldo Pio Manuzio
Nel percorso della mostra si scoprono il personaggio e le conseguenze, anche artistiche, innescate dal suo lavoro. Curata da Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Giulio Manieri Elia, “ripercorre, attraverso oltre cento opere d’arte in prestito da grandi musei italiani e stranieri e più di trenta rarissime edizioni stampate tra la fine del XV e i primi anni del XVI secolo, una stagione unica e irripetibile nella storia della cultura europea e occidentale”, spiegano gli organizzatori. “Una vera e propria età dell’oro, durante la quale il libro si rivelò capace di trasformare il mondo”. È in questo periodo storico che la città conquista ed afferma definitivamente il ruolo di cerniera tra l’Est e l’Ovest, passando da semplice piattaforma per scambi di natura commerciale a luogo dove si mescolano culture, tradizioni, saperi.

Sfruttando l’imponente rete logistica della quale solo una realtà mercantile poteva disporre, Aldo Manuzio riuscì ad immaginare e realizzare il suo programma che prevedeva di rendere disponibili al pubblico degli studiosi e dei letterati i grandi classici della cultura greca, da Omero ad Aristotele, da Sofocle a Euripide e Tucidide, per poi raccogliere i testi latini da Virgilio a Cicerone, da Orazio a Ovidio, a Catullo, a Properzio, Lucrezio, Giovenale, Marziale, e ancora ebraici e italiani della nuova letteratura in volgare.

Tale riscoperta ebbe conseguenze persino sulla pittura, che così rivolse un nuovo sguardo sulla natura. Abbandonate le suggestioni medievali che la rappresentavano ostile, dura, popolata da fiere feroci, l’arte si apre a una rappresentazione del paesaggio inteso come culla della civiltà, paradiso terrestre nel quale l’uomo è destinato a vivere. Ecco quindi i modernissimi dipinti di Giorgione, senza trascurare i disegni del giovane Tiziano, le incisioni di Giulio Campagnola, i bronzetti di Andrea Briosco. E poi i lavori di Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Cima da Conegliano, Pietro Lombardo, Lorenzo Lotto e tanti altri.

L’Italia il 6 febbraio 2015 ha emesso un francobollo commemorativo, del valore di € 0,80, dedicato al precursore degli editori moderni Aldo Pio Manuzio, nel 5° centenario della scomparsa.


La vignetta raffigura, entro una cornice ovale, un’incisione del XIX secolo di Manuzio realizzata da Sperando Maffeis e pubblicata nel volume “Iconografia Italiana dall’epoca del Risorgimento delle Scienze e delle Arti fino ai nostri giorni”, edito nel 1856 dalla Società Editrice Milano.

Ricordando Alda Merini














Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini, compirebbe oggi 85 anni.
Nata a Milano nel marzo del 1931 da una famiglia modesta, a 22 anni esce il suo primo volume di versi, “La presenza di Orfeo”, già intriso di quell’erotismo mistico che caratterizza tutta la sua produzione. Sempre giovanissima conosce i primi turbamenti dell’anima: l’inquietudine esistenziale e la depressione l’accompagneranno per tutta la vita, come la sua amata Milano, città in cui si rifugia dopo ogni soggiorno negli ospedali psichiatrici.  

La poetessa scompare il 9 novembre del 2009, all’età di 78 anni. 

Filatelia & Dadaismo

Nel 1916 la parola “Dada” cambiò il corso dell’arte.
In campo artistico debuttò al cabaret Voltaire di Zurigo e niente fu più come prima. Infatti, un piccolo gruppo di emigranti legati a Hugo Ball ed Emmy Hennings si riunì sotto le insegne dadaiste per protestare contro la follia della Prima guerra mondiale ed abbattere ogni significato a forza di poesie, collage, balli e musica. Dalla città elvetica, l’approccio si diffuse presto nel resto del globo, raggiungendo persino il Giappone.

Per ricordare il 3 marzo in Svizzera saranno emessi due francobolli da 1,00 franco ciascuno in blocchi foglietto da 10 esemplari.



Il primo presenta proprio Hugo Ball con il costume cubista al Voltaire il 23 giugno 1916, mentre recita la poesia fonetica “Gadji beri bimba glandridi laula lonni cadori”.
L’altro richiama Sophie Taeuber-Arp con “Portrait Jean Arp”, ritratto del marito, 1918. 

 

Nuova Antologia

“La rivista che ha fatto gli italiani” è lo slogan presente sul francobollo da € 0,95 che oggi ha reso omaggio al periodico “Nuova antologia”, avviato un secolo e mezzo fa. Il francobollo autoadesivo rientra nella serie “Le eccellenze del sapere” e rappresenta graficamente l’appuntamento storico.


“Nuova Antologia”, rassegna di lettere, scienze ed arti, fu fondata nel 1866 in Firenze capitale con periodicità mensile da Francesco Protonotari, professore di economia all’Università di Pisa, riprendendo la tradizione culturale, politica e civile della prima “Antologia” di Gino Capponi e Gian Pietro Vieusseux, (famiglia di origine svizzera), stampata a Firenze dal 1821 al 1833.

“Nuova Antologia” è stata diretta fra gli altri da Francesco Protonotari fino al 1897, poi da Maggiorino Ferraris nell’età giolittiana, quindi da Luigi Federzoni e Giovanni Gentile negli anni dal fascismo. Mario Ferrara diresse la testata nel dopoguerra e a lui subentrò dalla metà degli anni cinquanta Giovanni Spadolini, che ne è stato direttore per quarant’anni, fino alla sua scomparsa, Direttore da allora è Cosimo Ceccuti, già vicedirettore con Spadolini.

Trasferita a Roma nel 1878, “Nuova Antologia” fu riportata a Firenze da Giovanni Spadolini esattamente cento anni dopo presso l’editore delle origini Felice Le Monnier. Proprietaria della testata è la “Fondazione Nuova Antologia” che per Statuto ne assicura la continuità e l’indipendenza da qualsiasi potere politico ed economico, senza alcun fine di lucro.

Nel suo ampio arco di vita “Nuova Antologia”, una delle più antiche riviste d’Europa, riassume la nascita, l’evoluzione, le conquiste, il travaglio, le sconfitte e le riprese della nazione italiana, nel suo inscindibile nesso coi liberi ordinamenti.

ExoMars

Ci stiamo preparando per andare su Marte. Manca poco per due importanti missioni.
Le due missioni fanno parte di un programma congiunto tra l’Agenzia Spaziale Europea ESA e l’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos.


La prima missione partirà nel 2016 con la sonda TGO - Trace Gas Orbiter con a bordo il modulo “Schiaparelli”, un dimostratore tecnologico EDM - Entry, Descend and Landing Demonstrator Module che si poserà sulla superficie in preparazione alla seconda missione che inizierà nel 2018, la quale prevede di far posare sulla superficie di Marte un rover e un piattaforma scientifica di superficie.

La sonda TGO dall’orbita studierà l'atmosfera di Marte per la ricerca di metano ed altri gas atmosferici che potrebbero essere il segno di processi o biologici o geologici attivi nel sistema del pianeta.
Il lander ”Schiaparelli” un dimostratore tecnologico per l'avvicinamento, la discesa e l'atterraggio (EDM - Entry, Descend and Landing Demonstrator Module). Quest'ultimo testerà le tecnologie importanti per atterrare su Marte e fornirà dati atmosferici ed ambientali che saranno importanti per le future missioni ESA su Marte.
Il rover, dell’ESA, il primo robot in grado di trivellare il suolo fino ad una profondità di m 2,00.
La piattaforma scientifica, della Roscosmos, avrà una vita programmata di circa un anno terrestre. Produrrà immagini del sito su cui si è posata, monitorerà il clima, studierà l’atmosfera ed effettuerà analisi sulla radiazione ambientale. Inoltre verrà studiata la distribuzione di eventuale acqua presente nel sottosuolo e verranno svolti esperimenti geofisici della struttura interna di Marte.



Gli artisti italiani sono sottostimati ?

Crisi o non crisi, suscita molta curiosità il seguente articolo di Roberta Olcese, esperta giornalista di mercato dell’arte. 
Articolo pubblicato su  LA CASANA n. 2 - settembre 2015. Periodico quadrimestrale della Banca Carige S.p.A. Genova.

Sembra che fino a oggi l’arte italiana sia stata sottovalutata, anche se nomi importanti come Piero Manzoni e Lucio Fontana hanno superato con i loro capolavori la barriera dei 20 milioni di dollari. Ancora poco se si considera che una tela del 1968, quindi degli stessi anni, realizzata dall’artista tedesco Gerard Richter è stata battuta nel 2013 per 37 milioni di dollari e un’altra opera dello stesso artista datata 1986, quest’anno è passata di mano da Sotheby’s [1] per 46 milioni di dollari.

Un altro indice che conferma l’interesse del mercato globale è il comportamento dei galleristi internazionali che recentemente hanno incrementato gli acquisti di opere d’arte in Italia. Alle ultime aste a Milano da Sotheby’s e Christie’s [2] sono stati battuti lotti complessivamente per oltre 40 milioni di euro e dopo, in entrambi i casi, l’80% dei buyers erano stranieri.

“Le quotazioni degli artisti italiani sono cresciute del 20%, influenzate anche dal cambio di valuta”. Spiega Claudia Dwek, vicepresidente di Sotheby’s Europa.

Il prossimo nome italiano su cui i bookmakers dell’arte scommettono è Alberto Burri, il maestro di Città di Castello che con le Combustioni di plastica, i Sacchi di juta e i Cretti sarà celebrato con un’importante retrospettiva al Guggenheim di New York il prossimo 9 ottobre.
Buona parte del merito di questa improvvisa rivalutazione è da attribuirsi alle Italian Sale, le vendite all’incanto dedicate ai migliori artisti italiani che le due major organizzano dal 1999 a Londra ogni anno a ottobre. I prossimi appuntamenti saranno il 15 ottobre da Sotheby’s (con preview a Torino il 28/29 settembre e a Milano il 3 ottobre) e il 16 ottobre da Christie’s. Nelle passate edizioni dell’Italian Sale sono passati sotto il martello del banditore nomi importanti: da Giorgio Morandi, a Giacomo Balla, Mimmo Rotella, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Agostino Bonalumi, il gruppo dell’Arte Povera, Michelangelo Pistoletto fino ad autori più recenti come Francesco Vezzoli.

Quest’anno l’attesa è per gli artisti che recentemente si stanno rivalutando. In primis Paolo Scheggi. Artista fiorentino scomparso a soli 31 anni nel 1971 a Roma, Scheggi ha lavorato intensamente dal 1958 fino all’anno della morte. Il successo però è arrivato nel 2013 proprio durante una Italian Sale di Christie’s. “È stata la prima volta che abbiamo messo Scheggi in catalogo a Londra - ricorda Mariolina Bassetti, International Director PostWar and Contemporary Art di Christie’s - la stima era 30/40 mila sterline, l’abbiamo venduto a 170 mila. Si sono collegati 21 telefoni da tutto il mondo, perfino il Sud America”. Un anno e mezzo dopo un’opera dell’artista, “Intersuperficie Curva Bianca”, stimata 400/600mila euro è stata battuta alla cifra record di 1,623mila euro da Sotheby’s a Milano.

Il trend degli anni ’50 e ’60 sarà al centro dei prossimi cataloghi di ottobre. Claudia Dwek anticipa “Seguiamo la richiesta generale, ci saranno soprattutto Bonalumi, Scheggi, Fontana e naturalmente Burri”.

In particolare da Sotheby’s passeranno due importanti plastiche di Burri degli anni ’60: “Rosso Plastica”, 1960 stimato 700mila/1 milione di sterline e “Bianco Plastica 1”, 1961 con una stima di 1,4/1,8 milioni di sterline. Per Lucio Fontana, «nome tutelare dell’Arte del Dopoguerra» andrà all’incanto il “Concetto Spaziale, Attese” del 1966, un capolavoro con sei tagli su fondo rosso, il colore più ricercato dal mercato insieme al bianco, stimato 2/3 milioni di sterline. Anche se l’opera più rara che vedremo è un Concetto Spaziale pietre, buchi e vetri di Murano su tela argento eseguito nel 1961, lo stesso anno delle celebri Venezie.

Lucio fontana - Concetto Spaziake, Attese - 1966
[1] Sotheby's è una casa d'asta del Regno Unito, tra le più importanti e con centinaia di filiali nel mondo, la cui sede storica è in New Bond Street, a Londra.
[2] Christie’s è tra le più famose case d'asta al mondo. È rappresentata da 53 uffici in 32 paesi e 10 sale in tutto il mondo tra cui Londra, New York, Parigi, Ginevra, Milano, Amsterdam, Dubai e Hong Kong.