TOTTA e DYLAN

Expo Shanghai 2010

L'Esposizione Universale 2010 si svolgerà a Shanghai, Cina dal 1° maggio al 31 ottobre e il tema scelto per l'Esposizione è Better city, better life - Città migliore, vita migliore.

Il Padiglione italiano all'Expo Universale porta la firma dell'architetto Giampaolo Imbrighi, vincitore del concorso indetto dal Commissariato Generale del Governo italiano.
Il gruppo dei progettisti è formato dagli architetti Giuseppe e Francesco Iodice, Marcello Silvestre, Antonello De Bonis, Cosimo Dominelli e Teresa Crescenzi.

L'edificio, scelto fra i 65 partecipanti al concorso di selezione, possiede i requisiti auspicati dalle commissioni giudicanti: nuove tendenze di ingegneria, di architettura di design e tecniche costruttive eco-sostenibili.

Per la costruzione si è aggiudicata l’appalto l’azienda cinese Jiangsu Nantong No. 3 Construction Group Co., Ltd. di Qingdao, nella provincia di Shandong, una delle imprese cinesi più grandi con 18 mila dipendenti e più di 2 mila tecnici. Del gruppo fa parte una delle maggiori società cinesi di ingegneria, la China Civil Engineering Construction Corporation.
Il padiglione italiano di Shanghai costerà 1.012 milioni di euro e si svilupperà su una superficie di 3.600 mq per 18 metri d'altezza e disporrà di uno spazio espositivo di 6.000 mq.

Il progetto propone un edificio che integra un modello tipico della costruzione urbana italiana.
La pianta quadrangolare sarà suddivisa in corpi di dimensioni diverse e irregolari, collegati fra loro da strutture-ponte in acciaio che permetteranno di scorgere i ballatoi di collegamento.
La costruzione alternerà spazi ristretti ad aree estese, ciò contribuendo alla luminosità dell'interno, potenziata a sua volta dall'utilizzo del cemento trasparente. La superficie esterna sarà rivestita di cristalli autopulenti, mentre i pannelli fotovoltaici inseriti nei vetri garantiranno un effetto schermante dalle radiazioni. Inoltre, l'edificio disporrà di un sistema d'illuminazione che, oltre a scandire gli spazi, sarà in grado di favorire il risparmio energetico.

Gli accordi prevedono che l’intero edificio, finita la manifestazione, non sia demolito. Due le ipotesi: lasciarlo nella stessa posizione, oppure spostarlo in una seconda sede; ecco perché in fase progettuale gli architetti italiani hanno previsto una struttura portante con travi in acciaio, da montare e smontare in tempi brevi, con una diversa composizione dei singoli moduli e con la garanzia del totale riciclo dei materiali utilizzati.
I responsabili cinesi hanno previsto, nei sei mesi di apertura di Expo 2010, la presenza di oltre 70 milioni di visitatori.

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